Audit o diagnosi energetica: perché farla, quando serve e come incide sulle scelte progettuali 11/06/2026
Bioplastiche per biometano: enzimi e tecnologia migliorano la gestione circolare dei rifiuti 12/06/2026
ESKA Valve presenta il contatore intelligente ultrasonico per le infrastrutture energetiche digitali 17/06/2026
Indice degli argomenti Toggle Forestazione urbana: che cos’è e perché è importanteIl ruolo della forestazione urbana nelle smart cityLe problematiche ambientali dei centri urbaniL’importanza del verde in cittàFAQ Forestazione urbanaCome funziona l’urban forestry?Qual è la differenza tra verde urbano e forestazione urbana?Quali sono i benefici degli alberi in città?La forestazione urbana riduce l’inquinamento?La forestazione urbana come contribuisce alla lotta al cambiamento climatico?Quali specie vegetali sono più adatte alle città?Esistono politiche pubbliche per la forestazione urbana?Gli alberi possono ridurre il caldo urbano? Le città contemporanee sono segnate da paesaggi di cemento che tolgono spazio al verde. In questo contesto segnato da pressioni ambientali crescenti, la forestazione urbana si afferma come una risposta efficace alla crisi climatica. Si tratta di un approccio che ripensa l’ambiente urbano come un sistema verde integrato tra parchi, giardini, alberature stradali in grado di restituire alla natura gli spazi tolti dalla cementificazione. Le aree verdi, oltre a possedere una funzione estetica, migliorano la qualità dell’aria e svolgono un ruolo concreto nel rafforzamento della biodiversità. Forestazione urbana: che cos’è e perché è importante Ma cos’è la forestazione urbana e quali vantaggi offre? Le foreste urbane sono ecosistemi basati sugli alberi che comprendono boschi, gruppi arborei e singoli alberi situati nelle aree urbane e periurbane. Il termine deriva dall’inglese “urban forestry”, disciplina che si occupa dello studio e dello sviluppo del verde nelle aree cittadine. Per gestire queste risorse in modo sistematico, si è affermato il concetto di silvicoltura urbana, originariamente proposto dal Prof. Erik Jorgensen dell’Università di Toronto nel 1965. Questo approccio ha segnato un cambiamento di prospettiva significativo: dall’attenzione al singolo albero si è passati a una visione olistica dell’intera foresta urbana, intesa come sistema vivente integrato nel tessuto della città. Con il termine forestazione urbana si intende la progettazione e lo sviluppo di aree verdi urbane e periurbane, facendo della natura un’importante protagonista di questo paesaggio. Chiaramente è importante non solo progettare e sviluppare nuove aree verdi, ma anche rivalorizzare e riappropriarsi di quelle esistenti. Le soluzioni per aumentare gli spazi verdi sono molte, ad esempio è possibile creare veri e propri boschi urbani, orti, viali alberati, parchi pubblici, ma anche tetti e facciate verdi. Alla base dei progetti di riforestazione urbana, però, non c’è solo un’azione di reinserimento puntuale del verde, bensì la volontà di attuare piani e programmi sistematici e strutturati, che vedono il territorio nella sua totalità e complessità. Ogni intervento “verde” deve essere inserito nel territorio e collegato con il contesto. I motivi per cui investire sulla crescita del verde in città sono principalmente connessi alle criticità che la natura stessa delle città di oggi porta con sé. Negli ultimi decenni i centri urbani sono cresciuti spesso in modo incontrollato, allargando i propri confini e generando una serie di problematiche, sia ambientali, che sociali. Fino a 10 anni fa, erano di più le persone che vivevano in contesti rurali, mentre le stime prevedono che entro i prossimi 10 anni il 70% della popolazione vivrà in città. L’urgenza di investire in queste soluzioni è confermata dalle proiezioni del Politecnico di Milano: entro il 2050, l’84% della popolazione europea vivrà in aree urbane, esposte a livelli di inquinamento che superano regolarmente i limiti UE e a ondate di calore sempre più intense, con rischi particolari per giovani e anziani. La biodiversità urbana rappresenta soluzioni basate sulla natura (Nature-Based Solutions, NBS) capaci di mitigare gli effetti del cambiamento climatico, migliorare la qualità dell’aria e abbassare le temperature urbane. Non possiamo trascurare il fatto che una città per “vivere” ingloba risorse ed energia, restituendole poi all’ambiente sotto forma di rifiuti, inquinamento e consumo di suolo. Anche se rappresentano pochi punti percentuali dell’intero territorio mondiale, sono la causa di più del 70% delle emissioni di gas serra, di più del 60% del consumo di energia e dell’innalzamento locale delle temperature per l’effetto isola di calore. L’inquinamento, la riduzione costante delle risorse naturali e di suolo, i cambiamenti climatici, hanno inevitabilmente un impatto sulla qualità della vita delle persone, spesso compromessa anche da disparità sociali che si creano tra differenti quartieri delle stesse metropoli. Il verde può essere un’ottima soluzione per mitigare tutti gli effetti negativi riconducibili ad una crescita incontrollata e non pianificata delle città, in quanto migliora la qualità dell’aria, si valorizzano gli spazi pubblici urbani, si riduce l’effetto isola di calore e si tutela la biodiversità urbana. Il ruolo della forestazione urbana nelle smart city Le statistiche prevedono città sempre più affollate: la crescita demografica incontrollata e l’urbanizzazione estrema sono il risultato di un approccio urbano “aggressivo” che comporterà inevitabilmente problematiche sociali, ambientali ed economiche. Le Smart City nascono per fornire una soluzione orientata al miglioramento della qualità di vita dei cittadini nelle aree metropolitane mediante l’utilizzo di tecnologie avanzate e strumenti IoT. In questo contesto, la Smart City incontra la sostenibilità: un maggiore attenzione alla cura della vegetazione urbana permetterà la costruzione di città resilienti in grado di resistere al cambiamento climatico. Ed è così che si va verso una “Smart City sostenibile” in cui il verde urbano gioca un ruolo chiave nella transizione verde. Le problematiche ambientali dei centri urbani Ma quali sono le principali problematiche ambientali da affrontare in città? Oltre all’emissione di gas serra, ci sono sicuramente la gestione e la dismissione di una grandissima quantità di rifiuti, un elevato consumo di acqua potabile e di energia, il traffico e infine il consumo di suolo. Il tasso di crescita urbana è elevato e l’eccessivo consumo di suolo, spesso riducono drasticamente la disponibilità di spazi verdi. Purtroppo, ad oggi, c’è un netto squilibrio tra risorse naturali, ambiente e sviluppo urbano, sempre dominante. Ma un approccio urbanistico moderno e ponderato prende in considerazione il contesto naturale in cui si colloca un centro abitato e valorizza la necessità di aree verdi, trasformandoli in veri e propri polmoni dedicati alla salute dei cittadini e a quella della città. L’importanza del verde in città Le piante, per natura, sono in grado assorbire CO2 e depurare l’aria circostante da diverse sostanze inquinanti. Sono degli strumenti che l’ambiente ci offre per mitigare il microclima e l’impatto delle emissioni clima-alteranti, eccessivamente alto in città. La fotosintesi clorofilliana permette alle piante di assorbire anidride carbonica e immettere nell’aria nuovo ossigeno, le foglie delle piante assorbono e degradano le molecole inquinanti (come monossido di carbonio e ozono) e fungono da filtro per le polveri sottili. Inoltre, la predisposizione di aree verdi aiuta a combattere l’effetto isola di calore, un altro problema tipico dei grandi centri urbani che comporta l’innalzamento della temperatura. Il verde è anche una barriera naturale al rumore e garantisce un corretto deflusso delle acque piovane sul terreno. Inoltre, aiuta nella regolazione climatica degli edifici, riducendo la temperatura a loro circostante nei mesi estivi e proteggendoli dai venti freddi durante il periodo invernale. Ultimi, ma non certo per importanza, tutti i benefici percepibili in termini di qualità della vita delle persone, con la creazione di spazi per la socialità, il tempo libero, l’attività fisica e il relax. FAQ Forestazione urbana Come funziona l’urban forestry? Oltre a creare nuovi spazi, si parla di rivalorizzare le aree verdi esistenti attraverso soluzioni diversificate. Questi elementi richiedono una pianificazione strategica e competenze interdisciplinari tra urbanistica e scienze forestali. Qual è la differenza tra verde urbano e forestazione urbana? La differenza essenziale è nell’approccio: il verde urbano, come definito dalla LIPU, comprende l’insieme di alberi e vegetazione presenti in città ed è considerato un elemento fondamentale dell’ecologia urbana, indispensabile per il benessere dei cittadini e per la mitigazione degli squilibri ambientali: in questo senso, gli alberi in città contribuiscono in modo significativo alla riduzione dell’inquinamento e della CO2. La forestazione urbana, invece, rappresenta un concetto più ampio e sistemico: secondo il MASE e le linee guida FAO, si configura come una rete di infrastrutture verdi che include non solo parchi e giardini, ma anche alberature stradali, aree periurbane e spazi residuali, configurandosi come una delle principali strategie per città più verdi e sostenibili. Quali sono i benefici degli alberi in città? Il verde in città è fondamentale per la mitigazione dell’effetto isola di calore urbana e per il miglioramento della qualità dell’aria. Gli alberi in città sono fondamentali per la riduzione dell’inquinamento e della CO2: grazie alla loro capacità naturale di assorbire anidride carbonica e intercettare diversi inquinanti atmosferici, contribuiscono in modo concreto alla depurazione dell’aria. La forestazione urbana riduce l’inquinamento? La forestazione urbana ha chiari benefici ambientali: le piante, attraverso la fotosintesi clorofilliana, rilasciano ossigeno e migliorano l’equilibrio complessivo dell’atmosfera. Inoltre le foglie agiscono come veri e propri filtri per sostanze nocive e polveri sottili. Forestazione urbana e resilienza climatica sono fortemente connesse: la presenza di aree verdi è determinante anche per il microclima cittadino: alberi e vegetazione aiutano a contrastare l’effetto isola di calore urbana, riducendo le temperature nei mesi più caldi. La forestazione urbana come contribuisce alla lotta al cambiamento climatico? La forestazione urbana si configura come una leva strategica fondamentale per combattere il cambiamento climatico. La gestione e l’espansione della vegetazione urbana contribuiscono infatti sia alla mitigazione, grazie alla capacità di assorbire CO2 e ridurre l’impatto delle emissioni, sia all’adattamento agli effetti già in atto, migliorando la resilienza climatica. Il verde urbano volge anche funzioni essenziali come la riduzione dell’inquinamento acustico e la regolazione del ciclo dell’acqua, favorendo l’assorbimento e il deflusso delle piogge e riducendo il rischio di allagamenti. Quali specie vegetali sono più adatte alle città? Come riportato da ISPRA, è fondamentale scegliere in modo accurato le specie vegetali che creeranno il tessuto della forestazione urbana. È preferibile optare per specie autoctone e ceppi genetici di provenienza locale, in quanto meglio adattati alle specifiche condizioni climatiche e ambientali del territorio, e quindi più resilienti e sostenibili nel lungo periodo. Esistono politiche pubbliche per la forestazione urbana? Esistono modelli virtuosi dedicati alla forestazione urbana. Un esempio di politica pubblica dedicata al verde urbano è presente nel documento “Linee guida di forestazione urbana sostenibile per Roma Capitale”, un’analisi redatta da ISPRA in collaborazione con la città di Roma per creare ambienti urbani più resilienti. Gli alberi possono ridurre il caldo urbano? Nelle città la presenza degli alberi è fondamentale per contrastare l’effetto isola di calore urbana, un fenomeno che in estate può far aumentare le temperature di diversi gradi rispetto alle aree rurali. In un contesto di ondate di calore sempre più frequenti e intense, la diffusione del verde urbano rappresenta una soluzione efficace per mitigare il caldo e proteggere la salute pubblica. Gli alberi agiscono come delle infrastrutture verdi: grazie all’ombreggiamento e ai processi fisiologici come la traspirazione, contribuiscono a raffrescare l’aria e a ridurre l’accumulo di calore negli spazi urbani. Inoltre, attraverso la fotosintesi, migliorano la qualità dell’aria assorbendo CO2 e altri inquinanti. 28/07/2022 Forestazione urbana per città sostenibili e più vivibili I progetti di forestazione urbana riportano il verde in città, riducono l’impatto ambientale e favoriscono una miglior qualità della vita per i cittadini. Indice degli argomenti: Finanziamenti per le città metropolitane Forestami, della Città metropolitana di Milano La riforestazione secondo KilometroVerdeParma Le infrastrutture verdi di Barcellona La foresta urbana di Londra L’esempio green di Vitoria-Gasteiz nei Paesi Baschi Piano strategico per la forestazione urbana a Melbourne Il Greenest City 2020 Action Plan di Vancouver I corridoi verdi di Meddelìn Le urban food forest Cleveland, ritornare ad essere The Forest City Finanziamenti per le città metropolitane Sono i governi e le municipalità a dover assumere coscienza dell’importanza di questo tema e muoversi al fine di elaborare piani e politiche efficaci per lo sviluppo della forestazione urbana. A dimostrazione di quanto sia ormai importante promuovere progetti di forestazione urbana, ci sono i programmi e i bandi predisposti per finanziare e incoraggiare operazioni di questo tipo. Un importante esempio in Italia è stato l’avviso pubblico per il “programma sperimentale per la riforestazione urbana”, come previsto dal DM del 9 ottobre 2020. La necessità di finanziare i progetti di messa a dimora di alberi e la creazione di foreste urbane, segue (a livello normativo) quanto definito con il Decreto-Legge 14 ottobre 2019 relativo alle misure necessarie per rispettare gli obblighi sulla qualità dell’aria previsti dalla Direttiva Europea 2008/50/CE. Sono stati stanziati 18 milioni di euro per il 2021 con lo scopo di finanziare progetti di messa a dimora di alberi e di creazione di foreste urbane e periurbane. Il bando è specificatamente rivolto alle città metropolitane italiane, che possono presentare fino a 5 progetti. Proprio nell’ottica di ricorrere al verde urbano come soluzione per le problematiche viste nel precedente paragrafo, i criteri di valutazione dei progetti riguardano aspetti come la valenza ambientale e sociale dell’intervento, del grado di fruibilità dell’area e del livello di riqualificazione che comporta, la localizzazione e la qualità dell’aria della zona di progetto. Quest’anno il Ministero della Transizione Ecologica ha pubblicato un avviso pubblico che mette a disposizione 330 milioni di euro per progetti progetti di forestazione urbana, con l’obiettivo di piantumare 6,6 milioni di alberi nelle città metropolitane entro il 2024.. I progetti e le città a cui ispirarsi non mancano, sono già in molte a muoversi in questa direzione. Ecco alcuni esempi. Forestami, della Città metropolitana di Milano Forestami è un progetto promosso dalla Città metropolitana di Milano in collaborazione con il Comune di Milano, Regione Lombardia, Parco Nord Milano, Parco Agricolo Sud Milano, ERSAF e Fondazione di Comunità Milano. Lo scopo del progetto è quello di piantumare 3 milioni di alberi entro il 2030. Il progetto di piantumazione, finalizzato a migliorare la sostenibilità della città e costruire un Parco Metropolitano, parte da un lavoro di censimento e valorizzazione del verde esistente. Ad oggi sono oltre 330.000 gli alberi piantati. La riforestazione secondo KilometroVerdeParma Anche Parma è uno degli esempi virtuosi sul territorio italiano per quanto riguarda la creazione di progetto di riforestazione urbana. Il progetto KilometroVerdeParma, nato nel 2015, si è posto come obiettivo quello di donare nuove aree verde alla città. Img by pagina FB KilometroVerdeParma L’idea prende il via da un’intuizione, ovvero quella di creare un corridoio alberato lungo gli 11 km dell’A1, l’autostrada che attraversa la città. E da questa intuizione è stato creato un progetto più ampio e diffuso aperto alla cittadinanza. Come si legge sul sito dell’iniziativa, tutti possono prendere parte a KilometroVerdeParma, dimostrando di prendersi cura del verde cittadino: “Basta un giardino, una piccola area in cui piantare un albero o del tempo libero da voler dedicare al progetto”. Il lavoro del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma ha dato i suoi frutti: gli alberi e arbusti piantati in città sono ben 45.957, mentre la superficie rimboschita è di 40,6 ettari e la co2 stoccata tocca il valore di 701,403 t. Le infrastrutture verdi di Barcellona Anche Barcellona è impegnata nello sviluppo di un progetto strategico per la conservazione, valorizzazione ed implementazione delle infrastrutture verdi cittadine. Lo scopo è quello di riportare la natura in città, vedendola come un’importante risorsa per l’ambiente, ma anche per il benessere sociale delle persone. Obiettivo del Comune è realizzare 160 ettari di nuovi spazi verdi entro il 2030 e la Sindaca Ada Colau è molto attenta a sostenibilità e ambiente. Per Barcellona, infatti, il verde deve diventare una vera e propria caratteristica della città, con una presenza importante e diffusa sull’intero territorio urbano. Oltre alla particolare attenzione al patrimonio naturale della città, Barcellona è famosa anche per i progetti che mirano a sensibilizzare e coinvolgere i cittadini, come avviene nel caso degli orti urbani. La foresta urbana di Londra La dinamica e cosmopolita Londra si tinge sempre più di verde. La capitale UK è la prima città “parco nazionale” al mondo: dall’essere una giungla urbana, Londra si sta trasformando in un luogo ricco di verde. Ci sono ben 8,4 milioni di alberi in città proprio nel cuore della metropoli, numerosi parchi e riserve naturali che ospitano cica 13.000 specie locali. Per questo motivo la città ha ricevuto il riconoscimento di “parco nazionale”, poiché il verde copre circa il 47% del territorio londinese. Img by London National City Park La National Park City Foundation è l’ente di beneficienza dietro al progetto London National City Park lanciato nel 2019: obiettivo della fondazione è di incrementare la crescita verde nella metropoli londinese e al tempo stesso supportare le altre città nel mondo nel loro percorso verso la trasformazione in National Park Cities. L’esempio green di Vitoria-Gasteiz nei Paesi Baschi Vitoria-Gasteiz è una città che fa della sostenibilità la sua filosofia principale. Questa caratteristica città spagnola è circondata da una cintura verde che si estende per circa 800 ettari, un paesaggio naturale che abbraccia la città. Ma Vitoria-Gasteiz deve la sua fama non solo alle aree naturali, ma anche all’impegno più che trentennale in materia di sostenibilità. Lo sviluppo urbanistico, i progetti di riciclo, il coinvolgimento attivo della cittadinanza e la mobilità sostenibile hanno permesso alla città di ottenere il premio “Capitale verde europea” nel 2012. Nella cintura verde che circonda la città si può andare a cavallo. Img by vitoria-gasteiz.org/ Come riportato nel sito della Commissione Europea, gli abitanti di Vitoria-Gasteiz hanno accesso ad uno spazio verde pubblico ad una distanza massimo di 300 metri. La città è un’oasi verde: si stima che vi siano 479 m2 di boschi pro capite, 130.000 alberi nelle strade urbane e 210 parcelle coltivate ad agricoltura biologica. Piano strategico per la forestazione urbana a Melbourne Per combattere l’innalzamento della temperatura l’Australia ha iniziato ad investire molto in progetti per la forestazione urbana e l’aumento della resilienza delle città. Nel caso specifico di Melbourne è stato elaborato un vero e proprio masterplan, i cui obiettivi riguardano la riduzione della temperatura in contesto urbano, l’aumento della permeabilità del suolo, il miglioramento della biodiversità e della qualità degli spazi verdi, la creazione di spazi pubblici di valore e la sensibilizzazione e il coinvolgimento dei cittadini sul tema della forestazione urbana. Per questo è stata creata una vera e propria mappa interattiva e aperta a tutti i cittadini, utile anche per il monitoraggio del progetto e dello stato di salute degli alberi. Il Greenest City 2020 Action Plan di Vancouver La città canadese conquista spesso i primi posti in classifica per la qualità della vita, anche grazie all’impegno messo dall’amministrazione per lo sviluppo sostenibile della metropoli. All’interno dell’area urbana si trovano più di 200 parchi, tra cui ad esempio lo storico parco pubblico Stanley, vasto 404 ettari. Ma non ci si ferma qui, dato che il Greenest City Action Plan della città si pone nuovi ed ambiziosi obiettivi, tra cui quello di assicurare ai propri cittadini l’accesso ad almeno un’area verde in soli cinque minuti a piedi. Il progetto si basa su un programma strategico di piantumazione, che prende in considerazione la localizzazione degli interventi, le caratteristiche ambientali e alla disponibilità attuale di aree verdi. I corridoi verdi di Meddelìn L’iniziativa dei Green Corridors di Meddelìn, città colombiana che lotta con l’aumento delle temperature in ambito urbano e l’inquinamento atmosferico, è iniziata 5 anni fa con la nascita di corridoi verdi, all’interno dei quali si sono realizzate attività di rimboschimento e tutela ambientale. Allo stesso tempo si è lavorato sui corsi d’acqua e sulla realizzazione di una vera e propria “rete verde”, che favorisca anche la biodiversità in ambito urbano e aiuti a migliorare la qualità dell’aria. In totale, si contano 18 “strade verdi” e 12 percorsi fluviali, con lavori di piantumazione e tutela ambientale. Le urban food forest In America troviamo diversi esempi di progetti dedicati alla forestazione urbana, casi-studio virtuosi in cui il verde torna a vivere nel cuore delle grandi città e diventa un tesoro da custodire per la comunità. Un esempio è quello della food forest realizzata a Browns Mill (Atlanta): la “foresta urbana alimentare” è stato concepita dall’USDA come parte di una strategia più ampia per dare supporto alla comunità residente nelle aree a basso reddito e fornire così cibo fresco e nutriente. La urban food forest realizzata a Browns Mill – img by pagina facebook progetto Le food forest si avvicinano al concetto di “agroforestry”, ovvero di un’agricoltura urbana che integra alberi e arbusti per la produzione di cibo. Ciò non significa solamente utilizzare alberi e piante autoctone per la produzione di prodotti alimentari, ma creare un’area verde capace di fornire risorse alla fauna locale, filtrare l’aria, catturare lo smog e creare così un paesaggio urbano più sostenibile. I progetti di foresta urbana alimentare si presentano come aree verdi in cui trovano spazio piante e alberi da frutto: per la comunità tutto ciò si traduce in cibo sano e a km 0, soprattutto in zone metropolitane dove vi è assenza di negozi di alimentari e dunque scarsità di alimenti freschi. L’urban food forest di Browns Mill si trova in un’area che è stata definita “deserto alimentare”. Per ovviare a questo problema e per fornire un’alternativa sana in termini alimentari, è nato questo stimolante progetto green. La foresta cittadina nasce su un appezzamento di terreno un tempo occupato da una fattoria: il Conservation Fund, in collaborazione con i cittadini, le associazioni locali, hanno recuperato questo terreno destinandolo alla creazione di un nuovo spazio verde ricco di orti e frutteti. Dalla Georgia passiamo allo Stato di Washington: anche a Seattle ha germogliato il seme di una urban forest. Il motto della Beacon Food Forest è “We believe in caring for the earth, we believe in caring for the people, we work to create a fair share for all” : la comunità coltiva lo spazio verde e si occupa di gestire l’ecosistema locale con attenzione a rispettarne la biodiversità. I 2 acri di terreno accolgono una foresta naturale che incorpora piante alimentari per il consumo umano. Il risultato di questo progetto è la realizzazione di un’area verde in città ricca di alberi e colture agricole che richiede interventi di manutenzione minimi. Cleveland, ritornare ad essere The Forest City Sulle sponde del lago Erie sorge Cleveland, una delle più grandi città dell’Ohio. Questa città era così ricca di aree verdi tanto da meritarsi il nome di The Forest City. Lo sviluppo della vegetazione ha purtroppo subito un brusco arresto: secondo quanto riportato dalla Cleveland Tree Coalition, la Forest City ha perso circa la metà della sua tree canopy a partire dagli anni ’50. Img by Cleveland Tree Plan Il Cleveland Tree Plan ha come obiettivo quello di ricostruire la foresta urbana della città. Secondo l’organizzazione gli alberi costituiscono una parte fondamentale della comunità: rendono l’aria più salubre, aggiungono valore economico alle case e sono “partner” fondamentali per affrontare le sfide ambientali. La roadmap prevede diversi step d’azione che vanno dal piantare nuovi alberi alla creazione di un piano di gestione forestale urbana, passando per la manutenzione proattiva del verde. Altri casi di successo La Fao indica alcuni casi ritenuti esempio di successo, in cui la forestazione urbana ha reso le città luoghi migliori in cui vivere. A Bangkok negli ultimi 4 anni sono stati realizzati 10 parchi urbani con specie autoctone, così come a Phoenix i problemi dovuti alla veloce ed eccessiva urbanizzazione sono stati combattuti con 3 milioni di alberi piantati. A Lima lo studio del rimboschimento di alcune aree limitrofe alla città è stato fatto per ridurre i rischi di calamità naturali e stabilizzare il terreno. A Pechino, invece, il “Forest City Program” ha avuto proprio lo scopo di riportare il verde in una città sempre più inospitale e inquinata, piantando 54 milioni di alberi e realizzando 23 aree boschive. Il Dongjiao Forest Park, interno alla città, ha raggiunto oggi dimensioni superiori di dieci volte a quelle di Central Park, mentre nelle aree limitrofe alla città interi villaggi hanno fatto spazio a nuove foreste. La città di Lubiana, coperta da verde per il 46% In Europa un ottimo esempio è la città di Lubiana interamente gestita in ottica sostenibile e il cui territorio è composto per il 46% da foreste naturali, di cui la maggior parte di proprietà privata. Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 2018 Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
18/06/2026 Itaca, la prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia A cura di: Erika Bonelli Itaca, prima fattoria autosufficiente stampata in 3D e certificata in Italia: il progetto WASP nel laboratorio ...
17/06/2026 Giornata Mondiale contro la Desertificazione e la Siccità 2026: i pascoli al centro con "Recognize, Respect, Restore" A cura di: Stefania Manfrin Il 17 giugno 2026 la Giornata Mondiale contro desertificazione e siccità mette al centro i pascoli. ...
16/06/2026 Resilienza climatica in Europa: progressi reali ma disomogenei nei nuovi report EEA A cura di: Stefania Manfrin Eventi estremi: 822 miliardi di danni nell'UE dal 1980. I nuovi report EEA fotografano l'adattamento climatico ...
15/06/2026 Elettrificazione al centro della COP31: il target «35% entro il 2035» e l'obiettivo sugli edifici A cura di: Erika Bonelli La Presidenza COP31 lancia a Bonn il target di elettrificazione 35% al 2035 e il -25% ...
12/06/2026 Il costo ambientale dell'AI nel rapporto ONU 2026: carbonio, acqua, suolo ed energia A cura di: Raffaella Capritti Emissioni, acqua e suolo: il report UNU-INWEH 2026 misura il vero impatto ambientale dell'intelligenza artificiale e ...
11/06/2026 Bonus maltempo 2026: come funziona l’indennità fino a 3.000 euro, requisiti e domanda INPS A cura di: Adele di Carlo Dal sostegno al reddito alle misure straordinarie per i territori colpiti dalle alluvioni: come avere il ...
09/06/2026 El Niño 2026: il WMO lancia l'allerta. Nei prossimi mesi temperature record e clima estremo A cura di: Erika Bonelli Il WMO lancia l'allerta El Niño 2026: probabilità 80-90% per l'estate. Impatti su energie rinnovabili, consumi ...
08/06/2026 Giornata Mondiale degli Oceani 2026: aree marine protette, pesca sostenibile e il Trattato sull'Alto Mare A cura di: Stefania Manfrin L'8 giugno 2026 si celebra la Giornata Mondiale degli Oceani. Pesca sostenibile, Trattato BBNJ, OceanEye: lo ...
05/06/2026 Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026: #NowForClimate A cura di: Raffaella Capritti La Giornata Mondiale dell'Ambiente 2026, organizzata ogni anno delle Nazioni Unite il 5 giugno, si concentra ...
03/06/2026 POLICAP, il laboratorio mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO₂ A cura di: Stefania Manfrin Inaugurato a Piacenza POLICAP, l'impianto pilota mobile del Politecnico di Milano per la cattura della CO2. ...