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Indice degli argomenti Toggle Il ruolo del fotovoltaico nell’edilizia residenzialeGli strumenti incentivantiLa spinta della RED III (in attesa dell’EPBD)La casa 100% elettrica e i confronti con un’abitazione basata sul gas Contare sul fotovoltaico nell’edilizia residenziale permette di avere un’alternativa efficace per tutelarsi dalle oscillazioni dei prezzi energetici odierni. «A causa del conflitto in Medio Oriente, il gas è passato dai 32,59 €/MWh a gennaio a 51,04 €/MWh a metà marzo, segnando un +57%; il prezzo elettrico spot è salito in 15 giorni da 105 €/MWh a 145 €/MWh, con un incremento del 38%», ha fatto notare Andrea Zanotti, consigliere di Italia Solare durante il convegno “Il nuovo ruolo del fotovoltaico: riqualificazione energetica, elettrificazione dei consumi negli edifici, qualità progettuale”, organizzato da Prospecta Formazione in collaborazione con Italia Solare, l’associazione italiana interamente dedicata al fotovoltaico. I relatori del convegno L’evento ha permesso di mettere in luce, ancora una volta, le opportunità di contare su una fonte rinnovabile in grado di assicurare – specie se combinata con una soluzione di accumulo – una fornitura energetica competitiva, riducendo la dipendenza dal gas su cui si basa il sistema italiano. «Il nostro sistema energetico, a differenza quasi di tutti i sistemi energetici europei, è basato fortemente nel come programma di transizione sulla leva del gas. Questo fa sì che un’impennata di questo tipo del gas porta in maniera praticamente istantanea un’impennata sul prezzo energetico». Il ruolo del fotovoltaico nell’edilizia residenziale «Oggi stiamo vivendo, ancora una volta, un periodo di crisi dovuto alla grave situazione geopolitica internazionale. E ancora una volta abbiamo l’energia che sale. Perché sale? Sale perché abbiamo ancora troppo gas. Esso rappresenta una quota fossile ancora intorno al 55%. Il 45% circa del fabbisogno elettrico arrivano dalle rinnovabili, ma non basta, bisogna raggiungere almeno il 60% dal 45% attuale. Per poter vedere il nostro sistema energetico, diciamo, meno dipendente dalle fluttuazioni del prezzo del gas, come in Spagna dove hanno superato il 60%, e il prezzo lo fa principalmente lo fanno le rinnovabili e non il gas», ha spiegato Paolo Rocco Viscontini, presidente di Italia Solare. Per ridurre la dipendenza occorre puntare sulle rinnovabili, e sul fotovoltaico in particolare. Il peso specifico del fotovoltaico nell’edilizia residenziale è testimoniato dai numeri: al 31 gennaio, in Italia risultano connessi poco più di 2,1 milioni di impianti fotovoltaici, per una potenza totale di 43,8 GW. Il 27% di tale potenza (11,6 GW) è relativa a impianti residenziali. Lo scorso anno ha registrato un calo nel residenziale, riscontrato anche nel segmento C&I, un segnale d’allarme che dovrebbe essere preso in considerazione dall’esecutivo e tradotto con interventi correttivi e politiche stabili, ha fatto notare Viscontini. Le fonti rinnovabili devono crescere sensibilmente non solo per raggiungere gli obiettivi del PNIEC, ma anche per assicurare all’Italia una maggiore indipendenza energetica, specie dai combustibili fossili. Accanto allo sviluppo del fotovoltaico si nota un frequente accostamento di impianti fotovoltaici con sistemi di accumulo: a fine 2025 risultavano 884.338 sistemi, per la stragrande maggioranza impianti di piccola taglia, per lo più residenziali o per piccole realtà artigianali. Gli strumenti incentivanti Oltre a ripagarsi con i risparmi sulla bolletta (più avanti vedremo quanto un impianto fotovoltaico, magari abbinato con una soluzione di accumulo, possa ridurre i costi energetici domestici annuali), ci sono misure a sostegno dell’efficienza energetica e del fotovoltaico in edilizia residenziale che permettono di alleviare la spesa iniziale. Intanto c’è il “bonus fotovoltaico”, detrazione fiscale del 50% (sulla prima casa, al 36% sulla seconda) prevista per interventi di ristrutturazione energetica e di recupero edilizio, tra cui rientra l’installazione di un impianto fotovoltaico. Inoltre, è ancora valido l’ecobonus, detrazione valida per interventi di efficienza energetica degli edifici, in cui rientrano anche pompe di calore e isolamento termico. Per le famiglie con ISEE basso c’è la possibilità di contare sul Reddito Energetico Nazionale (REN): un contributo per le famiglie con ISEE basso, in conto capitale, a copertura dei costi di investimento per la realizzazione di impianti fotovoltaici a uso domestico di potenza da 2 a 6 kW, su unità immobiliari in condizione di disagio economico. Tra gli strumenti incentivanti, va anche considerata l’IVA Agevolata al 10%, applicabile sui costi di fornitura e posa in opera. A queste possibilità sono aperte due opportunità importanti, costituite dall’autoconsumo a distanza e le comunità energetiche rinnovabili. «Negli anni si sono sviluppate delle normative che consentono la condivisione dell’energia in maniera efficiente». L’autoconsumo a distanza nasce per consentire a chi non ha spazio di generare e utilizzare l’energia prodotta da un impianto posto in un sito diverso rispetto al punto di consumo. Può avvenire tramite linea diretta (a una distanza minore o uguale a 10 km) oppure tramite rete pubblica. La spinta della RED III (in attesa dell’EPBD) In attesa del recepimento della Direttiva EPBD (“Case Green”), per il cui ritardo negli adempimenti la Commissione Europea ha avviato una procedura d’infrazione nei confronti dell’Italia, ci sono altre possibilità per una penetrazione del fotovoltaico nell’edilizia residenziale. Lo ha ricordato Francesca Lanzetti, di Italia Solare, citando l’articolo 26 del D.Lgs. 199/2021 che rafforza l’obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili oltre che negli edifici di nuova costruzione, anche negli edifici sottoposti a ristrutturazioni importanti e di interventi di ristrutturazione di un impianto termico. Il Decreto Legislativo 5/2026, che recepisce in Italia la direttiva RED III, modificando il D.Lgs. 199/2021. Intervenuto anche sullo stesso articolo 26, ha apportato novità importanti. Tra queste, l’obbligo di integrazione delle fonti rinnovabili non è più circoscritto ai soli edifici di nuova realizzazione o alle ristrutturazioni rilevanti, ma è esteso anche agli interventi di ristrutturazione dell’impianto termico. Inoltre, per gli edifici di proprietà o nella disponibilità della PA, l’obbligo può essere assolto anche mediante impianti da fonti rinnovabili realizzati da soggetti terzi, purché destinati a coprire i fabbisogni termici ed elettrici dell’edificio. La casa 100% elettrica e i confronti con un’abitazione basata sul gas L’adozione del fotovoltaico in edilizia residenziale diventa un’opzione di rilevante interesse per l’elettrificazione dei consumi domestici, che permette di evitare la dipendenza dal gas. Considerando che, in un’abitazione, l’80% dell’energia dipende dal gas, coprire i consumi in maniera 100% elettrica ha diversi vantaggi. Lo ha spiegato Andrea Zanotti, facendo l’esempio di una abitazione di 100 metri quadrati con consumi tradizionali (stimati su 1.300 m³ gas e 2.800 kWh/anno, per una spesa annua di circa 2.200 €), per un modello full electric (no gas. 6mila kWh anno di elettricità) si prevede una spesa di circa 1.600 €/anno; con un capex (spesa in conto capitale) tra gli 8mila e i 10.500 euro (che comprende adeguamenti, cucina a induzione, pompa di calore). Se la casa è full electric, ma con un fotovoltaico da 3 kW la spesa si riduce a 1.200 €/anno e il capex addizionale è di 4.500–7.500 €. Infine, l’opzione full electric con fotovoltaico e storage, si affronterà una spesa annua di 990 euro, con un capex addizionale 2.500–3.000 €, con un risparmio di 1.200 €/anno rispetto ai 2.200 € iniziali e un capex totale variabile da 15mila a 21mila euro. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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