Energy storage con le batterie: la seconda vita dell’auto elettrica passa da qui

Le batterie delle auto elettriche usate si possono riciclare per stoccare energia. Le mosse delle case automobilistiche e i progetti delle startup per un mercato stimato 30 miliardi

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Energy storage con le batterie: la seconda vita dell’auto elettrica passa da qui

Realizzare sistemi di energy storage con le batterie usate delle auto elettriche è una finalità cui stanno lavorando diverse case automobilistiche. È una strategia embrionale, ma l’incremento del mercato delle auto elettriche in crescita sostanziale potrebbe portare a un suo sviluppo significativo.

IEA ha sottolineato quest’estate come le vendite di auto elettriche hanno superato i 10 milioni di unità nel 2022 e la quota sulle vendite auto totali è più che triplicata in tre anni, passando dal 4% del 2020 al 14% dello scorso anno. Già nel 2019 McKinsey sottolineava che grazie al rapido aumento dei veicoli elettrici negli ultimi anni e ancora più significativo nei prossimi dieci anni, la fornitura di batterie di seconda vita per applicazioni stazionarie potrebbe superare i 200 GWh l’anno entro il 2030, costituendo un mercato dal valore globale di circa 30 miliardi di dollari.

È recente la notizia della collaborazione tra Jaguar Land Rover e Wykes Engineering, società attiva nel settore delle energie rinnovabili, ma non è l’unica: Mercedes, Nissan, Renault sono da tempo al lavoro per sfruttare al meglio le batterie usate. Diverse startup sono nate per sfruttare questa possibilità e si stanno espandendo.

Energy storage con le batterie: Jaguar sostiene la rete elettrica in UK

Sviluppare nel Regno Unito uno dei più grandi sistemi di energy storage con le batterie usate dei Suv elettrici Jaguar I-PACE per supportare gli impianti di energia solare ed eolica.

Su questo si basa la collaborazione tra Jaguar Land Rover (parte del gruppo Tata Motors) e la società ingegneristica inglese. Un singolo BESS (Battery Energy Storage System) Wykes Engineering utilizza 30 batterie I-PACE di seconda vita e può immagazzinare fino a 2,5 MWh di energia a piena capacità. JLR mira a fornire batterie in grado di immagazzinare “un totale di 7,5 MWh di energia – sufficienti per alimentare 750 case per un giorno – entro la fine del 2023”.

Le batterie vengono rimosse dalla Jaguar I-PACE e inserite nei container sul posto. Possono essere utilizzate una volta che il loro livello offre una capacità residua del 70-80%. La stessa realtà automobilistica spiega che:

“la partnership rappresenta un passo importante nell’adozione da parte di JLR dei principi dell’economia circolare, parte della strategia aziendale per raggiungere l’obiettivo di zero emissioni di carbonio entro il 2039.”

Una seconda vita interessante per le batterie delle auto elettriche

La strada verso il riuso delle batterie delle auto elettriche, pur se solo accennata, è interessante. Già in vita possono diventare un’opportunità preziosa, mediante il vehicle-to-grid: in questo senso, uno studio condotto da un team di ricerca del Leiden Institute of Environmental Sciences in collaborazione con il National Renewable Energy Laboratory afferma che già nel 2030, le batterie dei veicoli elettrici potrebbero soddisfare pienamente la necessità di stoccaggio dell’elettricità a breve termine in tutto il mondo. Collegandoli alla rete elettrica possono fornire l’energia immagazzinata, migliorando la sicurezza energetica e consentendo tecnologie rinnovabili per pulire la rete.

I ricercatori hanno incluso anche l’impiego delle batterie quando queste non sono più sufficienti per la guida. “Una volta che la capacità delle batterie dei veicoli sarà scesa a circa il 70-80%, in genere non sono abbastanza buone per i veicoli ma sono ancora valide per essere utilizzate per l’immagazzinamento e la distribuzione dell’energia all’interno della rete elettrica”, afferma Bernhard Steubing, autore senior dello studio.

La domanda di batterie usate per lo stoccaggio è destinata ad aumentare poiché l’energia rinnovabile prodotta da fonti intermittenti come fotovoltaico ed eolico sta crescendo sempre più.

Come evidenzia Reuters, entro il 2030 la capacità globale in termini di energy storage da batterie (auto e non solo) potrebbe crescere fino a 680 GWh, dai 16 GWh della fine del 2021, citando stime della IEA.

E scrive:

“La sola Gran Bretagna paga circa 1 miliardo di sterline (1,27 miliardi di dollari) all’anno per spegnere i parchi eolici quando la rete non ha bisogno di energia: non c’è ancora modo di immagazzinarla a causa della carenza di batterie”.

Dalle case auto alle startup: così si fa strada il reimpiego delle batterie

Come detto, ricavare sistemi di energy storage dalle batterie delle auto elettriche è motivo di interesse e di applicazione sperimentale per diverse case automobilistiche. Nissan ed Enel hanno avviato nel 2022 una collaborazione per lanciare il progetto Second Life. Combinando le batterie usate dei veicoli elettrici Nissan nella centrale elettrica spagnola di Melilla, gestita da Endesa, il progetto “migliora la stabilità della rete per contribuire a soddisfare le esigenze di una rete isolata”.

Così pure stanno operando Renault e Mercedes. Case auto a parte, il mercato derivante dalla “seconda vita” delle batterie delle BEV ha generato l’avvio di diverse aziende e startup che puntano proprio a creare sistemi di energy storage con questi importanti componenti delle auto elettriche. È il caso di BatteryLoop, che sta investendo in un parco batterie da 2,8 MW, o di Zenobe che dalla sua nascita (nel 2017) a oggi ha raccolto più di un miliardo di euro in finanziamenti azionari e di debito e li ha trasformati in circa 430 MW di batterie connesse alla rete, attive o sotto contratto.

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