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A cura di: Stefania Manfrin Il ciclo dell’acqua non è mai stato così instabile. Il nuovo rapporto “State of Global Water Resources 2024” dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) mette in evidenza come la disponibilità idrica del pianeta stia oscillando tra siccità estreme e precipitazioni violente, con impatti devastanti su comunità, economie e sistemi naturali. I dati raccolti mostrano che solo un terzo dei bacini fluviali globali si è mantenuto in condizioni normali, mentre la maggior parte ha registrato anomalie, confermando un trend di squilibrio che prosegue ormai da sei anni consecutivi. La scarsità e l’eccesso d’acqua: due facce dello stesso problema Il 2024 è stato un anno caratterizzato da estremi opposti. Il bacino amazzonico e vaste aree dell’Africa meridionale hanno subito una siccità importante, con conseguenze dirette sulla produzione agricola e sull’accesso all’acqua potabile. Nello stesso periodo, l’Africa centrale e orientale, alcune zone dell’Asia e l’Europa centrale hanno dovuto fronteggiare condizioni molto più umide della media, con piene che hanno ingrossato grandi fiumi come il Danubio, il Gange e l’Indo. Il rapporto evidenzia inoltre che le anomalie non hanno riguardato solo i corsi d’acqua superficiali. Le acque sotterranee hanno mostrato forti dislivelli, troppo alti o troppo bassi rispetto alla norma, mentre l’eccessivo sfruttamento delle falde continua a ridurre la disponibilità futura. Anche i laghi hanno registrato temperature medie superiori alla norma, con effetti diretti sulla qualità dell’acqua e sulla biodiversità. A complicare ulteriormente lo scenario, i ghiacciai hanno perso complessivamente 450 gigatonnellate di massa, equivalenti a un innalzamento del livello medio marino di circa 1,2 millimetri in un solo anno. Alcuni ghiacciai tropicali, come quelli della Colombia, hanno visto una riduzione del 5% in dodici mesi, accelerando l’avvicinarsi del cosiddetto “picco idrico” oltre il quale la fusione non riuscirà più a garantire lo stesso apporto d’acqua ai fiumi. Dati scientifici per orientare le politiche climatiche Il rapporto della WMO rappresenta oggi una delle analisi più autorevoli sulla disponibilità globale di acqua dolce. Basato su dati forniti dai Paesi membri, modelli idrologici avanzati e osservazioni satellitari, fotografa la condizione di fiumi, laghi, bacini idrici, falde sotterranee, neve e ghiaccio. L’obiettivo è fornire ai decisori gli strumenti per pianificare interventi di adattamento e mitigazione. Celeste Saulo, Segretario generale della WMO, ha sottolineato la centralità del monitoraggio e della condivisione delle informazioni: “Affidarsi a dati scientifici affidabili è fondamentale, perché non possiamo gestire ciò che non misuriamo. Il rapporto sullo stato delle risorse idriche globali è parte integrante dell’impegno della WMO per supportare governi e comunità con conoscenze solide e aggiornate”. L’urgenza di agire è evidenziata anche dalle stime delle Nazioni Unite: 3,6 miliardi di persone vivono già oggi con accesso inadeguato all’acqua per almeno un mese all’anno, cifra destinata a crescere a oltre 5 miliardi entro il 2050. A questo ritmo, il raggiungimento dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile n. 6 su acqua e servizi igienico-sanitari appare sempre più lontano. Box di sintesi – Rapporto WMO 2024 sul ciclo idrico globale Bacini fluviali Solo 1/3 dei bacini fluviali globali ha registrato condizioni normali nel 2024. I restanti due terzi hanno mostrato portate troppo alte o troppo basse rispetto alla media 1991–2020. Acque sotterranee Su 37.406 pozzi monitorati in 47 Paesi, solo il 38% ha mostrato livelli normali. Il resto ha evidenziato gravi anomalie, con problemi legati anche all’eccessivo sfruttamento delle falde. Ghiacciai Nel 2024 sono andate perse 450 gigatonnellate di ghiaccio, equivalenti a 180 milioni di piscine olimpioniche. Questo ha contribuito a un innalzamento medio del mare di 1,2 mm in un solo anno. I ghiacciai colombiani hanno perso il 5% della massa in dodici mesi. Eventi estremi Africa tropicale: 2.500 vittime e 4 milioni di sfollati per piogge eccezionali. Europa: la peggiore alluvione dal 2013, con 1/3 delle reti fluviali oltre le soglie di piena. Asia-Pacifico: piogge record e cicloni tropicali, oltre 1.000 morti. Brasile: alluvioni devastanti nel Sud (183 vittime) e siccità persistente nell’Amazzonia, che ha colpito il 59% del territorio nazionale. Prospettive globali Secondo UN Water, 3,6 miliardi di persone affrontano già oggi carenza d’acqua per almeno un mese all’anno. Entro il 2050 il numero salirà a oltre 5 miliardi di persone. Consiglia questa notizia ai tuoi amici Commenta questa notizia
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