Integrazione pompa di calore e fotovoltaico: come renderla efficace, dal progetto al condominio 26/10/2026
Sistemi di accumulo fotovoltaico e inverter ibridi: come funzionano, mercato e incentivi 2026 20/10/2026
Installare le valvole termostatiche e accedere alla detrazione senza sostituire l’impianto 27/10/2026
Fotovoltaico nei centri storici, il no della Soprintendenza deve essere motivato sul progetto 14/10/2026
Integrazione pompa di calore e fotovoltaico: come renderla efficace, dal progetto al condominio 26/10/2026
Risparmio energetico e decarbonizzazione, in Italia 84,2 miliardi di co-benefici l’anno al 2030 23/10/2026
Impianto di riscaldamento domestico: le soluzioni più efficienti per scegliere l’impianto giusto 15/10/2026
World Energy Transition Outlook 2026: per IRENA l’elettrificazione con le rinnovabili è il motore della transizione 16/10/2026
Indice degli argomenti Toggle I dati delle installazioni di fotovoltaico a terraPuntare su impianti su tetto e agrivoltaico Anche il fotovoltaico è un ‘mangiatore’ di suolo; sia pure in una forma reversibile, gli impianti di solare fotovoltaico a terra – comunque di grande “rilevanza” per il raggiungimento degli obiettivi di energie rinnovabili Ue al 2030 e al 2050 – consumano suolo. Ed è quello che racconta il nuovo rapporto del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (Snpa) dedicato proprio al consumo di suolo. I dati delle installazioni di fotovoltaico a terra Dai dati relativi all’individuazione di nuovi impianti fotovoltaici installati a terra, tra il 2021 e il 2022, emerge “un consumo di suolo totale di 243 ettari” pari “a una potenza di circa 135 MW (Megawatt); un dato abbastanza distante dai 70 ettari rilevati nel 2021, ma in linea con i 241 ettari del 2020 e i 246 del 2019“. Secondo l’ultimo rapporto ‘Solare fotovoltaico’ del Gse (Gestore dei servizi energetici) nel 2022 c’è stato “un aumento significativo del numero di grandi impianti, superiori a 5 MW, entrati in servizio. La potenza installata in questa classe di impianti risulta di 353 MW”; in crescita rispetto ai 29 MW del 2021, ai 129 MW del 2020, e ai 214 MW del 2019. In base agli stessi dati del Gse – spiega il rapporto – nel 2022 c’è stato “un deciso incremento della potenza installata in tutte le categorie di grandezza degli impianti. La classe compresa tra 3 e 20 KW (Kilowatt) ha fatto registrare una variazione percentuale rispetto al 2021 di circa il 200%, coprendo da sola quasi la metà della nuova potenza installata nell’ultimo anno (1.226 MW dei 2.490 MW totali)”. La regione in cui nell’ultimo anno si è destinato più territorio al fotovoltaico a terra è la Sardegna, dove sono stati ‘consumati’ oltre 91 ettari (circa il 37% del totale della superficie consumata per far spazio a questi impianti). Seguono la Sicilia e il Lazio, rispettivamente con 59 e 56 ettari. L’unica regione che riporta valori negativi di consumo sono le Marche (meno 1,1 ettari). Puntare su impianti su tetto e agrivoltaico Guardando in prospettiva, quindi allo sfruttamento dei tetti degli edifici e dei fabbricati, si fa presente come “la tendenza a progettare i nuovi impianti con dimensioni compatibili con una localizzazione ‘non a terra’ sia senza dubbio un aspetto positivo”. Ma a livello nazionale risultano complessivamente occupati da impianti fotovoltaici circa 17.830 ettari, equivalenti a più di 9.900 MW di potenza (i dati differiscono di circa il 13% da quelli pubblicati nel rapporto del Gse che riporta una superficie di 15.700 ettari e una potenza totale pari a circa 8.520 MW; la causa è nella differente risoluzione dei dati). La distribuzione dei pannelli fotovoltaici installati a terra a livello regionale – che si ricava dai dati Snpa – mostra una situazione abbastanza eterogenea. La regione con più superficie occupata da impianti è la Puglia, con 6.116 ettari (circa il 34% di tutti gli impianti nazionali), seguita dall’Emilia-Romagna (1.826 ettari) e dal Lazio (1.544 ettari). Le regioni su cui risulta installato il numero più basso di impianti a terra sono il Trentino-Alto Adige (16 ettari), la Valle d’Aosta (1,2 ettari) e la Liguria (0,2 ettari). L’ultimo aggiornamento del Pniec per esempio conferma che “si seguirà un approccio ispirato alla riduzione del consumo di territorio, per indirizzare la diffusione della significativa capacità incrementale di fotovoltaico prevista per il 2030, promuovendone l’installazione innanzitutto su edificato, tettoie, parcheggi, aree di servizio”, insomma coperture. Per quanto riguarda i grandi impianti fotovoltaici il cui posizionamento è previsto a terra, il Pniec indica come prioritario l’utilizzo di “zone improduttive, non destinate ad altri usi, quali le superfici non utilizzabili a uso agricolo”. Anche a livello internazionale si cerca di coniugare la transizione energetica e la necessità di produrre energia da fonti rinnovabili con la tutela del suolo e dei servizi ecosistemici. Il Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec), nel suo aggiornamento di giugno 2023, prevede che al 2030 siano installati 131 GW di impianti rinnovabili (di cui circa 80 GW fotovoltaici e 28 GW eolici), con un incremento di capacità di circa 74 GW rispetto al 2021. Di questo incremento, 57 GW è previsto che siano prodotti tramite il fotovoltaico e 17 tramite l’eolico. In un’ottica di neutralità climatica al 2050 e di riduzione del 55% delle emissioni di gas serra al 2030 rispetto ai livelli del 1990 (pacchetto ‘Fit-for-55′), sono state imposte delle accelerazioni alle misure di mitigazione delle emissioni. C’è poi l’agrivoltaico, che nel nostro Paese viene condivisa nel Pniec e inclusa in misure incentivanti anche del Pnrr; si tratta della possibilità di far convivere sullo stesso suolo un doppio uso produttivo, agricolo ed energetico, attraverso l’installazione di impianti agrivoltaici sostenibili; l’agrivoltaico è ritenuta una strada per coniugare sia la tutela del suolo che lo sviluppo delle rinnovabili. Secondo le valutazioni del Centro comune di ricerca della commissione Europea la percentuale dei tetti adatti a ospitare impianti può variare, a livello europeo, tra il 49 e il 64%. Dall’analisi sono stati anche esclusi i centri storici dei principali comuni e tutti i centri urbani minori (in cui l’installazione dei pannelli può essere inopportuna o soggetta a vincoli di natura storico-paesaggistica). Incrociando i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare e servizi estimativi dell’Agenzia delle Entrate, la superficie totale degli edifici ricavabile dalla carta del suolo consumato 2022, al netto di quelli ricadenti nelle zone centrali, ammonta a 3.862 km quadrati (a questo valore, per ricavare l’area netta disponibile, sono stati applicati sia il fattore massimo del 49% che il fattore minimo di riduzione del 64%, e successivamente è stato sottratto l’ulteriore 60% dell’area necessaria alla manutenzione). I risultati mostrano che la superficie netta disponibile può variare da 757 a 989 km quadrati. Ipotizzando tetti piani e la necessità di disporre di 10,3 metri quadrati per ogni kW installato, si stima una potenza variabile dai 73 ai 96 GW che sarebbe possibile installare su fabbricati esistenti. A questa potenza si potrebbe aggiungere quella installabile in aree di parcheggio, in corrispondenza di alcune infrastrutture, in aree dismesse o in altre aree impermeabilizzate, senza aumentare il consumo di suolo. Ipotizzando che sul 4% dei tetti sia già installato un impianto, si può concludere che, sfruttando gli edifici disponibili, ci sarebbe posto per una potenza fotovoltaica compresa fra 70 e 92 GW, un quantitativo sufficiente a coprire l’aumento di energia rinnovabile complessiva previsto dal Pniec al 2030. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
29/10/2026 Fotovoltaico, nel terzo trimestre 2026 connessi 1,74 GW (+37%). Accumuli vicini a 20 GWh A cura di: Stefania Manfrin Italia Solare: nel terzo trimestre 2026 connessi 1,74 GW di fotovoltaico (+37%). Accumuli a 19,98 GWh ...
23/10/2026 Agrivoltaico, Nadara e Amazon inaugurano Big Fish in Sicilia: 227 MW su 400 ettari A cura di: Erika Bonelli Nadara e Amazon inaugurano Big Fish nel Catanese: 227 MW su 400 ettari, metà dei quali ...
16/10/2026 Occupati nel fotovoltaico in Europa, 874.000 nel 2025 e quasi un milione con lo storage A cura di: Stefania Manfrin EU Solar Jobs Report 2026: 874.000 occupati nel fotovoltaico e 108.000 nello storage. Italia terza con ...
15/10/2026 Solar & Storage Live Italia: a Verona oltre 6.000 professionisti per la seconda edizione A cura di: Laura Murgia Terrapinn chiude la seconda edizione di Solar & Storage Live Italia con oltre 6.000 visitatori professionali ...
12/10/2026 Da cava dismessa a impianto fotovoltaico da 2,93 MW: il progetto di Bresesti Energie a Cherasco A cura di: Erika Bonelli A Cherasco una cava dismessa diventa un impianto fotovoltaico a terra da 2,93 MW con moduli ...
09/10/2026 Isola del Giglio, il primo pontile galleggiante che produce energia dal sole e dal moto ondoso A cura di: Erika Bonelli Al Giglio un pontile galleggiante produce energia da fotovoltaico e moto ondoso. Il sistema ibrido di ...
08/10/2026 Power Connect Day, Sungrow presenta le nuove soluzioni di accumulo C&I e utility scale per il mercato italiano A cura di: Raffaella Capritti Sungrow presenta a Monza PowerTitan 3.0, PowerStack e PowerKeeper, i nuovi sistemi di accumulo per C&I ...
07/10/2026 Agrivoltaico in Italia: un contributo utile per clima ed economia A cura di: Andrea Ballocchi L’agrivoltaico in Italia può rafforzare la resilienza delle aziende, ma norme, autorizzazioni e costi ne frenano ...
25/09/2026 SSEC Vicenza, fotovoltaico, storage e gesione dell'energia: il bilancio della prima edizione A cura di: Raffaella Capritti Conclusa la prima edizione di SSEC Vicenza: oltre 50 aziende, 70 speaker e 7 convegni sold ...
23/09/2026 Fotovoltaico industriale, l'importanza della gestione dei dati A cura di: Stefania Manfrin Fotovoltaico industriale, crescono la taglia degli impianti e il peso di O&M. Centrali monitoraggio e gestione ...