Depaving: cos’è e come funziona la deimpermeabilizzazione urbana contro il cambiamento climatico 06/07/2026
Indice degli argomenti Toggle I benefici di riscaldare casa senza gasE’ possibile riscaldare casa senza gas, risparmiando?Le soluzioni per riscaldare casa senza gas: verso l’elettrificazioneElettrificazione non significa 100% greenAlternative alle pompe di calore per eliminare il gas da casaBiomassa al posto del gas: pro e controConvertire riscaldamento a gas in elettricoIl contributo di fotovoltaico e solare termicoPassare all’elettrico per preservare la salute: gli impatti della cottura a gasLe soluzioni per eliminare il gas La scelta di sostituire il gas con fonti energetiche alternative e rinnovabili è finalizzata a favorire la sostenibilità e a ridurre l’impatto ambientale dell’edificio. Si tratta, oltretutto, di una decisione che comporta benefici anche di natura economica, in quanto il ricorso a fonti rinnovabili permette di ridurre i costi in bolletta. Soprattutto in ambito residenziale, però, gli edifici riscaldati con caldaie a condensazione a gas metano sono ancora la maggioranza. Nelle nuove costruzioni la scelta ricade generalmente sulle pompe di calore, installate direttamente in fase di costruzione. Rimane, invece, aperto il grande tema della riqualificazione degli edifici esistenti, ancora responsabili di una grande quantità di consumi energetici e di emissioni. Una questione che, in realtà, va ben oltre la sostituzione degli impianti termici, che teoricamente dovrebbe venire dopo un intervento di riqualificazione dell’intero involucro, riducendo a priori il fabbisogno energetico per la climatizzazione dell’edificio. Le importazioni di gas nel 2023 sono diminuite, lo scorso anno abbiamo infatti registrato il consumo più basso degli ultimi 25 anni, con una conseguente diminuzione della richiesta. Il crollo delle importazioni dalla Russia, avviato a partire dalla guerra Russia-Ucraina, purtroppo non ha spinto abbastanza, l’acceleratore sulla transizione da fonti fossili a rinnovabili, potenziando la nostra dipendenza da altri Paesi esportatori di gas, in particolare dall’Algeria, secondo Paese per quantità di gas importato, dall’Azerbaijan, e dall’hub del Nord Europa. I benefici di riscaldare casa senza gas I principali benefici che si ottengono quando si decide di riscaldare l’edificio con fonti rinnovabili alternative sono riconducibili a quanto anticipato nel paragrafo precedente, quindi ad aspetti ambientali ed economici. Le caldaie a gas, per quanto l’evoluzione tecnologica abbia permesso lo sviluppo e la diffusione di impianti sempre più efficienti, sono responsabili di emissioni in atmosfera, dovute proprio alla combustione del gas. Ridurre l’uso di questi impianti, favorisce una diretta diminuzione dei gas a effetto serra. Inoltre, cala anche la dipendenza dalle fonti fossili, mentre aumenta l’indipendenza energetica. L’autoproduzione, infatti, permette anche di svincolarsi dalle fluttuazioni del mercato dell’energia, influenzato anche da fattori esogeni, quali le tensioni geopolitiche. Senza dimenticare, infine, che la Direttiva Case Green ha previsto lo stop agli incentivi per l’acquisti di caldaie alimentate a gas dal 2025. E’ possibile riscaldare casa senza gas, risparmiando? Al di là delle strategie governative nel medio e lungo periodo, possiamo immaginare di riscaldare le nostre case senza gas? La risposta è sì. Esistono una serie di alternative che garantiscono risparmi in bolletta nel rispetto dell’ambiente e aiutano a raggiungere l’indipendenza energetica. Gli edifici evolvono e gli impianti cambiano con essi, rispondendo sempre meglio ad esigenze quali prestazioni elevate, efficienza energetica, risparmio energetico e sostenibilità. Proprio sull’onda di questo cambiamento, supportato da una costante evoluzione tecnologica, sono nate diverse alternative per gli impianti domestici e sono sempre di più le persone a non dipendere più dal gas per il funzionamento dei propri impianti. I motivi per cui ci si indirizza verso edifici privi di soluzioni a gas sono diversi, tra cui anche il tema della sicurezza. A ciò si aggiunge un importante altro fattore, relativo all’uso sempre più diffuso di fonti rinnovabili, nella maggior parte dei casi per la produzione di energia elettrica. Gli impianti a gas, inoltre, faticano a garantire le performance di efficienza e sostenibilità che invece contraddistinguono altre soluzioni. Ecco, allora, che cresce il numero degli utenti interessati alle soluzioni attualmente disponibili per eliminare il gas dalla propria casa. Le alternative valide non mancano, da valutare e selezionare in base alle proprie esigenze. Le soluzioni per riscaldare casa senza gas: verso l’elettrificazione Riscaldare casa senza gas, nella maggior parte dei casi, porta ad una completa elettrificazione dell’edificio. Tra le principali soluzioni disponibili, infatti, ci sono senza dubbio le pompe di calore che, collegate alla rete elettrica, producono energia sfruttando le risorse naturali disponibili in loco. Le pompe di calore per la produzione di energia ricorrono a fonti pulite e rinnovabili, che si possono principalmente distinguere in: aria esterna, acqua di falda o il calore della terra. Per il funzionamento della pompa, che sfrutta il calore naturalmente presente in queste tre fonti, è necessario un collegamento elettrico, ma il consumo di energia elettrica risulta comunque ridotto rispetto ad altri impianti. Che si tratti di una pompa di calore ad aria, acqua o geotermiche, i consumi elettrici per il loro funzionamento risultano di una significatività moderata, soprattutto se si paragonano ai consumi energetici di una caldaia tradizionale (il risparmio arriva anche al 50%). Tra i vantaggi c’è anche il fatto che la maggior parte dei modelli ha un funzionamento reversibile, ossia in grado di fare sia caldo, che freddo. Nel caso dell’installazione di pompa di calore è fondamentale che il dimensionamento sia corretto e per questo è sempre fondamentale il lavoro di un termotecnico. Altrimenti, i vantaggi in termini di risparmio potrebbero essere vanificati. VITOCAL 250-A/VITOCAL 252-A – Pompa di calore di Viessmann con ciclo frigorifero monoblocco R290 ad alta temperatura, progettate appositamente per progetti di riqualificazione e ristrutturazione. Si tratta, infatti, di impianti ad elevata efficienza, che sfruttano le risorse rinnovabili per il riscaldamento, ma anche per la produzione di acqua calda sanitaria e il raffrescamento estivo. Non sono causa di emissioni e nella maggior parte dei casi sono abbinate a sistemi di riscaldamento radiante a pavimento, perfetti per una distribuzione uniforme del calore e il massimo comfort interno. L’efficienza di questa soluzione dipende dal fatto che l’acqua riscaldata che circola all’interno delle serpentine è a temperature inferiore rispetto a quanto avviene dei termosifoni, riducendo di conseguenza la quantità di energia totale richiesta. Elettrificazione non significa 100% green Le pompe di calore sono senza dubbio impianti efficienti e sostenibili, grazie alle fonti rinnovabili che sfruttano per il proprio funzionamento. Allo stesso tempo, però, è doveroso effettuare una riflessione relativa alla produzione, o meglio, all’acquisto dell’energia elettrica consumata. Per un livello davvero elevato di sostenibilità, infatti, anche l’elettricità dovrebbe provenire da fonti rinnovabili e non fossili. Il consiglio pertanto è quello, prima di tutto, di valutare attentamente l’acquisto dell’energia da fornitori che assicurano la produzione da fonti rinnovabili. In secondo luogo, varrebbe la pena abbinare le pompe di calore ad impianti per la produzione di energia rinnovabile in loco, come il fotovoltaico e il solare termico. Riscaldare casa senza gas non è solo una “moda”, ma è una vera e propria scelta strategica, che porta vantaggi economici, ecologici e pratici. Di conseguenza, è bene approcciare il tema con la giusta consapevolezza ragionare considerando l’intero ciclo. Nei sistemi che prevedono l’abbinamento del fotovoltaico con la pompa di calore, potrebbe essere particolarmente interessante l’abbinamento di un sistema di accumulo, così da garantire la disponibilità di energia rinnovabile in ogni momento della giornata e aumentare la quota di autoconsumo. Alternative alle pompe di calore per eliminare il gas da casa Le pompe di calore, per quanto sempre più diffuse, non sono l’unica soluzione per riscaldare casa senza ricorrere al gas. O ancora, è possibile ridurre la dipendenza dal gas, installando un impianto ibrido, ossia composto da una caldaia a condensazione e da una pompa di calore, che lavorano in modo combinato a seconda di quale dei due impianti, in quel momento, risulta essere più vantaggioso. ModuExpo In Hybrid è il sistema ibrido di Paradigma con caldaia e pompa di calore per riscaldamento, raffrescamento e produzione di acqua calda sanitaria. Infine, vi sono anche delle caldaie elettriche, in grado di produrre l’energia per il riscaldamento domestico. Questi impianti, però, hanno generalmente consumi elettrici abbastanza elevati e sono adeguati solo in specifiche situazioni, come ad esempio piccoli ambienti da scaldare saltuariamente e in breve tempo. Biomassa al posto del gas: pro e contro L’elenco delle alternative agli impianti tradizionali parte dalle caldaie a biomassa in quanto si tratta di una fonte energetica già particolarmente conosciuta, anche se molto spesso considerata solo come soluzione secondaria ad altro. Le caldaie a biomassa sono alimentate da prodotti quali il legno, il pellet o altre sostanze organiche solide, sempre di origine naturale e rinnovabile. Tra i vantaggi c’è sicuramente il fatto che il costo della materia prima è favorevole rispetto al gas. Infatti, a fronte di un investimento iniziale maggiore (le caldaie a biomassa costano di più), si ottiene un risparmio nel tempo abbastanza vantaggioso, dovuto anche ad un consumo ridotto di circa il 20% rispetto a quanto avviene con una caldaia tradizionale. La caldaia a condensazione PE1c Pellet di Froling si caratterizza per alta efficienza, funzionamento silenzioso, bassi consumi ed emissioni estremamente contenute. Grazie a un innovativo sistema a condensazione, la PE1c vanta un rendimento molo alto, oltre il 106%. Il principale ostacolo, invece, risiede nella necessità di stoccare il materiale necessario, come il legno e il pellet, che devono sempre essere disponibili se non si vuole rischiare di rimanere al freddo e senza acqua calda. Inoltre, questi impianti non possono gestire anche il raffrescamento. Anche in questo caso, è opportuno verificare la sostenibilità dell’impianto, in quanto il funzionamento è basato su un processo di combustione, per quanto le biomasse come il pellet derivino da specie vegetali che, durante il loro ciclo di vita, hanno assorbito più CO2 di quanta ne viene prodotta in fase di utilizzo. Prima dell’acquisto di una caldaia a biomassa, però, è bene verificare la classificazione, optando solo per impianti a 4 o 5 stelle, che sono una maggior garanzia rispetto alle emissioni causate. Questi impianti possono anche prevedere sistemi canalizzati per il riscaldamento dell’aria nei vari locali o, nel caso delle caldaie, essere abbinati anche ai termosifoni esistenti, in quanto riescono a riscaldare l’acqua ad elevate temperature. Convertire riscaldamento a gas in elettrico Anche se non molto diffuso, il riscaldamento elettrico a pavimento è in ogni caso un’alternativa e si compone (come quello radiante ad acqua) di una serpentina annegata nel massetto. Tra i vantaggi c’è sicuramente la possibilità di alimentare l’impianto con energia elettrica, ad esempio combinando i pannelli con un sistema fotovoltaico. Prodeso Heat Grip System è il sistema di riscaldamento elettrico realizzato e brevettato da Progress Profiles che si può applicare su qualsiasi sottofondo e garantisce un ambiente caldo in poco tempo e ottimizzazione dei consumi. La posa in opera non è complessa e i costi sono abbastanza contenuti. Tra gli svantaggi c’è il fatto a livello di efficienza sia meno conveniente rispetto ad altri sistemi, come le pompe di calore. Si tratta di una soluzione da prendere in considerazione soprattutto in alcuni contesti, ad esempio in presenza di superfici ridotte e con un buon livello di isolamento. Inoltre, è necessario trovare una soluzione alternativa per la produzione di acqua calda sanitaria, non gestibile con questa tipologia di impianto. Il contributo di fotovoltaico e solare termico Il fotovoltaico e il solare termico sono soluzioni per la produzione di energia rinnovabile facilmente installabili presso la propria abitazione, perfette da combinare con alcuni degli impianti sopra descritti, coprendo buona parte dei consumi. Ad esempio una pompa di calore abbinata ad un sistema radiante, ad un impianto fotovoltaico e solare termico, assicura la massima efficienza e avvicina l’abitazione all’obiettivo dell’indipendenza energetica. Chiaramente, l’investimento richiesto per una soluzione completa di questo tipo è particolarmente importante e potrebbe essere tra i 15 e i 20 mila euro. Passare all’elettrico per preservare la salute: gli impatti della cottura a gas Un rapporto di CLAPS e della European Public Health Alliance, realizzato con il contributo dell’Organizzazione per la Ricerca Scientifica Applicata (TNO), dal titolo “Exposing the Hidden Health Impacts of Cooking with Gas”, ha messo in luce una serie di rischi per la salute legati alla cottura a gas, spiegando perché sostituire gli apparecchi di cottura a gas a favore delle alternative elettriche è la scelta ideale.Secondo il rapporto tutti gli apparecchi di cottura che utilizzano il gas rilasciano sostanze inquinanti dannose per la salute e per l’ambiente, superando i limiti europei per l’inquinamento dell’aria. Questa situazione è aggravata dalla frequente assenza di ventilazione, data dal fatto che spesso le cappe di aspirazione non vengono accese o sono inefficienti. Per capire meglio l’impatto generato dalla cottura a gas si pensi che ha un’influenza sull’asma infantile paragonabile a quella del fumo passivo. Una considerazione allarmante se si pensa che in Italia il 68% delle cucine domestiche sono a gas, la percentuale più alta d’Europa. Il report spiega, quindi, perché è necessario sostituire gli apparecchi di cottura a gas con soluzioni elettriche. Tra le motivazioni principali il fatto che le cucine a gas emettono una serie di sostanze inquinanti quali biossido di azoto (NO2), monossido di carbonio (CO), anidride carbonica e metano incombusto (CH4), generando inquinamento dell’aria indoor a danni delle persone che vivono la casa. Danneggiare la salute delle persone vuol dire anche gravare sull’economia degli Stati: questo tipo di inquinamento costa all’Ue circa 3,5 miliardi di euro all’anno in spese sanitarie. A queste motivazioni si aggiunge il fatto che il gas è un combustibile fossile e che oltre a danneggiare la salute delle persone ha effetti negativi anche per l’ambiente, ostacolando il raggiungimento degli obiettivi climatici prefissati dall’UE. Le soluzioni per eliminare il gas Secondo il report sarebbe raccomandabile sospendere la vendita di nuovi apparecchi per la cottura a gas; bisogna, però, considerare che la maggioranza delle abitazioni non è ancora provvista di sistemi per la produzione di energia pulita e una crescente rischista di elettricità deve essere gestita adeguatamente. Un passo in questo senso è già stato fatto, installando all’interno dei nuovi immobili solo apparecchi elettrici per il riscaldamento e la cottura. Sono molte, poi, le attività di sensibilizzazione portate avanti per accelerare l’utilizzo di tecnologie elettriche. Il consiglio, qualora non sia possibile sostituire la cottura a gas, è quello di migliorare la ventilazione usando cappe di aspirazione durante la cottura e per almeno 10 minuti dopo aver finito, aprire le finestre e installare rilevatori di monossido di carbonio. Articolo aggiornato Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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