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Conto Termico 3.0 e pompe di calore: gli elementi innovativi

Sono diverse le novità e le opportunità contenute nel Conto Termico 3.0 sulle pompe di calore in grado di sostenere il passaggio a una tecnologia efficiente e di assicurare vantaggi economici e ambientali a Pmi, cittadini, enti del Terzo Settore, PA. Li illustra Marco Dall’Ombra, capogruppo Gruppo pompe di calore di Assoclima

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Conto Termico 3.0 e pompe di calore: gli elementi innovativi

Sono diversi gli elementi di novità previste dal Conto Termico 3.0 sulle pompe di calore. Sono stati introdotti nuovi concetti, tra questi le pompe di calore add-on e bivalenti, ma soprattutto il meccanismo 3.0 «apre a opportunità importanti per le Pmi», mette in evidenza Marco Dall’Ombra, Gruppo pompe di calore di Assoclima, di cui è capogruppo.

Con lui andiamo a illustrare tutti gli aspetti utili che riguardano le pompe di calore nel nuovo strumento finalizzato a sostenere gli interventi di efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili in impianti di piccole dimensioni.

Conto Termico 3.0 e pompe di calore: l’apertura alle Pmi

Marco Dall’Ombra, Gruppo pompe di calore di AssoclimaUn primo elemento di novità, sottolineato da Dall’Ombra è l’apertura verso le Piccole e medie imprese, offrendo loro diverse possibilità per affrontare spese inerenti efficienza e transizione energetica.

«Prendiamo, a esempio, un’azienda con un capannone e che nel suo processo produttivo abbia necessità di produrre acqua calda per svariati impieghi. Potremmo pensare a un piccolo o medio caseificio», uno dei 3-4mila che si stimano essere presenti in Italia (Fonte: AIVI). È possibile intervenire sull’involucro per ridurre il fabbisogno termico invernale ed estivo. Si può decidere di rinnovare l’impianto di riscaldamento. Adottando una pompa di calore elettrica,  che è una soluzione più economica rispetto al produrre calore con il gas, oltre a riscaldarsi si può anche climatizzare il reparto proteggendo lavorazione e dipendenti dal caldo estivo. Una pompa di calore sarà dedicata  a produrre anche l’acqua calda necessaria all’attività, purché il processo non richieda temperature superiori ai 100-110 °C. Sono molti i processi che si svolgono tra 60 e 80 °C, temperature per le quali le pompe di calore hanno un’ottima efficienza e sono ampiamente disponibili sul mercato in varie forme».

La pompa di calore trainante per il fotovoltaico

Sostituire una caldaia a metano con una pompa di calore non solo è possibile, ma è un’opzione vantaggiosa anche per procedere al raffrescamento oltre che al riscaldamento.

Conto termico 3.0: La pompa di calore trainante per il fotovoltaico

Non solo: è un elemento trainante per decidere di installare fotovoltaico e relativi sistemi di accumulo, se l’intervento si coniuga con la sostituzione degli impianti di climatizzazione esistenti con nuove pompe di calore elettriche.

Un meccanismo virtuoso anche per le Pmi in vista dell’ETS2

«Il legislatore ha  trasferito concetti già consolidati nel residenziale, alla piccola media industria – specifica Dall’Ombra –. Inoltre, ha voluto consentire alle Pmi di prepararsi al 2027, quando  è prevista l’entrata in vigore  del nuovo schema ETS2».

Conto termico 3.0: Un meccanismo virtuoso anche per le Pmi in vista dell’ETS2

Per la parte applicata agli edifici, il meccanismo promuove l’impiego di combustibili rinnovabili, liquidi e gassosi, “premiando” i fornitori che più rapidamente andranno a sostituire quelli fossili. È lo stesso sistema adottato, già dal 2005, per i produttori di energia elettrica. Se nel 2024 il 50% dell’energia venduta sul mercato elettrico italiano proveniva da fonti rinnovabili lo si deve al meccanismo ETS. Per essere efficace, un sistema deve prevedere anche delle penalità. Poiché prezzo e disponibilità dei combustibili rinnovabili sono ad oggi ignote, si ipotizza che solo pochi potranno utilizzarli e che il prezzo dei combustibili fossili salirà per effetto delle penalità applicate ai produttori. A fronte di questa prospettiva, elettrificare i propri consumi energetici rappresenta una soluzione economica e definitiva.

Un’alternativa alla cogenerazione a gas

Le possibilità offerte dal Conto Termico 3.0 alle pompe di calore, in ambito industriale, possono rivelarsi interessanti anche per chi intende guardare oltre alla cogenerazione a gas. Oggi in Italia la cogenerazione rappresenta il 36% della capacità elettrica, in grado di immettere in rete quasi 96 TWh di energia elettrica all’anno, ovvero un terzo circa del fabbisogno nazionale. Di questi il 30% è in regime di autoproduzione: sono quasi tremila i clienti che si avvalgono della cogenerazione in regime di autoproduzione, per lo più industriali.

«Grazie al conto termico 3.0 si apre un’altra possibilità per l’industria che ha questa esigenza combinata di produrre energia elettrica, grazie al fotovoltaico, e acqua calda mediante pompa di calore. Una soluzione alternativa rispetto alla cogenerazione a gas che non accede più ad alcun incentivo».

Le novità del Conto Termico 3.0 sulle pompe di calore per il residenziale

Per quanto riguarda invece il residenziale, quali opportunità apre il Conto Termico 3.0? Il meccanismo si pone in continuità rispetto a quanto già c’è.

Le novità del Conto Termico 3.0 sulle pompe di calore per il residenziale

«Ha il merito di aver tolto dalle tecnologie incentivabili quelle puramente alimentate da combustibili fossili – specifica Dall’Ombra –. Sono rimasti i sistemi ibridi, ossia la combinazione di una pompa di calore elettrica e di una caldaia a gas, ma sono state introdotte, nell’ambito della grande famiglia dei sistemi ibridi, due nuove soluzioni: le pompe di calore bivalenti e add-on».

Pompa di calore bivalente

È costituita da una pompa di calore elettrica, intesa come generatore principale, abbinata a una caldaia a condensazione a gas (generatore secondario) «In questa combinazione la pompa di calore ha un ruolo predominante e controlla la caldaia a gas». A differenza dei sistemi ibridi factory made, questi due componenti possono essere di due produttori diversi. Ciò permette di ampliare l’offerta di mercato e promuove la collaborazione tra produttori che vogliono restare specializzati nel proprio settore.

«La pompa di calore bivalente è di particolare interesse nell’ambito delle ristrutturazioni condominiali, ma può essere applicata anche in una situazione residenziale di piccola potenza. Diventa un’opportunità estremamente efficace ed efficiente, anche dal punto di vista dei costi, perché, a differenza dei sistemi factory made,  esiste la piena libertà di combinazione tra  la potenza della pompa di calore e della caldaia. », spiega l’esperto Assoclima.

Pompa di calore add-on

Consiste in una pompa di calore installata a integrazione di una caldaia a condensazione a gas già esistente, non più vecchia di cinque anni, che non viene quindi rimossa. In questo caso, «il legislatore  introduce una novità nel panorama nazionale riconoscendo un incentivo anche quando la  pompa di calore elettrica si affianca a una caldaia esistente», sottolinea Dall’Ombra.

«Il legislatore ricorda quanto sia importante spendere bene le risorse proprie e dello Stato, evitando sprechi quali la rottamazione di una caldaia ancora in buone condizioni». L’opportunità aperta guarda a tutti coloro che hanno sostituito di recente la vecchia caldaia con una a condensazione. «Con la soluzione add-on, si può beneficiare degli stessi risparmi di una pompa di calore bivalente, con una spesa contenuta».

Involucro e impianto: un cambiamento di paradigma

Le possibilità offerte dal Conto Termico 3.0 per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili sono molte grazie ad un insieme di tecnologie combinabili tra loro. Tuttavia, fa notare Dall’Ombra, «in più occasioni il legislatore ha invitato tutti a  porre maggiore attenzione all’impiego di soluzioni con il più alto rapporto tra euro risparmiato  ed euro investito. Da questo punto di vista, gli stessi dati ufficiali dell’ENEA mostrano come investire sull’impianto, a parità di kWh termico risparmiato, costi circa la metà rispetto ad intervenire sull’involucro».

Quello che si aspetta Assoclima è un cambiamento di approccio basato sulla combinazione tra involucro e tecnologia impiantistica. «Una volta introdotta una soluzione impiantistica molto efficiente, si  interverrà sull’involucro per  integrare l’intervento impiantistico, senza inutili eccessi nei costi e nella classe energetica di arrivo Utilizzare una pompa di calore elettrica, a parità di effetto termico,  fa risparmiare il 60% di gas rispetto alla combustione diretta. Infatti, oltre ai 2/3 di energia termica gratuita presa dall’ambiente, si deve tenere conto dell’energia elettrica utilizzata: circa la metà è prodotta dalle centrali a gas mentre la restante parte arriva dalle rinnovabili. Ridurre i consumi di gas fa bene all’ambiente, al bilancio delle famiglie e riduce l’utilizzo di un asset energetico che oggi pesa notevolmente sull’economia italiana».

Quindi, ben venga il Conto Termico 3.0, in grado di premiare di più chi produce più energia termica rinnovabile. «A questo proposito, il Conto Termico 3.0, alle pompe di calore elettriche riconosce un incentivo proporzionale alla sua efficienza, a differenza del meccanismo precedente. In termini più generali, un prodotto in classe A+++ riceverà un incentivo superiore ad uno in classe A++ che a sua volta riceverà di più rispetto ad uno in classe A. «È un provvedimento pensato per premiare la qualità, davvero ben costruito. È moderno, fa riferimento a tutte le normative europee, è perfettamente aggiornato e facilmente aggiornabile al variare della normativa UE. Inoltre, – confidiamo che possa essere preso ad esempio così da influenzare positivamente anche il dettato delle altre misure incentivanti», conclude Dall’Ombra.

FAQ Conto Termico 3.0 e pompe di calore

Cosa c’è di nuovo per quanto riguarda le pompe di calore nel Conto Termico 3.0 rispetto alla versione precedente?

Nel Conto Termico 3.0 è stata introdotta la distinzione tra ambito residenziale e ambito terziario. Per le pompe di calore sono ammessi interventi volti non più solo alla produzione di energia termica per la climatizzazione invernale, ma anche per la produzione di calore per processi industriali e altre fattispecie.

Nel perimetro dell’ambito terziario rientrano anche gli edifici appartenenti all’ambito industriale.

Rispetto alla versione precedente, sono state apportate anche alcune modifiche alle tipologie di interventi incentivabili. Sono stati introdotti i concetti di pompa di calore add-on e bivalente.

Nel complesso, quali interventi incentiva il Conto Termico 3.0 per incrementare l’efficienza energetica?

Il futuro meccanismo incentiva interventi di piccole dimensioni finalizzati a incrementare l’efficienza energetica quali: l’isolamento termico delle superfici opache; la sostituzione delle chiusure trasparenti; l’installazione di sistemi di schermatura, ombreggiamento o filtrazione solare; la trasformazione degli edifici esistenti in edifici a energia quasi zero NZEB; la sostituzione dei sistemi per l’illuminazione; l’installazione di tecnologie di gestione e controllo automatico degli impianti termici; l’installazione di colonnine di ricarica privata dei veicoli elettrici, se realizzata congiuntamente alla sostituzione dell’impianto esistente con una pompa di calore elettrica; l’installazione di impianti solari fotovoltaici, se realizzata congiuntamente alla sostituzione dell’impianto esistente con una pompa di calore elettrica.

Riguardo, invece, alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, quali interventi incentiva?

Il Conto Termico 3.0 incentiva interventi dedicati a produrre energia termica da fonti rinnovabili mediante: la sostituzione dell’impianto esistente con una pompa di calore elettrica o a gas; la sostituzione dell’impianto esistente con un sistema ibrido factory made o un sistema bivalente; la sostituzione dell’impianto esistente con generatori di calore a biomassa, compresi i sistemi ibridi factory made e i sistemi bivalenti. Inoltre sostiene l’installazione di impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria o a integrazione dell’impianto di climatizzazione invernale.

Incentiva la sostituzione: di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di calore; di impianti esistenti con l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti; di impianti esistenti con unità di micro-cogenerazione alimentate da fonti rinnovabili


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