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Indice degli argomenti Toggle Che cosa sono i tetti verdiQuali tipologie di tetto verde esistonoDifferenza tra tetto verde estensivo e intensivoCome progettare un tetto verdeMateriali per costruire un tetto verdeCome funziona il drenaggio in un tetto verde?La scelta della vegetazione per il tetto verdeQuali piante si usano per i tetti verdiI prodotti per la realizzazione del tetto verdeQuali sono i principali vantaggi dei tetti verdi?Vantaggi energetici dei tetti verdiI benefici ambientali e climatici dei tetti verdiQuali sono i costi associati alla costruzione di un tetto verdeIncentivi fiscali 2025 per tetti verdi in ItaliaQual è la manutenzione richiesta per i tetti verdiFAQ Tetti verdiQuali tecniche costruttive vengono utilizzate per realizzare un tetto verde?Che manutenzione richiede un tetto verde?Un tetto verde può migliorare l’isolamento termico di un edificio?I tetti verdi sono compatibili con tutte le strutture? La diffusione dei tetti verdi è in parte riconducibile al fatto che la sostenibilità ambientale e l’efficienza energetica sono protagoniste dell’edilizia contemporanea e spingono alla ricerca di soluzioni tecnologiche più o meno innovative per migliorare le prestazioni degli edifici. Si tratta, per lo più, di una riscoperta, di un rinnovato interesse per i tetti verdi, conosciuti anche come green roofs o coperture a verde, in realtà presenti nell’architettura tradizionale anche in passato. Le coperture vegetali possono essere installate su edifici di differenti tipologie e destinazione d’uso, con scopi che variano dal solo miglioramento delle performance del costruito, fino all’avere a disposizione un reale spazio aperto in più. Con un salto fino a tempi molto più recenti, va detto che la tecnica costruttiva dei Roof Garden è impiegata in Svizzera e Gran Bretagna dai primi anni Ottanta. All’epoca il loro utilizzo era giustificato con le esigenze di risparmio energetico e di conservazione della biodiversità, oggi invece la loro funzione positiva viene estesa anche alle azioni di adattamento ai cambiamenti climatici. Le tecniche moderne permettono di integrare la vegetazione in maniera più sicura, efficiente e duratura, rendendo questo tipo di copertura una valida soluzione per città contemporanee alle prese con il cambiamento climatico, l’isola di calore urbana e l’inquinamento atmosferico. Si tratta, infatti, di sistemi costruttivi che prevedono l’applicazione di strati vegetali sopra coperture piane o inclinate, trasformando superfici impermeabili in spazi ecologici, vivibili e funzionali. Che cosa sono i tetti verdi I tetti verdi, noti ance come tetti o coperture vegetali o giardini pensili, sono una tipologia di copertura che può essere realizzata sia nel caso di superfici piane, che di falde inclinate. Inverdire l’estradosso del solaio di copertura è possibile fino a pendenze del 35% circa. Ciò che li distingue nettamente da altre soluzioni, chiaramente, è la presenza della vegetazione. Un tetto verde, infatti, rispetta tutte le caratteristiche richieste a qualsiasi copertura – strutturali, meccaniche e termiche – ma aggiunge anche la capacità agronomica e drenante. I vantaggi sono molti, sia per l’edificio che per l’ambiente. In Italia la normativa di riferimento è la UNI 11235 che definisce i criteri di progettazione, esecuzione, controllo e manutenzione di coperture continue a verde a seconda delle particolari situazioni di contesto climatico, di contesto edilizio e di destinazione di utilizzo. Esistono diverse tipologie di coperture vegetali, che si distinguono proprio per le loro caratteristiche e per la loro funzionalità. Quali tipologie di tetto verde esistono La principale classificazione dei tetti verdi consiste nella distinzione tra: tetti verdi estensivi, caratterizzati da uno strato vegetale sottile e leggero (fino a circa 10-12 centimetri), adatto ad ospitare una vegetazione a bassa manutenzione e di dimensioni contenute, come specie erbacee e arbusti. Questa tipologia di tetto verde non è calpestabile, quindi non può essere utilizzato come un giardino pensile. tetti verdi intensivi, contraddistinti al contrario da un substrato più profondo, che li rende in grado di ospitare una più ampia varietà di piante, anche di dimensioni maggiore. In questo caso il terreno può arrivare anche a un metro di profondità e la superficie è calpestabile. Ovviamente, è necessario fare specifici ragionamenti sulla struttura portante, in quanto il peso di questa copertura è considerevole. Tetto verde intensivo ed estensivo (Fonte Clever Cities, Horizon 2020, Ambiente Italia) Queste differenti tipologie si differenziano anche per costi di realizzazione, stratigrafia e necessità di manutenzione. A queste due tipologie, si aggiungono poi i tetti verdi semi-intensivi che, come dice lo stesso nome, sono una via di mezzo tra le due differenti soluzioni prima presentate. Il substrato ha una profondità media, la manutenzione è moderata e offrono il vantaggio di raggiungere un equilibrio interessante tra libertà di piantumazione, peso e costo. Le finestre Fakro per edifici con tetto piatto possono essere montate su un tetto verde grazie alla base aggiuntiva XRD che permette di rialzare la finestra di 15 cm In generale, in ogni caso, non esiste una soluzione migliore dell’altra, in quanto andrebbero valutate singolarmente di caso in caso. Differenza tra tetto verde estensivo e intensivo La differenza tra tetto verde estensivo e tetto verde intensivo risiede principalmente nello spessore del substrato colturale, quindi la quantità di terra predisposta e di conseguenza la tipologia di vegetazione che può essere piantumata. Un tetto verde estensivo generalmente prevede uno strato di terriccio compreso tra gli 8 e i 15 centimetri e può ospitare erbe, cespugli o piante molto piccole, il cui peso di solito è inferiore ai 150 kg/mq. Questa tipologia di copertura verde richiede poche manutenzioni, con interventi periodici a distanza di 6 mesi o un anno, ma non è calpestabile se non per i manutentori. Viene spesso scelto per coprire superfici molto estese, come i tetti dei capannoni industriali o dei centri commerciali. Tipologie e sistemi (Fonte Clever Cities, Horizon 2020, Ambiente Italia) Un tetto verde intensivo, invece, ospita specie con uno strato di terra da 25 a 50 centimetri e richiede interventi di manutenzione costante o comunque superiore a 4-5 volte l’anno. Il suo peso può arrivare fino a 2.000 kg/m2, ma varia in relazione alle soluzioni progettuali adottate. Il tetto verde intensivo è adatto a superfici accessibili e praticabili, richiede un substrato di spessore maggiore e ha costi più elevati. Questa soluzione è spesso utilizzata nei casi di riqualificazione di edifici esistenti, soprattutto in ambito urbano residenziale. Come progettare un tetto verde Progettare un tetto verde comporta alcune valutazioni essenziali per la corretta realizzazione e per prevenire qualsiasi tipologia di problematica successiva. Il primo passo richiede senza dubbio di effettuare un’analisi preliminare della struttura, per verificare se l’edificio può sopportare i carichi aggiuntivi di substrato, vegetazione, acqua e neve. Anche in base ai risultati, si procede con la scelta della tipologia di copertura (estensiva, semi-intensiva o intensiva), cercando al contempo di soddisfare anche gli obiettivi di chi vive l’edificio e considerando sia il clima locale, che l’orientamento. La stratigrafia può prevedere alcune variazioni a seconda del progetto, ma in generale vi sono alcuni elementi essenziali e comuni a tutti i tetti verdi. È fondamentale predisporre uno strato di impermeabilizzazione e un sistema anti-radice in grado di proteggere i componenti sottostanti, così come è importante realizzare uno strato drenante su cui posare il substrato, dove mettere a dimora specie ed essenze vegetali. Anche l’irrigazione è un elemento da valutare: nei sistemi estensivi può bastare un impianto di emergenza a goccia, mentre negli intensivi è necessaria una rete permanente simile a quella di un giardino tradizionale. La scelta delle essenze rientra nella progettazione e determina le successive esigenze manutentive. Materiali per costruire un tetto verde La scelta dei materiali per costruire un tetto verde può dipendere dalla tipologia di copertura in fase di realizzazione, ma anche da fattori quali il budget o le caratteristiche della struttura esistente. Si devono privilegiare soluzioni che garantiscano resistenza, durabilità e funzionalità, assicurando le migliori prestazioni della copertura e riducendo i costi di manutenzione nel tempo. La membrana impermeabilizzante è spesso in bitume o in materiali sintetici, resistente all’acqua e ai raggi UV. Lo strato drenante può essere realizzato con ghiaia leggera, argilla espansa o pannelli alveolari in plastica. Il cuore del tetto verde è il substrato di coltivazione, una miscela artificiale e leggera composta da materiali minerali come pomice, lapillo o sabbia, combinati con frazioni organiche come compost o fibre vegetali. Questo substrato è studiato per essere stabile, poroso e capace di trattenere acqua e nutrienti senza compattarsi. Infine, il materiale più visibile e vitale è la vegetazione, scelta in base alla tipologia di tetto verde e al clima locale, che può variare dalle piante tappezzanti e rustiche ai prati fioriti, fino ad arbusti e piccoli alberi nei sistemi intensivi. Come funziona il drenaggio in un tetto verde? Il drenaggio di un tetto verde ha lo scopo di assicurare la corretta gestione dell’acqua piovana, evitando ristagni pericolosi per l’edificio. Lo strato drenante favorisce il deflusso dell’acqua in eccesso verso gli scarichi pluviali, ma allo stesso tempo trattiene una parte di umidità, utile per l’irrigazione naturale delle radici. Sopra al drenaggio si colloca un tessuto geotessile filtrante, che impedisce al substrato di scivolare o ostruire i canali. Nei tetti verdi estensivi il sistema è semplice e quasi autosufficiente, mentre nei tetti intensivi è spesso integrato con impianti di irrigazione e sistemi di accumulo idrico. Un drenaggio efficiente prolunga la vita della copertura e garantisce la salute delle piante. La scelta della vegetazione per il tetto verde La scelta delle piante per il tetto verde è principalmente vincolata da due fattori: da un lato la tipologia di struttura realizzata (distinguendo appunto tra intensivo ed estensivo), dall’altra il gusto e le necessità progettuali. Sono davvero molte le essenze e le specie che possono risultare indicate per una copertura vegetale, anche se le più suggerite sono quelle con una richiesta di manutenzione contenuta. Le principali caratteristiche da considerare, quindi, sono: Il grado di manutenzione e la resistenza, oltre al consumo di poca acqua, in quanto soprattutto nel caso dei giardini non accessibili è necessario una conservazione duratura del giardino creato, con costi non eccessivi; Le dimensioni delle piante e le tipologie di radici, considerando sempre che anche nel caso di un tetto intensivo non possono scendere troppo in profondità; L’aspetto e l’apporto decorativo che assicurano le differenti tipologie di piante e fiori, proprio perché è fondamentale anche la resa estetica e il soddisfacimento del gusto personale; L’essere sempreverdi, in preferenza di piante caducifoglie, anche meno resistenti. Non è un caso, quindi, che si usino in modo molto diffuso essenze erbacee, piante grasse e anche muschi, proprio per la semplicità sia di installazione che di manutenzione. Quali piante si usano per i tetti verdi Alcuni anni fa, il Giardino botanico di Chicago ha fatto una ricerca sui tetti verdi e valutato le piante risultate più adatte per arricchirli. Sono state prese in considerazione 216 differenti specie, sia su tetti intensivi, che estensivi, monitorando parametri quali la temperatura dell’aria e del suolo, il flusso di calore attraverso il tetto, l’umidità, la radiazione solare e le precipitazioni. Si sono incrociati molti dati, valutando le piante in base alla loro sopravvivenza in salute, alla capacità di tollerare il caldo e la siccità, ma anche il freddo. Le 9 specie che hanno raggiunto il massimo punteggio sono: Antennaria dioica Calamintha Nepeta ssp. Nepeta Juniperus chinensis var. sargentii ‘Viridis” Phlox sublata “Apple Blossom” Phlox subulata “Emerald Blue” Phlox subulata “Snowflake” Rhus aromatica “Gro-Low” Sporobolus heterolepis Sporobolus heterolepis “Tara” Al di là di questo studio, comunque, è possibile prendere in considerazione molte altre specie, tra cui piante grasse e sempreverdi, che sopravvivono con poca acqua e hanno forme e colori molto variegati; piante simili all’erba, come l’armeria maritima o la carex nigra, differenti dall’erba comune che ha bisogno di molta acqua; fiori di campo, per creare macchie di colore; erbe aromatiche, che crescono senza problemi in luoghi asciutti e con poca terra. I prodotti per la realizzazione del tetto verde I produttori nel tempo si sono impegnati per ottimizzare le prestazioni dei sistemi e offrire soluzioni sempre più leggere e in risposta alla domanda degli utenti. In ogni caso la più comune delle stratigrafie prevede, sopra la struttura della copertura e dell’isolante, uno strato di protezione sia dall’azione meccanica delle radici, sia da quella corrosiva dei microrganismi nel terreno, che può essere inglobato o separato da quello impermeabilizzante (necessariamente resistente alle radici). Perliroof ® di Perlite è il sistema brevettato per la realizzazione di coperture a verde pensile intensive ed estensive su superfici piane ed inclinate, in grado di assicurare ottimo sviluppo vegetativo. Cuore del sistema è la perlite espansa che vanta ottime caratteristiche di leggerezza, isolamento termico, filtra e trattiene le acque e la maggior parte dei concimanti. Sistema Perliroof di Perlite Allo strato drenante, realizzabile in ghiaia, argilla o con pannelli espansi perforati, segue quello filtrante, generalmente costituito da tessuti resistenti. In commercio è possibile recuperare molti prodotti adatti allo scopo, tra cui Drainroof, una soluzione di griglie proposta da Geoplast. Si tratta di un supporto in polipropilene rigenerato, che risolve i problemi legati all’assenza o al ristagno dell’acqua grazie alla sua conformazione, che autoregola il drenaggio, l’irrigazione e l’aerazione. Drainroof ha un’elevata resistenza alla compressione pari a 6.000 Kg/m² in grado di sopportare anche il carico di piccoli mezzi meccanici, quali miniescavatori, piccole pale gommate, ecc. Drainroof, di Geoplast, è un sistema di drenaggio per giardini pensili, che garantisce sicurezza e non danneggia le impermeabilizzazioni Il substrato, sul quale cresce la vegetazione finale, è da realizzare con spessore e caratteristiche da scegliere in base alla tipologia di copertura voluta. Per il substrato sono adatti diversi materiali, purché garantiscano l’attecchimento, lo sviluppo e la durate nel tempo delle essenze vegetali scelte, senza scontrarsi con gli ostacoli di natura strutturali, quali carichi eccessivi. Per questo motivo la proposta di Europomice, azienda che estrae e lavora inerti vulcanici, risulta vantaggiosa: gli inerti vulcanici come pomice, lapillo e i suoli fertili Vulcaflor hanno una struttura alveolare, porosa e leggera, che li rende adatti allo scopo. Garantiscono, infatti, drenaggio equilibrato, portanza e durabilità, leggerezza e fertilità: le principali caratteristiche di una valida coperture verde, citate anche nella Norma UNI 11235 “Istruzioni per la progettazione, l’esecuzione, il controllo e la manutenzione di coperture a verde”. Il substrato Vulcafloor di Europomice è un suolo fertile, naturale e di facile stesura. In base alla portanza della copertura si può optare per Vulcafloor Intensivo, Vulcafloor Estensivo o Vulcafloor Light Polyglass ha sviluppato un sistema impermeabile specifico e particolarmente affidabile per i green roof, che garantisce ottimo comfort abitativo e benefici economici. E’ disponibile in due soluzioni, a base di membrane prefabbricate bitume polimero modificate e con manti prefabbricati in FPO (poliolefine flessibili), entrambe complete di tutti gli elementi necessari. Sistema impermeabile per tetti verdi di Polyglass Vivo Roof di Tegola Canadese è un sistemi di copertura a verde pensile molto flessibile, che si adatta a spazi grandi e piccoli nel rispetto della normativa UNI 11235. Vivo Roof di Tegola Canadese La composizione dei sistemi Tegola Vivo Roof varia a seconda della pendenza della superficie, del grado di manutenzione, della vegetazione e dell’accessibilità. Anche la scelta del giusto isolante è essenziale per la buona riuscita di un tetto verde. Foamglas® è un isolante in vetro cellulare che unisce prestazioni meccaniche elevate a una totale impermeabilità all’acqua e al vapore. Grazie alla sua struttura a celle chiuse, resiste alla penetrazione delle radici e non si deforma sotto carichi molto elevati, garantendo stabilità e protezione del tetto verde nel tempo. Elimina i rischi di infiltrazioni e condensa interstiziale, preservando l’efficienza energetica dell’edificio. Con una durata certificata fino a 100 anni, rappresenta una soluzione sostenibile e a lungo termine in linea con le strategie europee. Quali sono i principali vantaggi dei tetti verdi? I tetti verdi offrono molti vantaggi di diversa natura, di cui beneficiano sia le persone, che l’ambiente circostante. Grazie a tutti i benefici che portano, infatti, le coperture vegetali permettono di aumentare anche il valore degli immobili, che risultano più performanti e adeguati ai requisiti dell’edilizia contemporanea. Per fare degli esempi, le coperture verdi sono in grado di assorbire l’acqua piovana, filtrarla e rilasciarla lentamente, evitando allagamenti e pressioni sulla rete fognaria. O ancora, migliorano l’isolamento acustico dell’edificio e proteggono gli strati della copertura sottostanti, come quello impermeabile, prolungandone la durata nel tempo. Oltre a questi, però, ve ne sono di natura ambientale davvero significativi, come il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto ambientale dell’edificio. Vantaggi energetici dei tetti verdi Un importantissimo tema, quando si parla di vantaggi dei tetti verdi, è senza dubbio il contributo che questa soluzione offre in termini di miglioramento dell’efficienza energetica. Lo strato di vegetazione, infatti, assicura un buon livello di isolamento termico, riducendo il surriscaldamento estivo e le dispersioni di calore verso l’esterno durante la stagione invernale. Un beneficio garantito proprio dal substrato di terreno, che migliora la resistenza termica della copertura e il volano termico. Il risparmio energetico che ne deriva può essere davvero significativo, tanto che uno studio della società canadese Weston Design Consultants stima un risparmio annuo di circa 100 milioni di dollari nella sola città di Chicago, proprio grazie ad una trasformazione dei tetti della città a superficie verde. Inoltre, se un tetto verde viene integrato con sistemi fotovoltaici, questa scelta consente di mantenere le temperature della copertura attorno a 30-35 gradi, migliorando così l’efficienza dei pannelli fotovoltaici, che possono produrre circa il 5% di elettricità in più rispetto a una installazione fotovoltaica su un tetto tradizionale. I benefici ambientali e climatici dei tetti verdi Nell’ordine: mitigazione del microclima, risparmio energetico, riduzione dell’inquinamento atmosferico, dell’inquinamento sonoro, della velocità di deflusso delle acque, crescita della natura e della biodiversità, miglior rendimento dei pannelli fotovoltaici in copertura e infine benefici sociali ed economici. Su una copertura a verde le temperature massime estive raggiungono i 25-30 gradi, contro – secondo i dati diffusi da Ambiente Italia – i circa 80 di una copertura tradizionale. La temperatura dell’aria in prossimità della copertura verde può diminuire di 2-5 gradi rispetto a una copertura tradizionale (i dati provengono da uno studio dei ricercatori americani Peng e Jim dell’università di Hong Kong; nda). La diffusione dei tetti verdi estensivi può ridurre la temperatura dell’aria (ad altezza d’uomo) di circa 0,4-0,7 gradi, mentre con quelli intensivi è possibile una riduzione di 0,5-1,7 gradi. A scala urbana si stima invece una riduzione della temperatura ambientale di 0,3-3 gradi (i dati provengono da Lorraine Chow, giornalista ambientale di EcoWatch di New York; nda). Si tratta, quindi, di un valido alleato per combattere l’effetto isola di calore. La vegetazione presente su un tetto giardino svolge un’altra funzione: trattenere le sostanze nocive sospese nell’aria, che vengono così assorbite attraverso il processo di fotosintesi. Un altro beneficio consiste nella riduzione dell’inquinamento acustico: la vegetazione assorbe le onde sonore, ad esempio quelle prodotte dal traffico aereo e veicolare e ne riduce la propagazione, con una riduzione fino a 3dB sulle coperture e fino a 8-10dB negli spazi interni sottostanti (la fonte è uno studio del 2016 dell’istituto olandese Deltares che opera nel settore della gestione delle acque; nda). Altro importante vantaggio è l’aumento della durata della struttura, dato che l’impermeabilizzazione sotto lo strato di coltura è protetta dai raggi ultravioletti e la struttura non è soggetta a grossi sbalzi termici, smorzati dallo strato vegetale. Un tetto giardino è anche un luogo dove le specie di piante e animali possono trovare un habitat ideale. Ciò favorisce senza dubbio la biodiversità urbana, spesso messa a rischio da un’eccessiva presenza di aree impermeabili e non verdi. Infine, su un tetto verde è possibile creare socialità e anche sviluppare attività collettive. I tetti verdi sono una soluzione adottata dalla bio-architettura per ridurre le emissioni nocive. Benefici dei tetti verdi (Clever Cities, Horizon 2020, Ambiente Italia) I progetti con bellissime coperture verdi non mancano, anche perché oggi la sensibilità alle problematiche ambientali è molto spiccata e di conseguenza trovano maggior diffusione tutte quelle soluzioni che permettono all’edilizia di essere sempre più “green”. Soprattutto in città, infatti, la necessità di creare spazi permeabili e in grado di combattere l’inquinamento e altri effetti quali le isole di calore è sempre maggiore Quali sono i costi associati alla costruzione di un tetto verde Un tetto verde deve essere progettato, affidando l’incarico ad un tecnico abilitato che si occupa anche della pratica amministrativa e della stesura del capitolato, per poi passare alla gestione del cantiere durante la sua realizzazione. Queste, quindi, sono le prime voci di costo da considerare. I costi per la costruzione, poi, possono variare molto a seconda della tecnologia e della tipologia di essenze che si desidera posizionare in copertura. Un tetto verde intensivo ha costi maggiori, sia per una questione strutturale, che per l’impatto economico dovuto all’acquisto delle piante di maggiori dimensioni. Chiaramente, la soluzione più economica prevede la realizzazione di un tetto a solo prato, con una spesa che può variare tra i 40 e i 100 euro circa al metro quadro. Incidono sui costi, quindi, la complessità del progetto e la tipologia di vegetazione che deve essere posizionata, così come possono fare la differenza le soluzioni tecnologiche annesse, ad esempio per gestire l’irrigazione o l’illuminazione nel caso di tetti fruibili dalle persone. Tuttavia, l’investimento iniziale si compensa nel tempo grazie al risparmio energetico, alla maggiore durabilità della copertura e agli incentivi fiscali disponibili. Incentivi fiscali 2025 per tetti verdi in Italia Per chi fosse interessato alla realizzazione di un tetto verde, ma teme i costi, è importante sapere che c’è la possibilità di beneficiare dei bonus fiscali. Fino al 31 dicembre 2024 era attivo il Bonus Verde, specificatamente pensato per interventi che prevedono la sistemazione a verde di aree di pertinenza dell’edificio. La detrazione era pari al 36% eprevedeva un tetto massimo di spesa di 5.000 euro. Nel caso in cui la realizzazione di un tetto verde incida in modo tangibile sulle prestazioni energetiche di un edificio, è possibile valutare anche l’Ecobonus al 50%, che include anche gli interventi sulle coperture, al di là della tecnologia utilizzata. Il consiglio è, in ogni caso, quello di rivolgersi a un tecnico competente, che sia di supporto nella valutazione di tutte le possibili alternative e nel valutare i preventivi. Qual è la manutenzione richiesta per i tetti verdi Come detto per i costi, anche la manutenzione del tetto verde può variare molto a seconda della tipologia di copertura che si realizza. In ogni caso, è sicuramente maggiore rispetto ad una copertura tradizionale, anche quando si parla di bassa manutenzione nel caso di sistemi estensivi. La posa in opera e la manutenzione iniziale sono indispensabili per il corretto sviluppo del sistema verde, ma non sono attività complesse. Se si cerca una soluzione a bassa manutenzione è meglio orientarsi su un verde estensivo, che è progettato proprio con l’obiettivo di ridurre il più possibile l’attività di manutenzione, che nel tempo è quasi nulla. Un giardino pensile, quindi un tetto intensivo, richiede maggiori cure. Come in un giardino normale, è necessario eseguire alcune importanti operazioni, come rimozione di erbe infestanti, la potatura, la concimazione e la cura dell’innaffiatura. Il consiglio, in ogni caso, è quello di verificare almeno annualmente le condizioni del tetto verde, valutando quanto e come intervenire per la sua conservazione. Oltre alla componente vegetale, è opportuno accertarsi anche che non vi siano criticità sul sistema drenante e di scolo. Prima di scegliere tra un tetto verde estensivo ed intensivo, quindi, è bene essere consapevoli anche dei costi e dell’impegno richiesti successivamente. FAQ Tetti verdi Quali tecniche costruttive vengono utilizzate per realizzare un tetto verde? Si possono realizzare differenti tipologie di tetto verde. Le tecniche costruttive devono essere misurate sulla base degli obiettivi progettuali, in quanto le coperture a verde sono sistemi multistrato composti da più elementi, diversi nei casi in cui si tratti di tetti intensivi o estensivi. Possono essere impiegati anche moduli prefabbricati per semplificare posa e manutenzione. Che manutenzione richiede un tetto verde? La tipologia di manutenzione richiesta da un tetto verde dipende dalla sua natura. Un tetto estensivo ha bisogno di meno manutenzione, con interventi regolari di rimozione di erbe infestanti, controllo del drenaggio e concimazioni minime. Quello intensivo richiede irrigazione regolare, potature e trattamenti specifici per le piante. Un tetto verde può migliorare l’isolamento termico di un edificio? I tetti verdi possono aiutare a migliorare le prestazioni energetiche dell’edificio, in quanto contribuiscono all’isolamento termico della copertura, oltre che a quello acustico. Durante l’estate riducono il surriscaldamento degli ambienti sottostanti, mentre in inverno contribuiscono a trattenere il calore interno, riducendo le dispersioni. Si tratta, quindi, di una vera e propria barriera naturale. I tetti verdi sono compatibili con tutte le strutture? I tetti verdi possono essere realizzati su qualsiasi tipologia di struttura, purchè si proceda preventivamente con una completa verifica della sua capacità di portare il peso dell’intero sistema verde. Questo è il primo e indispensabile passo per progettare correttamente – e in tutta sicurezza – un tetto verde. 29/09/2022 Tetti verdi, caratteristiche costruttive e tipologie I tetti verdi sono una soluzione per la copertura degli edifici vantaggiosa per l’edificio e per l’ambiente. La vegetazione, infatti, mitiga l’inquinamento e favorisce la biodiversità, ma aiuta anche a isolare al meglio gli ambienti interni. Indice degli argomenti: Progetto europeo Clever Cities Le esperienze di tetto giardino in Italia ed Europa Un tetto verde è una tipologia di tetto che prevede la messa a dimora di vegetazione sulla copertura di un edificio, con lo scopo di migliorarne le prestazioni e favorire la riduzione dell’impatto ambientale dello stesso. Può essere chiamato anche tetto giardino o giardino pensile e ne esistono di diverse tipologie. La tecnologia ha sicuramente fatto passi in avanti e oggi sono disponibili prodotti molto performanti per la realizzazione di un tetto verde, la cui storia però è particolarmente ricca. È possibile tornare fino al 600 a.C. a Babilonia per trovare le prime testimonianze di grandi e maestosi giardini pensili. Anche gli Etruschi ne facevano uso, come poi i Romani, per arricchire l’architettura funebre. I tetti giardino, poi, acquisirono sempre più importanza a livello ornamentale e fecero la loro comparsa anche nelle ville degli imperatori romani. Progetto europeo Clever Cities Il progetto europeo Clever Cities, finanziato dal programma di ricerca Horizon 2020 (Demonstrating innovative nature-base solutions in cities) ha una durata di cinque anni, dal 2018 al 2023, e ha lo scopo di promuovere e sperimentare le infrastrutture verdi e le soluzioni naturalistiche innovative (Nbs) a Milano. Il capoluogo milanese, con Londra e Amburgo, è infatti una delle città frontrunner del progetto. Definizione di tetto verde (Clever Cities, Horizon 2020, Ambiente Italia) Più nel dettaglio il progetto, che vede tra i partner tecnici la società di ricerche Ambiente Italia, intende realizzare soluzioni naturalistiche sperimentali, innovative e replicabili, monitorarne gli effetti, promuovere l’utilizzo delle Nature based solutions. I casi, per quanto riguarda Milano, si concentrano sulla realizzazione co-partecipata con il Comune di coperture verdi negli edifici del quartiere Giambellino con lo sviluppo di un nuovo parco attraverso modalità innovative e condivise a livello di progettazione, gestione, manutenzione e monitoraggio, e lungo le infrastrutture ferroviarie della zona Sud di Milano per sperimentare l’installazione di barriere acustiche verdi. Le esperienze di tetto giardino in Italia e in Europa In Germania, dal 2009 il German Federal Building Code promuove tetti verdi e già nel 2011 più del 45% delle città tedesche cofinanziava tetti verdi, con Berlino e Stoccarda a fare scuola, mentre Amburgo si è posta l’obiettivo di piantumare nei prossimi anni almeno 100 ettari di coperture. Nel 2019 il Governo ha stanziato un sostegno alla realizzazione di green roof di 3 milioni di euro. A Parigi vige il programma Vegetalision la Ville, che si è dato l’obiettivo di realizzare 20 ettari di tetti e pareti verdi. Copenhagen già dal 2009 ha inserito il Green Roofs Copenhagen Strategy come parte del Piano di adattamento ai cambiamenti climatici. A Basilea da vent’anni si realizzano coperture verdi, mentre a Sheffield, dal 2005, grazie al Green Roof Centre, sono stati realizzati circa 25mila metri quadrati di superfici verdi. Londra conta oggi 500mila metri quadrati di tetti verdi. Madrid, infine, con il recente progetto Madrid+Natural, punta a trasformarsi in città verde. Lo fa con la collaborazione dello studio internazionale Arup, che ha messo a punto delle linee guida contenenti numerose soluzioni per favorire la presenza del verde in città. Madrid+Natural (credits Arup) In Italia si tratta di una pratica meno utilizzata rispetto ad altri paesi, anche se da poco il Lingotto di Torino ospita proprio il giardino pensile più grande d’Europa. L’area si trova sulla pista di collaudo sopra l’ex complesso industriale e sono state piantumate più di 40.000 piante, per un totale di 300 differenti specie. L’inaugurazione è stata a settembre 2021 ed è solo uno dei vari progetti in chiave “green” che stanno vedendo la luce nel capoluogo piemontese. Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 2019 Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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