Smaltimento pannelli fotovoltaici e riciclo: da rifiuto a risorsa

Il settore edile consuma molta energia e materie prime, per cui è importante parlare di riciclo e riuso, che permettono di valorizzare i rifiuti e trasformarli in nuove materie, da reimmettere nei cicli produttivi. Una pratica virtuosa che non riguarda solo i prodotti da costruzione, ma anche gli impianti, tra cui il fotovoltaico. In questo articolo parliamo di smaltimento pannelli fotovoltaici e riciclo. 

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Smaltimento pannelli fotovoltaici e riciclo: da rifiuto a risorsa

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L’edilizia, il cui risultato è l’urbanizzazione e la realizzazione di costruzioni ed infrastrutture, è sicuramente tra i settori più interessati al tema del riciclo e dell’impatto ambientale, per la quantità di energia e risorse utilizzate e per il contributo nel raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni di CO2.

Si tratta di un aspetto delicato che non tocca solo i materiali usati per la costruzione, ma anche tutte le tecnologie che gravitano intorno all’edificio.

Oggi produciamo un’elevatissima quantità di rifiuti e i governi di tutto il mondo devono fronteggiare il problema del loro smaltimento.

Produzione dei rifiuti e soluzioni per lo smaltimento

I rifiuti sono i risultati delle attività umane e si producono quando prodotti o materiali giungono alla fine del loro ciclo di vita. Questi prodotti di scarto, frutto di lavorazioni e trasformazioni urbane, devono essere smaltiti correttamente.

Qual è la soluzione? In realtà ce ne sono diverse, tra cui il riciclo e il riuso in un’ottica di economia circolaresempre più importante anche in edilizia.

Quando ricicliamo un rifiuto significa che lo valorizziamo e lo trasformiamo in qualcosa di ancora utilizzabile.

Inoltre, riduciamo il consumo di energia e di emissioni che avremmo con uno smaltimento diretto in discarica e recuperiamo nuova materia da reimmettere nel ciclo produttivo.

Riciclo delle risorse utilizzate in ediliziaNel settore edile possiamo distinguere diverse tipologie di riciclaggio, in base al momento in cui il rifiuto smette di essere tale.

Riciclo primario e secondario

Il riciclo primario avviene senza trasformazione né meccanica né chimica del rifiuto, che viene semplicemente riutilizzato per altri scopi, come avviene per il riutilizzo di coppi o mattoni in buono stato.

Chiaramente il riuso è una tecnica virtuosa, in quanto non comporta alcun dispendio di energia o risorse.

Il riciclo secondario, invece, prevede una lavorazione principalmente meccanica del rifiuto. Tutti i prodotti edili, composti da diversi materiali, devono essere separati, ma le possibilità di riciclo sono molte.

Il vetro, ad esempio, è completamente riciclabile anche più volte e può essere utilizzato per ricreare nuovo vetro.

L’alluminio riciclato permette un elevatissimo risparmio di energia e viene molto utilizzato nel settore meccanico. Anche il riciclo dell’acciaio ha un impatto positivo, sia in termini energetici che di consumi di materie prime, i semilavorati vengono poi reimpiegati anche nel settore edile.

Economia circolare: il riciclo del legno

Anche il legno può essere riciclato, riducendo le emissioni di anidride carbonica e il numero di alberi necessari per la produzione di questo materiale da costruzione.

I materiali inerti possono essere usati per impastare nuove malte o per sottofondi, anche stradali. Il calcestruzzo può essere riciclato e riutilizzato per sottofondi o massetti, ma va valutata anche la componente economica, soprattutto legata al trasporto dei rifiuti fino al centro di riciclaggio.

Infine, vi sono in commercio anche prodotti isolanti, realizzati con materiale riciclato, ad esempio la cellulosa.

Pannelli fotovoltaici e gestione RAEE

Tutti gli apparecchi elettrodomestici sono RAEE, quindi “Rifiuti da apparecchiature Elettriche ed Elettroniche”. Il discorso diviene più complesso, in quanto si devono fare differenziazioni rispetto ai materiali e la natura degli apparecchi da smaltire.

La normativa D.lgs n° 49  del marzo 2014 prevede un preciso processo di smaltimento, che parte dalla raccolta differenziata e passa per la messa in sicurezza dei materiali, per terminare con il trattamento e il riciclaggio di questi prodotti.

Gli impianti di trattamento devono essere certificati ed autorizzati per svolgere questa operazione.

Smaltimento pannelli fotovoltaici domestici

Sono considerati RAEE anche i pannelli fotovoltaici, ormai ampiamente diffusi per la produzione di energia rinnovabile, ma che necessitano di una gestione corretta della fase di fine vita degli impianti.

Va detto che praticamente tutti i materiali che compongono i pannelli – vetro, alluminio, polimeri, silicio, rame, argento, stagno e parti minime di piombo – sono riciclabili.

Smaltimento pannelli fotovoltaici

Lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici è un tema che spesso non viene affrontato a dovere e la dimostrazione sta nella mancanza di una legislazione di riferimento in molti paesi del mondo.

Fortunatamente, in Europa esistono regole che disciplinano lo smaltimento degli impianti fotovoltaici. La potenza installata continua a crescere e di conseguenza aumenteranno anche i rifiuti prodotti.

Possiamo considerare una vita media di un pannello intorno ai 25 anni.

Essendo il fotovoltaico un prodotto relativamente nuovo, ci troviamo oggi ad affrontare una prima fase di sviluppo dell’industria del riciclo del fotovoltaico, che potrebbe riuscire a trasformare questi rifiuti in una risorsa.

Smaltimento pannelli fotovoltaici a fine vita

È chiaro che un primo passo da fare è a monte della filiera: importante sarebbe utilizzare meno materiali per la realizzazione dei pannelli, grazie ad una progettazione consapevole della necessità di riciclare il prodotto al termine della sua vita.

In un pannello fotovoltaico ci sono diversi materiali, nella maggior parte non pericolosi, come vetro, polimeri e alluminio.

Non è difficile comprendere che un corretto riciclaggio dei pannelli fotovoltaici potrebbe diventare una ricca risorsa per la produzione di materie da reimmettere nelle filiere produttive, di pannelli e non solo.

Per fare ciò è necessario smontare il pannello e separare correttamente i materiali che lo compongono. Interessante sarebbe anche lo sviluppo di un mercato di pannelli solari usati, soprattutto in quei paesi in via di sviluppo in cui il potere d’acquisto è limitato.

Secondo un Rapporto di IRENA (International Renewable Energy Agency) e IEA nel 2050 ci saranno 78 milioni di tonnellate di pannelli fotovoltaici a fine vita e ammonta a oltre 15 miliardi di dollari il valore dei materiali che in teoria si potrebbero recuperare dal completo riciclo dei pannelli fotovoltaici, con importanti vantaggi anche per l’ambiente considerando le emissioni legate all’estrazione delle materie prime e i problemi della loro scarsità.

Secondo i dati emersi in un convegno di Italia Solare, nel nostro paese la produzione dei rifiuti da fotovoltaico passerà dalle 100 tonnellate del 2015 a oltre il milione dopo il 2040.

Un’opportunità per il mercato europeo, che già prevede una regolamentazione per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti elettrici ed elettronici.

Attualmente nel nostro paese il decreto di riferimento è il D.Lgs 118/2020, che ha recepito la direttiva europea 2018/849, e disciplina la gestione dei RAEE (rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche) che derivano da componenti del fotovoltaico.

Quanto costa lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici?

La normativa sui RAEE regola le responsabilità dei costi in materia di smaltimento pannelli fotovoltaici che sono suddivisi in due categorie: domestici se con potenza inferiore ai 10 kW o professionali.

I proprietari di pannelli ad uso domestico realizzati dopo il 2014, devono semplicemente rivolgersi al produttore, responsabile dello smaltimento dei moduli solari presso i centri di raccolta.

Se la potenza dell’impianto (installato prima il 2014) supera i 10 kWp, i produttori saranno responsabili dello smaltimento solo se si sostituirà quello da smaltire con un nuovo sistema fotovoltaico. In alternativa sarà il proprietario a dover contattare un consorzio abilitato allo smaltimento.

Problema che invece non si presenta per tutti gli impianti installati dopo il 2014, di qualsiasi potenza, in quanto la responsabilità ricade comunque sul produttore che dovrà aderire a un Sistema Collettivo/Consorzio per la gestione del fine vita.

E’ importante a questo punto intervenire anche nella realizzazione di impianti destinati alla separazione dei vari componenti e al riciclo delle varie parti dei pannelli fotovoltaici fine vita.

Le istruzioni aggiornate del MITE

Il Mite, recependo le direttive della Legge 233/2021 di conversione del DL152/2021, ha pubblicato ad agosto 2022 la versione aggiornata delle Istruzioni Operative per la gestione e lo smaltimento dei pannelli fotovoltaici degli impianti incentivati in Conto Energia.

Le principali novità:

  • la quota trattenuta dal GSE sia per gli impianti domestici (di potenza inferiore ai 10 KW) che per quelli professionali è di 10 Euro per ogni singolo modulo fotovoltaico a garanzia delle operazioni di smaltimento;
  • sono introdotte nuove tempistiche e modalità per aderire a un Sistema Collettivo per la gestione e lo smaltimento dei pannelli, come previsto dal D.lgs. 118/2020. Questo anche per permettere l’opzione agli impianti del IV e V Conto Energia. Viene confermato un importo pari a 10 Euro per ogni singolo modulo fotovoltaico.

Articolo aggiornato – Prima pubblicazione 2018

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