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Fotovoltaico residenziale e C&I: alla ricerca di una ripresa perduta

I due segmenti valevano insieme più della metà del mercato delle rinnovabili nel 2023. Negli ultimi due anni fotovoltaico residenziale e C&I hanno subito un calo costante. Le cause sono diverse, a partire dall’incertezza normativa. Nel 2026 cosa si può prevedere? Ne parliamo con il Segretario di ANIE Rinnovabili, Michelangelo Lafronza

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Fotovoltaico residenziale e C&I: alla ricerca di una ripresa perduta

Fotovoltaico residenziale e C&I nel 2023 costituivano il 54% del valore di mercato di tutto il settore delle fonti rinnovabili. Negli ultimi due anni il loro calo è stato costante, erodendo quote sensibili di due segmenti che «hanno svolto, svolgono e svolgeranno un ruolo importantissimo per traguardare gli obiettivi nazionali della transizione energetica», afferma Michelangelo Lafronza, Segretario ANIE Rinnovabili.

Con lui cerchiamo di capire cosa sia successo. Si parte dagli ultimi dati disponibili (gennaio-ottobre 2025): rispetto ai primi 10 mesi del 2024 la flessione è stata del 28% per il residenziale, mentre per il fotovoltaico C&I si è registrato -22%. «Il fotovoltaico residenziale è in continuo calo negli ultimi tre anni, con un decremento ravvisato trimestre dopo trimestre. Si è partiti da gennaio-marzo 2023 dove ha toccato un picco di 640 MW e siamo giunti nel terzo trimestre 2025 a 270 MW. Facendo un raffronto, si registra un -58% complessivo».

Michelangelo Lafronza, Segretario ANIE Rinnovabili
Michelangelo Lafronza, Segretario ANIE Rinnovabili

Anche il segmento commerciale e industriale risulta in flessione, dopo il picco registrato nel primo trimestre 2024, con 510 MW.

«Da qui in poi si sono verificati continui cali in ogni trimestre sino ad arrivare a luglio-settembre 2025 con 350 MW: significa un -31%». Il problema, ravvisato da ANIE, è questo costante decremento, che pare non avere termine. Nel 2026 cosa si prevede?

Il calo del fotovoltaico residenziale e C&I

Prima di guardare a quanto potrà avvenire nell’anno in corso per il fotovoltaico residenziale e C&I, è opportuno individuare e comprendere le cause del calo che si è registrato negli ultimi anni. «La prima causa è da addebitarsi all’instabilità normativa. Modificare continuamente l’assetto normativo crea accelerazioni e decelerazioni, cui si associano cambi repentini, mina la fiducia di cittadini e imprese, ma anche degli istituti finanziari che devono erogare finanziamenti per gli investimenti», segnala Lafronza.

Fotovoltaico: andamento del settore residenziale e C&I in Italia

Un altro elemento considerevole, specie lato imprese, riguarda il recente prezzo dell’energia, più basso se confrontato con i picchi del 2022 (in Italia, in quell’anno il PUN medio aveva raggiunto i 303 euro/MWh), ma ancora elevato. «Seppur calato a 116 €/MWh nel 2025, risulta comunque il prezzo dell’energia elettrica più elevato d’Europa registrato sulle piattaforme di borsa del mercato del giorno prima.

Il calo del fotovoltaico residenziale e C&I in Italia

In ogni caso, il decremento c’è stato, e questo forse – lato imprese – potrebbe aver determinato indecisione nell’investimento con l’auspicio che il prezzo scenda ulteriormente».

Dal post Superbonus a Transizione 5.0, la costante è l’incertezza

Per quanto riguarda il residenziale, il segno meno è da tempo una costante.  «Se poteva essere prevedibile un decremento dopo il Superbonus, pensavamo, però, che nel 2025 il calo si arrestasse. Così non è stato – ravvisa Lafronza –. La detrazione al 50% nel 2025 ha comunque dato il suo contributo in positivo. Nell’analisi che abbiamo fatto su alcuni dati di Enea si è notato che sta aumentando la taglia degli impianti fotovoltaici. A nostro avviso, ciò sta a significare che i cittadini hanno preso coscienza che i soldi investiti in autoconsumo sono ben spesi. Tuttavia, non tutti possono permettersi di fare l’investimento».

Variazioni tendenziali del mercato fotovoltaico in Italia

Anche la rimodulazione dei fondi PNRR per le comunità energetiche rinnovabili non ha certo giovato alla causa. In ogni caso, pesano sulla flessione anche la complessa situazione internazionale e l’inflazione.

Dal fotovoltaico residenziale al C&I le criticità incontrate possono addebitarsi a vari fattori. Lato imprese, quanto avvenuto con Transizione 5.0 non è stato di aiuto per stimolare le imprese. Dal ritardo per elaborare la normativa di implementazione del piano ai successivi passi, si è ridotta la finestra temporale per accedere ai fondi, con il fotovoltaico trainato dagli investimenti in efficienza energetica mediante tecnologie 4.0. «Purtroppo la misura dell’efficienza energetica prevedeva molti passaggi burocratici, anche ex ante, articolati e non in linea con le tempistiche, perché la misura terminava a dicembre 2025. Si è giunti allo scorso luglio con solo 7% dei 6 miliardi a disposizione effettivamente investiti in autoproduzione».

Fotovoltaico in Italia: dal post Superbonus a Transizione 5.0, la costante è l’incertezza

C’è poi il FER-X transitorio. «Si è perso circa metà anno prima che ARERA pubblicasse le tariffe di aggiudicazione per gli impianti di potenza non superiore a 1 MW in accesso diretto, terminato a fine 2025». Si è giunti così con le due aste per gli impianti fotovoltaici sopra il MW indette a cavallo dell’estate. Come sia andata è presto dirlo. «Ci aspettavamo che questo decreto – che dovrebbe traguardare gli anni dal 2026 al 2029 – fosse già stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale a fine 2025. In realtà, pare che sia ancora in discussione presso la Commissione Europea», rileva ancora il segretario ANIE Rinnovabili.

Fotovoltaico e previsioni: qualche elemento positivo

Fare previsioni sul 2026 per il fotovoltaico residenziale e C&I è oggettivamente difficile. È stato da poco pubblicato il decreto ministeriale in attuazione della Misura PNRR “Facility Parco Agrisolare” che mette a disposizione 789 milioni di euro per nuovi impianti fotovoltaici su edifici produttivi agricoli e agroindustriali. C’è poi l’agrivoltaico. Secondo ANIE, il 2026 sarà un anno chiave per la sua attuazione in Italia, alla luce di vari elementi (Aree Idonee, Testo Unico…).

Un elemento positivo è la conferma, arrivata con la Legge di Bilancio, per l’anno in corso della detrazione al 50%, rinnovata con lo stesso valore, anziché – come inizialmente previsto – calata al 36%.

Nel 2026 l'agrivoltaico dovrebbe crescere in Italia

«Sempre in legge di bilancio, per il Piano Transizione 5.0, terminato nel 2025, si è passati nell’anno in corso dal credito di imposta all’iper-ammortamento. La differenza sostanziale è che col primo meccanismo le imprese potevano andare immediatamente a compensare il credito di imposta perché pagano le tasse e fanno la compensazione con il credito. L’iper-ammortamento, invece, agisce sul bilancio delle aziende e quindi è un programma più a lungo termine; si tratta di un meccanismo per cui le imprese non percepiscono subito il beneficio, ma lo vedono di anno in anno. Questa misura potrebbe dare i suoi frutti. Si tenga presente che comunque, sono ancora attive tutte le iniziative del piano Transizione 5.0 del 2025. La normativa prevede, infatti, che gli impianti oggetto d’incentivazione possono essere installati entro il 2026». La novità di Transizione 5.0 versione 2026 è data dal fotovoltaico divenuto trainante: un elemento importante che potrà portare i frutti sperati.

C’è poi lo sportello, attivato dal MIMIT, “Net Zero e Rinnovabili e Batterie” dei Contratti di sviluppo. Dal 19 gennaio e fino al 21 aprile le imprese potranno presentare domanda di agevolazione.

Da non dimenticare, inoltre, il Conto Termico 3.0, con 900 milioni di euro previsti a disposizione di privati, PA e imprese, in cui il fotovoltaico è contemplato, sia pure come misura trainata.

Sulla ripresa c’è fiducia

«Per il 2026 abbiamo fiducia di una ripresa, considerando che l’anno scorso si è toccato il minimo. Siamo cautamente ottimisti. Certo, bisognerà vedere se le iniziative citate si tradurranno in risultati: le misure ci sono, i bandi sono stati assegnati», evidenzia il segretario ANIE Rinnovabili. Su tutto questo occorrerà considerare anche l’andamento del nodo Aree Idonee: il caso Sardegna pesa come incognita.

«Inoltre, sarà da vedere se i nuovi procedimenti amministrativi del Testo Unico Rinnovabili saranno efficaci. Per impianti fotovoltaici residenziali e C&I sono previsti interventi in edilizia libera o con Procedura Abilitativa Semplificata (PAS). Un terzo elemento riguarda l’opinione pubblica: a nostro parere, si avverte la consapevolezza che l’auto-produzione e l’autoconsumo da fotovoltaico sono un forte elemento di mitigazione del fattore prezzo dell’energia elettrica. Contare su una stabilità normativa, che agevoli gli istituti bancari nel costruire prodotti finanziari adeguati e stabili nel tempo, è un aspetto rilevante».

Lo stesso Lafronza ricorda che ANIE si è spesa attivamente sui tavoli istituzionali per cercare di fornire un contributo sensibile su alcuni correttivi: il contributo dell’Associazione si è notato nel caso di Transizione 5.0, con la possibilità di trasformare nell’iper-ammortamento il fotovoltaico da trainante a trainato, ma si è reso evidente anche in altre circostanze. «Siamo intervenuti in Legge di Bilancio per chiedere di abrogare un articolo che prevedeva il divieto della compensazione dei crediti di imposta, che colpiva non solo quelli legati al Superbonus, ma indiscriminatamente tutti i crediti di imposta anche di altri settori. Il divieto riguardava la possibilità di compensare i crediti d’imposta con i contributi modello F24 dell’INPS e dell’INAIL. Siamo riusciti a ottenere l’abrogazione».

Anche per quanto riguarda agrivoltaico e CACER, ANIE è riuscita a ottenere dilazioni di tempo per quanto riguarda la connessione degli impianti.

«Infine, segnalo che stiamo realizzando un position paper per stimolare l’autoconsumo e la flessibilità nelle Pmi. È importante creare le condizioni per favorire l’installazione del fotovoltaico, perché le imprese sono sensibili al prezzo dell’energia, e attualmente il mercato dell’energia è sbilanciato sulle fonti fossili, penalizzando le fonti rinnovabili».

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