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Indice degli argomenti Toggle Gli impianti di riscaldamento ammessi a Ecobonus, Bonus Casa 2026 e Conto Termico 3.0Bonus fiscali per le pompe di caloreSistemi ibridi con pompa di calore e caldaiaGeneratori a biomassaTeleriscaldamentoFAQ Impianti per il riscaldamento che accedono ai bonus fiscaliQuali impianti di riscaldamento possono accedere ai bonus fiscali nel 2026?Che tipo di agevolazioni fiscali sono disponibili per questi impianti?Qual è la percentuale di detrazione per l’Ecobonus nel 2026?Gli impianti di climatizzazione invernale con funzione estiva rientrano nei bonus?Quali requisiti si devono avere per accedere al Conto Termico 3.0?Le caldaie a gas sono ancora incentivabili?Le pompe di calore rientrano negli incentivi?Qual è l’aliquota per la sostituzione degli impianti?Serve migliorare la classe energetica per ottenere il bonus?Qual è la differenza tra Ecobonus e Bonus ristrutturazione?Gli impianti ibridi sono incentivati?Quanto si può detrarre per un nuovo impianto?Ci sono limiti di spesa?Conviene sostituire l’impianto nel 2026? I bonus fiscali per la casa permettono di sostituire o installare nuovi impianti per il riscaldamento ammortizzando i costi iniziali di acquisto e installazione. Le detrazioni fiscali, che anche nel 2026 continuano ad essere disponibili in diverse forme, sono proprio agevolazioni pensate per incentivare gli interventi che migliorano l’efficienza e favoriscono il risparmio energetico. Questi incentivi, previsti soprattutto nell’ambito dell’Ecobonus e del Conto Termico, mirano a promuovere la transizione verso sistemi più sostenibili, riducendo il consumo di energia e le emissioni di CO₂. Gli impianti ammessi sono molti, tutti accomunati da elevate prestazioni e dalla capacità di migliorare la sostenibilità dell’edificio. Gli impianti termici sono protagonisti di queste misure perché il riscaldamento e la climatizzazione rappresentano ancora la principale causa di consumi energetici ed emissioni per il comparto edile. Gli impianti di riscaldamento ammessi a Ecobonus, Bonus Casa 2026 e Conto Termico 3.0 Sia l’Ecobonus che il Bonus Casa sono confermati per il 2026 alle condizioni già in essere nel 2025. Con l’ultima Legge di Bilancio, infatti, il Governo ha riproposto il riconoscimento di bonus per coloro che hanno sostenuto spese per l’efficientamento energetico e per la ristrutturazione del patrimonio edilizio esistente. Si tratta, in entrambi i casi, di detrazioni fiscali pari al 50% delle spese sostenute per le opere eseguite sulla prima casa. L’aliquota scende al 36% nel caso di tutte le altre unità immobiliare. Si beneficia di queste detrazioni tramite una ripartizione in 10 quote annuali, di uguale importo. Sia l’Ecobonus, che il Bonus Casa ammettono interventi di sostituzione e installazione di nuovi impianti per la produzione di calore, da un lato per aumentare l’efficienza energetica dell’edificio, dall’altro perché rientrano tipicamente nei lavori di ristrutturazione e recupero degli edifici esistenti. Nessuno dei due bonus, però, prevede sgravi o agevolazioni per le installazioni in nuovi edifici. Il Conto Termico 3.0, invece, è l’evoluzione della precedente misura ed è stato introdotto ad agosto 2025. Tra le novità, ci sono l’ampliamento della platea delle Pubbliche Amministrazioni ammesse e un numero maggiore di tecnologie incentivabili, oltre al fatto che estende gli interventi di efficienza energetica ai soggetti privati anche sugli edifici del settore terziario. Gli incentivi e le modalità di erogazione variano a seconda dei soggetti richiedenti e del tipo di intervento. Bonus fiscali per le pompe di calore Le pompe di calore ad alta efficienza rientrano tra gli impianti incentivati, poiché possono accedere all’Ecobonus con una detrazione fino al 50% e possono beneficiare del Conto Termico 3.0, che prevede contributi a fondo perduto calcolati in base alla potenza dell’impianto. Nel caso specifico del Conto Termico 3.0, rientrano nel Titolo III “Interventi di piccole dimensioni di produzione di energia termica da fonti rinnovabili e di sistemi ad alta efficienza in edifici esistenti parti di essi o unità immobiliari esistenti”. Si parla in particolare di “sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale, anche combinati per la produzione di acqua calda sanitaria, dotati di pompe di calore elettriche o a gas, utilizzanti energia aerotermica, geotermica o idrotermica (con potenza termica utile nominale fino a 2.000 kW)”. Si arriva a un incentivo del 65%, in base a producibilità e prestazione stagionale SCOP o SPER. La pompa di calore può essere detratta anche con il Bonus Casa, ad esempio quando si inserisce in un contesto di ristrutturazione. Sistemi ibridi con pompa di calore e caldaia Dall’anno scorso sono stati revocati tutti gli incentivi relativi a impianti alimentati a gas. Di conseguenza, per poter richiedere una detrazione relativa a un impianto come la caldaia a condensazione, è necessario che questa faccia parte di un sistema ibrido, che la vede combinata con una pompa di calore. Questi impianti sono progettati per funzionare insieme e sono consigliati anche quando non è possibile eliminare completamente la caldaia tradizionale, ma si vuole comunque ottenere un significativo risparmio energetico. Anche i sistemi ibridi sono inclusi in tutti gli incentivi, come la pompa di calore, con uguali percentuali. Generatori a biomassa Sono ammessi all’Ecobonus 2026 anche i generatori di calore alimentati a biomassa (come le stufe a pellet o legna di classe elevata), che rappresentano una soluzione rinnovabile alternative ai combustibili fossili. Questi sistemi possono rientrare nella detrazione fiscale se rispettano requisiti di efficienza e qualità ambientale. Infatti, proprio a partire dal 2026, sono incentivabili solo i generatori a biomassa che possiedono la Certificazione Ambientale 5 stelle. Diviene obbligatoria una manutenzione biennale sia del generatore, che della canna fumaria. Anche la legna e il pellet utilizzati per la combustione devono essere certificati e nel caso di potenze superiori ai 500 kW è necessario un rendimento termico utile di almeno il 92%. Nel Conto Termico 3.0, sempre nel Titolo III (punto C) è prevista anche questa tipologia di impianti, con un incentivo che arriva al 65% in base alle caratteristiche di producibilità e a dei coefficienti di emissione e di valorizzazione dell’energia. Teleriscaldamento Tra gli impianti incentivabili rientra anche l’allaccio a reti di teleriscaldamento efficiente, soluzione che consente di riscaldare gli edifici attraverso il calore distribuito da una centrale unica, spesso alimentata da fonti rinnovabili, recupero di calore industriale o cogenerazione ad alto rendimento. L’incentivo è riconosciuto quando l’intervento comporta la sostituzione di un impianto di climatizzazione invernale esistente con il collegamento alla rete, garantendo un miglioramento dell’efficienza energetica dell’edificio e una riduzione delle emissioni. Nel caso dell’Ecobonus rientra tra le opere di riqualificazione globale, mentre nel caso del Conto Termico 3.0, al punto III.F rientrano gli interventi di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti. L’incentivo è pari al 65% delle spese ammissibili, con un incentivo massimo che varia da 6.500 euro e 30.000 euro. FAQ Impianti per il riscaldamento che accedono ai bonus fiscali Quali impianti di riscaldamento possono accedere ai bonus fiscali nel 2026? Gli incentivi fiscali sono rinnovati anche per il 2026 e possono accedervi gli impianti ad alta efficienza come pompe di calore, sistemi ibridi e sistemi a biomassa con requisiti prestazionali. Sono esclusi dagli incentivi 2026 tutti gli impianti alimentati a gas. Che tipo di agevolazioni fiscali sono disponibili per questi impianti? Le principali agevolazioni a disposizione per l’anno 2026 sono l’Ecobonus e il Bonus Casa, con detrazioni fiscali fino al 50% per la prima casa e al 36% per le seconde case, e il Conto Termico 3.0, con contributi a fondo perduto pensati sia per i soggetti privati, che per la Pubblica Amministrazione. Qual è la percentuale di detrazione per l’Ecobonus nel 2026? In genere, come è stato per l’anno 2025, la detrazione fiscale prevista per l’Ecobonus 2026 può arrivare fino al 50% della spesa sostenuta. Nel caso in cui si tratti di opere realizzate per edifici diversi dalla prima casa, la percentuale cala al 36%. Gli impianti di climatizzazione invernale con funzione estiva rientrano nei bonus? Le pompe di calore, ad esempio, che assicurano sia riscaldamento invernale che raffrescamento estivo mantengono l’accesso alla detrazione prevista per il riscaldamento anche quando vengono installate per il raffrescamento. Quali requisiti si devono avere per accedere al Conto Termico 3.0? Per poter richiedere il Conto Termico 3.0 è necessario, come nel caso dell’Ecobonus e del Bonus Casa, che si effettuino interventi su edifici esistenti o parti di essi. Devono essere iscritti al catasto edilizio urbano al momento in cui si presenta la domanda e non sono ammessi edifici in costruzione. Le caldaie a gas sono ancora incentivabili? Le caldaie uniche alimentate a combustibili fossili non sono più incentivabili né con Ecobonus né con Bonus ristrutturazione per le spese sostenute dal 2025 in avanti. Diverso il caso dei sistemi ibridi, che combinano pompa di calore e caldaia a condensazione: questi continuano a comparire tra gli interventi ammessi. Le pompe di calore rientrano negli incentivi? Sì. Le pompe di calore restano tra le tecnologie centrali sia per le detrazioni fiscali sia per il Conto Termico 3.0. L’Agenzia delle Entrate continua a ricomprenderle tra gli interventi agevolabili, mentre il GSE prevede per il Conto Termico 3.0 la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti dotati di pompe di calore elettriche o a gas, con incentivo fino al 65% calcolato secondo le caratteristiche tecniche dell’impianto. Qual è l’aliquota per la sostituzione degli impianti? Per Ecobonus e Bonus ristrutturazione, per le spese sostenute nel 2025 e 2026 la detrazione è in via ordinaria del 36%, elevata al 50% in caso di abitazione principale; la ripartizione avviene in 10 quote annuali di pari importo. Nel Conto Termico 3.0, invece, non si parla di detrazione fiscale ma di contributo in conto capitale, con percentuali che per molti impianti termici arrivano fino al 65% delle spese ammissibili o dei massimali previsti. Serve migliorare la classe energetica per ottenere il bonus? Per Ecobonus ordinario e Bonus ristrutturazione non risulta un obbligo generale di “salto di classe” come quello che era tipico del Superbonus. Nelle misure ordinarie conta soprattutto che l’intervento rientri tra quelli ammessi e rispetti i requisiti tecnici previsti; per l’Ecobonus, inoltre, i dati vanno trasmessi a ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori quando previsto. Il requisito del miglioramento di almeno due classi energetiche è invece esplicitamente associato al Superbonus. Qual è la differenza tra Ecobonus e Bonus ristrutturazione? L’Ecobonus è la detrazione dedicata agli interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti e, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale, prevede in genere un valore massimo di detrazione di 30.000 euro. Il Bonus ristrutturazione, invece, è più ampio sul piano edilizio: nel 2026 resta una detrazione IRPEF ripartita in 10 anni, con massimale di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare, e comprende tra gli interventi anche pompe di calore, sistemi ibridi e biomassa nell’ambito dei lavori ammessi. Gli impianti ibridi sono incentivati? Sì. Gli impianti ibridi restano incentivati. L’Agenzia delle Entrate li richiama espressamente nelle istruzioni e nei documenti di prassi, mentre il GSE li inserisce nel Conto Termico 3.0 tra gli interventi III.B, con incentivo fino al 65% dei massimali calcolati in base alle caratteristiche tecniche dell’impianto. Quanto si può detrarre per un nuovo impianto? Dipende dallo strumento utilizzato e dal tipo di intervento. Per l’Ecobonus, la sostituzione di impianti di climatizzazione invernale ha in genere un massimo di detrazione di 30.000 euro. Con il Bonus ristrutturazione, la detrazione si applica entro il tetto di 96.000 euro per unità immobiliare, con aliquota 36% o 50% se abitazione principale. Con il Conto Termico 3.0, invece, il sostegno è un contributo diretto fino al 65% delle spese ammissibili o dei massimali: per esempio, per l’allaccio a teleriscaldamento efficiente il GSE indica un incentivo massimo di 6.500 o 30.000 euro a seconda dei casi. Ci sono limiti di spesa? Sì, e cambiano da bonus a bonus. Nel Bonus ristrutturazione il limite ordinario resta 96.000 euro per unità immobiliare. Nell’Ecobonus, per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale il riferimento usuale è una detrazione massima di 30.000 euro. Nel Conto Termico 3.0, invece, non c’è un unico tetto valido per tutti: i massimali dipendono dalla tecnologia e dalla potenza dell’impianto, con soglie specifiche indicate dal GSE. Conviene sostituire l’impianto nel 2026? In molti casi sì, perché nel 2026 restano disponibili detrazioni al 50% per l’abitazione principale e al 36% per le altre unità, mentre il Conto Termico 3.0 può arrivare fino al 65% per diversi impianti efficienti. La convenienza reale, però, dipende sempre dal punto di partenza: età e consumi dell’impianto esistente, tipo di terminali, qualità dell’involucro, uso dell’edificio e tecnologia scelta. In un’ottica editoriale, la risposta più corretta è quindi che spesso conviene, ma va verificato caso per caso con una valutazione tecnico-economica. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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