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Indice degli argomenti Toggle Perché è importante il risparmio idrico quando si parla di ediliziaLe principali soluzioni per avvicinare un edificio al “bilancio idrico positivo”Il trattamento delle acque grigie e nereQuindi è possibile costruire un edificio a bilancio idrico positivo?FAQ: Edifici a bilancio idrico positivo: è possibile? Quanto tempo ci vorrà per realizzare davvero edifici a bilancio idrico positivo?L’acqua piovana recuperata e trattata può essere potabile?Quali sono i costi di un edificio idro-responsabile rispetto a uno tradizionale?È possibile migliorare le prestazioni di un edificio esistente? L’edilizia si trova ad affrontare importanti sfide su più fronti, con l’obiettivo di essere sempre più sostenibile. Negli ultimi decenni, infatti, l’attenzione al tema ambientale è cresciuta molto e si è tradotta in azioni di diversa natura nel settore delle costruzioni, tra cui sicuramente la ricerca della massima efficienza energetica. Tuttavia, emergono con forza molte altre esigenze, come quella della gestione sostenibile dell’acqua, una risorsa sempre più critica per via della crescente urbanizzazione, dei cicli meteorologici alterati e dell’incremento degli eventi estremi. Interessante, a tal proposito, l’insieme di soluzioni che si possono mettere in atto per ridurre quanto possibile il fabbisogno idrico degli edifici. Si arriva anche a ipotizzare la realizzazione di edifici a bilancio idrico positivo, che non si limitano a minimizzare il consumo idrico, ma che sono progettati per restituire alla rete o all’ambiente una quantità d’acqua pari o superiore a quella prelevata. Ma questo è un obiettivo realistico o un’utopia da limitare al piano teorico? Perché è importante il risparmio idrico quando si parla di edilizia L’elemento che più giustifica l’attenzione crescente verso l’acqua in edilizia è la crescente scarsità delle risorse idriche disponibili. Per quanto il nostro pianeta sia ricco d’acqua, solo una porzione di essa è potabile o facilmente potabilizzabile e nel tempo si è considerata questa risorsa come inesauribile. Le proiezioni delle principali agenzie ambientali stimano che entro il 2050 diversi miliardi di persone nel mondo vivranno in aree con stress idrico elevato. E non si parla solo di paesi sotto sviluppati o in grande criticità. Tra le cause di questo fenomeno si trovano, ad esempio, l’urbanizzazione sempre più estesa, che causa una maggior impermeabilizzazione del suolo, ostacolando i naturali processi di infiltrazione. A questo fenomeno si aggiunge l’alterazione del ciclo idrologico causata dai cambiamenti climatici, con precipitazioni più irregolari, alternando lunghi periodi di siccità a piogge violente concentrate in brevi periodi. Non aiutano, in aggiunta, le condizioni di molte infrastrutture dedicate al trasporto e alla distribuzione dell’acqua, con impianti che registrano elevate perdite e compromettono l’efficienza dell’approvvigionamento idrico. Dato il contesto critico, è importante che il settore edilizio non si limiti a un ruolo passivo di semplice consumatore di acqua potabile, ma ricerchi e proponga soluzioni che favoriscono sia la riduzione dei consumi, che la circolarità della risorsa. Le principali soluzioni per avvicinare un edificio al “bilancio idrico positivo” Il concetto di “water positive building” non possiede uno standard normativo di riferimento, per quanto se ne parli e si sviluppino con interesse diverse soluzioni per ottimizzare il ciclo dell’acqua. Un edificio orientato alla sostenibilità idrica è progettato per ridurre al minimo il fabbisogno di acqua potabile, grazie a sistemi efficienti di risparmio e riuso della risorsa. Un ipotetico bilancio positivo, in più, dovrebbe prevedere anche la capacità di restituire (anche all’ambiente) una quantità di acqua almeno pari a quella consumata. Per avvicinarsi a una situazione di questa tipologia, è essenziale ricorrere ad alcune soluzioni e tecnologie. Prima di tutto l’acqua reflua deve poter essere trattata in loco, con il vantaggio di alleggerire anche la pressione sulle infrastrutture urbane. Inoltre, è importante individuare una fonte di approvvigionamento idrico alternativa all’acqua di rete, ricorrendo alla raccolta e al riutilizzo dell’acqua piovana. La captazione può avvenire tramite i tetti o altre superfici, utili a raccogliere e poi indirizzare l’acqua in un sistema di filtrazione e stoccaggio. Senza appositi sistemi di depurazione e potabilizzazione, questa risorsa è da dedicare esclusivamente a usi non potabili, come l’impianto di irrigazione o, se si adegua l’impianto, gli scarichi sanitari. Il trattamento delle acque grigie e nere Le acque reflue possono essere trattate in loco e divenire a loro volta un’ulteriore fonte di approvvigionamento idrico, favorendo una gestione circolare della risorsa, che in alternativa può essere anche restituita all’ambiente. Il processo di trattamento prevede generalmente differenti fasi e si può distinguere tra trattamento primario, secondario e terziario. Nella prima fase si rimuovono le sostanze e le impurità più grossolane, si stabilizzano le portate e i livelli di inquinamento, per poi avviare la fase di decantazione, che separa le sostanze sedimentabili. Nel trattamento secondario avviene l’ossidazione dei liquami, necessaria per poter rimuovere le sostanze organiche. Infine, con l’ultima fase si rimuovono sostanze e microrganismi residui. Normalmente, tutte queste fasi avvengono in impianti centralizzati, che raccolgono i reflui di più abitazioni e si occupano in modo professionale dei trattamenti e della reimmissione della risorsa. Vi sono, poi, alcuni impianti di dimensioni più contenute che possono essere installati anche presso l’edificio (depurazione decentralizzata). La potabilizzazione, però, è un processo ancor più complesso e delicato, regolato anche da normative specifiche e generalmente differenziate anche a livello locale. Come detto per le acque piovane, però, l’acqua trattata può essere riutilizzata per alcuni scopi non potabili. Quindi è possibile costruire un edificio a bilancio idrico positivo? Costruire un edificio a bilancio idrico positivo significa realizzare un edificio che non solo consuma poca acqua, ma è in grado anche di restituirne all’ambiente. Per riuscirci devono essere messe in campo tutte le misure oggi disponibili per rendere sostenibili il ciclo dell’acqua, altrimenti è sicuramente impossibile raggiungere il risultato. Ciò significa progettare e realizzare impianti a basso consumo, favorire buone pratiche e abitudini da parte delle persone, installare sistemi di misura e controllo avanzati (anche IoT), raccogliere, trattare e recuperare sia l’acqua piovana che le acque reflue. Inoltre, a seguito del processo di depurazione deve essere ricavata sufficiente acqua per la restituzione all’ambiente. Ciò avviene generalmente dopo fitodepurazione. Non è un’operazione tecnicamente impossibile, ma si tratta di un obiettivo realmente ambizioso e al momento difficilmente viene posto in fase progettuale, anche per gli investimenti che richiede. FAQ: Edifici a bilancio idrico positivo: è possibile? Quanto tempo ci vorrà per realizzare davvero edifici a bilancio idrico positivo? La risposta a questa domanda dipende da molteplici fattori, tra cui la capacità di innovare, sperimentare e aggiornare regolamenti e mentalità. Una cosa è certa: l’edilizia del futuro deve essere idro-responsabile e resiliente, gli edifici a bilancio idrico positivo saranno uno dei pilastri di questa trasformazione. L’acqua piovana recuperata e trattata può essere potabile? Per rendere potabile l’acqua piovana raccolta e trattata è necessario ricorrere ad appositi impianti di potabilizzazione. Per garantire la sicurezza dell’acqua è essenziale monitorare in modo puntuale alcuni parametri e affidarsi a fornitori di tecnologie affidabili e adeguati alle esigenze. La potabilità, inoltre, è anche un tema normativo e prima di procedere è bene conoscere i riferimenti legislativi locali. Quali sono i costi di un edificio idro-responsabile rispetto a uno tradizionale? I costi iniziali possono essere superiori, soprattutto per impianti di trattamento in loco, sistemi di raccolta evoluti e sensoristica digitale. Tuttavia, i costi operativi nel lungo termine possono ridursi considerevolmente grazie alla diminuzione del prelievo idrico. Inoltre, l’immobile acquisisce maggiore valore di mercato. È possibile migliorare le prestazioni di un edificio esistente? Migliorare la gestione dell’acqua in un edificio esistente è possibile. Gli interventi più semplici riguardano la riduzione dei consumi e l’introduzione di sistemi per la raccolta dell’acqua piovana, valutando la tipologia di tecnologia e prodotti anche in base al budget a disposizione e agli obiettivi posti. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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