Caldaia a pellet o legna e stufe: cosa c’è da sapere sul riscaldamento ecologico

Stufe e caldaie a legna e a pellet sono strumenti per un riscaldamento sostenibile e con fonti rinnovabili. Ecco quali sono le informazioni e i consigli utili degli esperti AIEL per l’acquisto e manutenzione di una caldaia per stufa a legna.

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Stufe a pellet e caldaie: cosa c’è da sapere sul riscaldamento ecologico

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L’autunno porta i primi freddi e la necessità di contare sul giusto comfort termico in casa: le stufe a pellet e a legna possono contribuire a soddisfare questa necessità, oltre al comfort visivo dato dal piacere di ricreare il classico focolare domestico.

Spesso però sono additate tra le maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico. Ma è davvero così? Una risposta la fornisce AIEL Associazione Italiana Energie Agroforestali nella premessa del Piano nazionale “Rottamare ed Educare”, un progetto per migliorare la qualità dell’aria e fornire una corretta informazione e formazione sulle soluzioni a biomasse.

Se si sostituisse in 10 anni il 55% del parco di generatori a biomassa legnosa vetusto, insieme all’avvio di una campagna di scolarizzazione degli utenti, si potrebbe ridurre di oltre il 70% la quota di emissioni imputabile al riscaldamento domestico a legna e pellet.

Inoltre, gli impianti a biomassa rientrano tra le fonti energetiche rinnovabili. Anzi, come ha rilevato il presidente, Domenico Brugnoni, le biomasse per il riscaldamento residenziale “sono la prima fonte rinnovabile del nostro Paese. Il loro utilizzo ci ha consentito di raggiungere, con due anni di anticipo, gli obiettivi europei di energie rinnovabili al 2020 e di diventare il terzo Paese in Europa per consumo di fonti energetiche rinnovabili. In base al PNIEC, al 2030 oltre la metà dell’energia termica (53%) dovrà essere prodotta da biomasse solide garantendo una produzione annua pari a circa 7 Mtep. C’è quindi spazio per continuare a crescere sostenendo il processo di decarbonizzazione e combattere il cambiamento climatico”.

Per comprendere meglio, caratteristiche, costi, consumi e benefici di stufe e caldaie a legna o a pellet proviamo a fare luce insieme a due esperti in materia, nonché responsabili dell’associazione: Valter Francescato, direttore tecnico e il coordinatore, Marino Berton.

Caldaia a pellet, stufe a legna, caldaie a biomasse: quante sono in Italia?

Valter Francescato, direttore tecnico AIELValter Francescato: “Sulla base dei dati del nostro Report Statistico nel nostro Paese nel 2018 si contavano circa 9,1 milioni di impianti di riscaldamento a biomasse legnose (legna, pellet e cippato) installati. È un dato in calo rispetto al 2014, quando il parco generatori si attestava sui 9,4 milioni di pezzi, una diminuzione legata principalmente alla dismissione di vecchi apparecchi. Per quanto riguarda l’età del parco installato, il 67% ha più di dieci anni, il 17% va da 5/10 anni e il 16% ne ha meno di cinque. Dal 2010 al 2018 il parco installato ha registrato un incremento del numero di stufe e caldaie a pellet e una diminuzione, invece, del numero di apparecchi a legna. Oggi gli apparecchi a pellet rappresentano il 75% del totale degli apparecchi venduti in Italia”.

Stufe e caldaie a pellet e a legna: quali sono i loro consumi?

Valter Francescato: “In Italia ogni anno vengono consumate circa 12 milioni di tonnellate di legna da ardere, 3,2 milioni di tonnellate di pellet e 1,4 milioni di tonnellate di cippato.

Negli ultimi sei anni il consumo di legna e pellet nel settore residenziale è rimasto pressoché stabile: a livello regionale un’indagine di Arpa Veneto del 2013 ha registrato un calo dei consumi di legna rispetto al 2006 di ben 260mila tonnellate, mentre i dati ufficiali del GSE confermano la stabilità dei consumi delle biomasse residenziali dal 2013 al 2018, con lievi variazioni annuali legate all’andamento delle temperature (Gradi Giorno). Il 91% dei combustibili legnosi è impiegato in impianti di riscaldamento residenziali.”

Caldaia per stufa a legna o a pellet, quale scegliere?

Marino Berton, coordinatore AIEL Marino Berton: “Per scegliere la stufa più adatta bisogna considerare in primis la classe energetica della propria casa. Nel caso di un’abitazione di classe energetica G, una stufa con 9 kW di potenza è in grado di riscaldare fino a 50 m²; nel caso invece di un’abitazione in classe C, la stessa stufa da 9 kW è in grado di riscaldare più di 100 m². Inoltre, la scelta dipende dall’uso che se ne vuole fare e dalle necessità e preferenze specifiche di ogni consumatore. La differenza principale riguarda l’approvvigionamento e la logistica: la legna prevede che la si carichi manualmente a ogni accensione e, per mantenere la stufa accesa, va ricaricato a mano il braciere con nuovi ciocchi.

Nella caldaia a pellet e cippato, ovvero negli apparecchi automatici, il biocombustibile è caricato automaticamente nel braciere.

Stufe a pellet e caldaie, riscaldamento ecologico
Per quanto riguarda l’approvvigionamento di legna da ardere, è utile ricordare che, a differenza del pellet, può essere necessario acquistare il proprio stock di legna da ardere in anticipo, lasciandola stagionare e facendole perdere il contenuto idrico che impedisce una combustione efficiente. In alternativa, per avere la certezza di comprare legna da ardere con contenuto idrico ideale è necessario acquistare la legna da ardere certificata Biomassplus® di classe di qualità A1 plus”.

Quanto costano le stufe a legna o a pellet?

Valter Francescato: i prezzi delle stufe e caldaie a pellet sono variabili e dipendono da diversi fattori, tra cui la potenza e la tipologia: quelle ad aria, che riscaldano ambienti medio-piccoli, possono partire da circa 1000 euro, mentre quelle ad acqua sono più care perché svolgono la funzione di caldaia per il riscaldamento dell’acqua sanitaria e dei termosifoni (si parte da 2500 euro circa).

Per quanto riguarda le stufe a legna, si parte da poco più di 400 euro circa per un impianto da quasi 5 kW di potenza termica nominale (sufficienti per riscaldare una superficie di oltre 130 metri cubi) a quasi 2000 euro per una da 15 kW (430 m3).

Stufe, caldaie ed emissioni: cosa si può dire a proposito?

Marino Berton: “L’emissione di polveri sottili è certamente il limite principale di stufe e camini. Soprattutto quando si tratta di impianti obsoleti, che dovrebbero essere sostituiti con soluzioni disponibili sul mercato e ampiamente sostenibili, a livello di prestazioni ambientali. Gli apparecchi domestici di riscaldamento a pellet o a legna di nuova generazione sono in grado di abbattere le emissioni fino al 70%, rispetto agli apparecchi tradizionali, le caldaie arrivano oltre il 90%. Le più recenti caldaie abbinate ai sistemi di filtrazione dei fumi sono arrivate a emettere “quasi zero” (PM e COT <1g/GJ). Tanto per comprendere quanto siano performanti i moderni apparecchi: quando per l’emergenza smog vengono posti dei limiti agli impianti di riscaldamento, non riguardano mai le nuove stufe e caldaie a pellet o a legna. Basti pensare che passare da un apparecchio datato a uno di nuova concezione è come sostituire un’automobile Euro 0 con una Euro 6. Un altro dato utile: secondo i dati elaborati da ARPA Lombardia, tra il 2008 e il 2015 il numero degli apparecchi a biomasse della regione è rimasto sostanzialmente uguale mentre le emissioni di PM si sono ridotte di circa il 30%: questo, sempre per effetto del turnover tecnologico. Attualmente circa il 50% delle polveri primarie è emesso dalla combustione di legna e pellet, il 95% di queste è prodotto da apparecchi a legna obsoleti, che devono essere rapidamente rottamati”.

È possibile dare dei consigli utili in merito?

Marino Berton: “Basterebbe mettere in atto cinque azioni proposte da AIEL:

  • Accelerare il turnover tecnologico, cioè la sostituzione degli apparecchi più obsoleti con impianti moderni ed efficienti;
  • Utilizzare biocombustibile di qualità certificata;
  • Rivolgersi sempre ad installatori e manutentori abilitati e qualificati per l’installazione di impianti a biomasse;
  • Contare su informazioni corrette e costantemente aggiornate sul parco di generatori installati per questo è fondamentale il popolamento dei catasti informatici regionali e l’intensificazione della sorveglianza sull’applicazione delle norme vigenti.
  • Sviluppare campagne di comunicazione nazionali rivolte ai consumatori per promuovere le buone pratiche per un uso corretto dei generatori a biomasse

Quali norme e certificazioni devono rispettare stufe e caldaie a biomasse?

Valter Francescato: “Sia gli apparecchi domestici (stufe) sia le caldaie devono essere omologati ai sensi delle norme di prodotto europee (UNI EN), questo garantisce il consumatore sia sul piano delle prestazioni ambientali, sia su quello della sicurezza. È sempre importante poi richiedere al costruttore o ai suoi rivenditori il “Certificato Ambientale”, fondamentale anche per l’accesso agli incentivi.

Per ottenere le prestazioni attese dall’impianto termico è fondamentale rivolgersi a installatori qualificati che devono rilasciare all’utente la “Dichiarazione di Conformità” dell’installazione alla regola dell’arte, inoltre l’impianto deve essere correttamente manutenuto, programmando interventi di manutenzione regolari eseguiti da manutentori abilitati e qualificati. Si ricorda infine che tutti gli impianti termici, ovvero con una potenza al focolare maggiore di 5 kW devono essere inseriti nei catasti informatici regionali”.

Riscaldare una casa di 100 mq con legna o pellet è più conveniente rispetto alle soluzioni come metano, gasolio o gpl?

Valter Francescato: da un’analisi svolta da AIEL sono necessari 49 euro/MWh di legna da ardere (sfusa M20-25); per quanto riguarda il pellet ci vogliono 60 euro/MWh di pellet A1 ENplus® in autobotte oppure 61 euro/MWh se si tratta della stessa qualità, ma in sacchi da 15 kg. Per il metano si sale a 65 euro/MWh, 109 con il gasolio da riscaldamento fino a 146 per il GPL domestico sfuso.

A proposito di stufa ecologica a legna: quali sono gli errori da evitare?

Marino Berton: “Nella conduzione quotidiana, va evitato innanzitutto di tenere l’aria del braciere sempre aperta. Dimenticare di chiudere l’immissione di aria nel braciere, infatti, oltre a ridurre il rendimento della stufa, causa un aumento di 6 volte delle emissioni di carbonio organico, responsabile della produzione di fumi maleodoranti, mentre le emissioni di polveri aumentano di 6,5 volte. Altro errore da evitare è ritardare la ricarica della legna, quando il letto di braci è molto basso e appena in grado di accendere la legna. In questo caso la fase di accensione si allunga, concentrando le sostanze nocive che si formano in questa fase di accensione prolungata. Rispetto a un uso corretto della stufa, si registra un aumento di 5,2 volte delle emissioni di carbonio organico e di 4 volte quelle di polveri.

Un’altra azione da non fare è usare legna eccessivamente umida. Essa sottrae calore al processo di combustione per la vaporizzazione dell’acqua e aumenta il volume dei gas di scarico. La legna da ardere dovrebbe sempre avere un contenuto idrico compreso tra il 12 e il 20%, quota entro cui si mantiene la legna stagionata all’aria aperta e protetta dalla pioggia.

Inoltre, occorre evitare l’eccessivo sovraccarico di legna nella camera combustibile. È un errore comune che influenza molto l’efficienza della combustione di biomassa, oltre a causare un aumento delle emissioni di carbonio organico di polveri.

Infine un consiglio: bisogna accendere la stufa o il camino in modo corretto. Per farlo, occorre usare un accendifuoco – e non carta di giornale – 4 legnetti di piccola dimensione e 4 ciocchi di legna ben accatastati di circa 500g cadauno. A parità di quantità di legna bruciata, l’accensione negligente del fuoco rispetto a quella corretta produce un’emissione di carbonio organico 4,6 volte superiore.”

Da clienti finali, come possiamo riconoscere facilmente gli apparecchi più performanti?

Marino Berton: “AIEL ha sviluppato la certificazione ariaPulita® (marchio brevettato). Si tratta di uno schema di certificazione volontario che si applica a stufe, inserti a legna e pellet e a caldaie a biomassa sotto i 35 kW. Essi vengono sottoposti a una valutazione imparziale e competente effettuata da una parte indipendente per garantire la conformità rispetto a due principali requisiti: emissioni e rendimento.

In pratica, gli impianti certificati riportano un giudizio in stelle: esso rappresenta la classificazione degli apparecchi secondo la certificazione ariaPulita® a garanzia di minori emissioni, rendimenti più elevati e costi inferiori. Si va dalle 2 stelle alle 5 stelle. Con la prima si indicano stufe e inserti che riducono le emissioni di polveri del 40% nel caso del pellet e del 46% nel caso della legna rispetto agli apparecchi a 1 stella. Sono meritevoli, invece, della valutazione massima le stufe e gli inserti, sia a legna sia a pellet, che garantiscono emissioni di polveri ridotte dell’80% sempre rispetto agli apparecchi a 1 stella.”

Per comprendere bene i vantaggi della certificazione ariaPulita®, ci sono numeri a supporto?

Marino Berton: “Partiamo col dire che il decreto ministeriale 186 del 2017 ha introdotto una classificazione a stelle per questi generatori come già avviene per le auto. Nel sistema di certificazione ariaPulita® sono più di 2.600 i modelli certificati e classificati. Perché puntare su un prodotto certificato? Perché assicura: una classificazione in linea con quanto richiesto dal detto decreto; la giusta chiarezza nel capire se è possibile accendere il generatore anche durante i periodi di misure emergenziali. Infine, la certificazione ariaPulita® garantisce un generatore performante, a basse emissioni e alto rendimento.

La rivista Altroconsumo nell’ambito del progetto EU ‘Casa Rinnovabile’ ha effettuato prove di laboratorio indipendenti su apparecchi domestici a legna e pellet 4 Stelle, con cicli di funzionamento reale incluso accensione e spegnimento. Ne è emerso che le emissioni di PM10 (primario) rilevate rispetto ai valori presi a riferimento dall’inventario nazionale delle emissioni prodotto da ISPRA sono otto volte in meno nei camini chiusi o inserti, sono sei volte in meno nelle stufe o nelle caldaie innovative, sono quattro volte in meno delle stufe automatiche a pellet o cippato o le migliori tecnologie delle stufe a legna”.

E nel caso invece delle materie prime pellet e legna?

La certificazione per la legna da ardere è Biomassplus®. Si tratta di un marchio registrato che attesta le caratteristiche qualitative, e non solo, di legna, cippato e bricchette, classificandoli nelle classi di qualità, garantendo inoltre legalità e tracciabilità e sostenibilità ambientale. La qualità del prodotto e del processo produttivo viene controllata periodicamente. Il legno di partenza ha origine legale ed è possibile rintracciarne tutte le fasi lungo l’intera filiera produttiva.

Per il pellet, invece, lo standard adottato è ENplus®: è bene fare riferimento a questa certificazione se si vuole contare su un prodotto rispettoso dei più elevati standard di controllo, più restrittivi rispetto alle norme tecniche di riferimento per quanto concerne alcune proprietà del pellet; inoltre risponde a determinati parametri e alle esigenze di sostenibilità ambientale.

L’utilizzo di pellet certificato ENplus® A1 consente di ridurre fino a due volte, rispetto al combustibile non certificato, le emissioni di particolato delle stufe a biomassa, e fino a quattro volte per quanto riguarda le caldaie”.

Il cippato invece per quali impianti è indicato e qual è la certificazione di riferimento?

Valter Francescato: “Partiamo col definire cosa sia il cippato: è legno ridotto in scaglie, con dimensioni variabili da alcuni millimetri a circa 6 cm, attraverso macchine cippatrici. È prodotto a partire da residui agricoli e forestali quali tronchi, stanghe, ramaglie, piante intere o da residui dell’industria del legno.

Esso è particolarmente indicato per l’uso in caldaie di media-grande potenza (almeno 40-45 kW termici), con un fabbisogno superiore a circa 50-60 MWh termici annui, e per la produzione combinata di calore ed energia elettrica negli impianti industriali”.

Quali incentivi sono vigenti per l’acquisto di stufe o caldaie?

Marino Berton: “la novità più significativa di quest’anno è il Superbonus 110%. Per quanto riguarda il riscaldamento a biomassa legnosa le opportunità per accedere all’agevolazione sono di due tipi: quelle legate agli interventi “trainanti” e quelle, invece, legate ai “trainati”. Nel primo caso rientra la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale delle unità immobiliari unifamiliari o plurifamiliari con ingressi indipendenti con impianti per il riscaldamento il raffrescamento e la fornitura di acqua calda sanitaria dotati di caldaie a biomasse a 5 stelle se installate in aree non metanizzate in Comuni non sottoposti alla procedura di infrazione per il superamento dei limiti di emissione. Nel secondo caso, possono accedere al Superbonus tutti gli interventi mirati all’efficienza energetica già agevolati dall’ecobonus. Tra questi, sono inclusi caldaie e apparecchi domestici a biomasse, nei limiti di spesa già vigenti per ciascun intervento, che devono rispondere a determinati requisiti specifici (specificati sul sito AIEL dedicato).

Molto importante, anche se non si caratterizza come detrazione ma come incentivo erogato direttamente, è il Conto Termico promosso dal GSE. Prevede un incentivo diretto ai consumatori fino al 65% della spesa sostenuta per la sostituzione di apparecchi obsoleti con generatori moderni che migliorino l’efficienza, e si rivolge a Pubbliche Amministrazioni e soggetti privati, sia imprese che di natura residenziale”.

Stufe a pellet e caldaie – Rassegna prodotti

Froling – PE1c pellet

Vincitrice del Klimahouse Trend 2020, la caldaia a condensazione PE1c pellet di Froling è dotata di un innovativo sistema di condensazione che si adatta a spazi ridottissimi, assicurando un rendimento molto alto, oltre il 106%, consumi ed emissioni ridotti e ottimo comfort ambientale.

 Froling: caldaia a condensazione a pellet PE1c

Il separatore di particelle (elettrofiltro) integrabile, garantisce emissioni di polveri sottili ancora più contenute e sfruttando l’energia che proviene dai gas combusti che fuoriescono dal camino nei sistemi tradizionali, garantisce un risparmio fino al 10%.

Grazie all’APP Froling, semplice e intuitiva, è possibile monitorare e gestire da remoto la caldaia.

Il ventilatore a tiraggio indotto EC a velocità variabile stabilizza la combustione, adattando la potenza alle diverse esigenze e garantendo consumi ridotti fino al 40%.

Hoval – Biolyt

La caldaia BioLyt è una soluzione particolarmente indicata per riscaldare a emissioni zero i nuovi edifici e per riqualificazione impianti medio-piccoli, beneficiando di un elevato coefficiente di rendimento, fino al 98%. La caldaia dalla struttura compatta, è adatta in particolare per l’installazione in case unifamiliari e plurifamiliari, asili, scuole e edifici commerciali di piccole e medie dimensioni. Può essere posizionata nel locale riscaldamento.

L’efficienza può essere ulteriormente migliorata se la caldaia viene combinata a un impianto ad energia solare.Caldaia a pellet o legna e stufe: cosa c’è da sapere sul riscaldamento ecologico 1Grazie all’ottimizzazione della tecnologia della combustione assicura massimo rendimento e polveri ridotte al minimo, nel pieno rispetto dei i parametri della classificazione “Aria Pulita”.

Facile da installare Hoval BioLyt garantisce massima sicurezza grazie alla speciale valvola stellare per l’immissione del pellet in camera di combustione

Il funzionamento modulante assicura che l’impianto produca esattamente il calore necessario in quel momento. Il sistema di regolazione TopTronic® integrato nella caldaia garantisce una maggiore efficienza attraverso una gestione intelligente.

Paradigma – Pelletti Touch 

La caldaia a pellet Pelletti Touch unisce tecnologia all’avanguardia, gestione semplice ed efficiente e massimo comfort abitativo.La caldaia a pellet Pelletti Touch di ParadigmaI sistemi Paradigma disponibili con una gamma di potenza tra i 15 e i 56 kW, assicurano alto rendimento (oltre il 91%), grazie alla modulazione della potenza e ad un’ottima combustione del pellet sia a pieno carico che a carico parziale.

Il sensore della camera di combustione misura e regola in automatico il valore della temperatura, l’alimentazione e la combustione. Grazie all’isolamento termico particolarmente efficiente si limitano le perdite di calore.

Accensione, modulazione della potenza e pulizia quotidiana di scambiatore e condotto fumi sono eseguiti in automatico. L’accessorio di estrazione cenere Komfort assicura una veloce rimozione dei residui senza formazione di polvere. Il touchscreen Pelletronic Touch permette di controllare e gestire facilmente la caldaia.

Pelletti Touch  dà la possibilità di di accedere ai massimi importi di incentivo conto termico, con le 5 stelle di certificazione ambientale per le versioni 20 kW – 25 kW e il coefficiente premiante 1,5 per le versioni 20 kW – 25 kW – 32kW.

E’ possibile integrare la caldaia a pellet con un sistema solare Paradigma per un impianto completamente rinnovabile.

Viessmann -Vitoligno 300-C

La caldaia a pellet Vitoligno 300-C di Viessmann è disponibile da 2,4 a 48 kW, anche in cascata fino a 404 kW, in grado di soddisfare le necessità del settore commerciale, oltre che del residenziale, con potenze che partono da 8  kW.Caldaia a pellet Viessmann Vitoligno 300-C anche per attività commercialiLa caldaia, disponibile nella versione con caricamento manuale oppure automatico, si caratterizza per ottimo rendimento, fino al 96%, con un consumo di combustibile molto ridotto.

Vitoligno 300-C è un’ottima soluzione sia per i nuovi edifici che negli interventi di riqualificazione dell’impianto di riscaldamento. Tra i molti plus il box pellet è molto ampio tanto da non richiedere il funzionamento di notte, assicurando il miglior comfort e le ceneri vanno svuotate al massimo 2 volte l‘anno.

Il trasporto del combustibile dal deposito si può effettuare attraverso una coclea flessibile oppure un sistema di aspirazione. Il serbatoio di alimentazione per potenzialità fino a 70 kW è posizionato sul lato posteriore, mentre nei modelli a partire da 80 kW si può porre a scelta sul lato destro o sinistro della caldaia.

La gestione è molto semplice grazie alla regolazione Ecotronic, che controlla fino a 4 circuiti di riscaldamento, e alla App Vicare che permette di monitorare in qualsiasi momento il funzionamento, modificando, se necessario, le impostazioni.

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Articolo realizzato in collaborazione con...

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Fröling offre sistemi di riscaldamento completi: dalla soluzione efficiente per l’immagazzinamento e il caricamento di combustile, ...

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Hoval è un eccellenza nel settore dell’efficienza energetica per la continua ricerca di soluzioni tecnologicamente avanzate ...

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Paradigma Italia è un’azienda che dal 1998 lavora costantemente per offrire soluzioni impiantistiche evolute e sistemi ecologici di riscaldamento ...

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Il Gruppo Viessmann si occupa della produzione di sistemi per il riscaldamento e condizionamento dall’ambito residenziale all’industriale, ...

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