Coibentazione tetto: come intervenire sull’esistente

Isolare l’edificio è fondamentale per garantire il comfort e il benessere termoigrometrico al suo interno. La copertura, in particolare, è un elemento critico fonte di importanti dispersioni di calore. Ecco le principali soluzioni per la coibentazione del tetto esistente.

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Intervenire sull’esistente: come isolare le coperture

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Tutti gli edifici di nuova realizzazione vengono progettati e costruiti con particolare attenzione alla coibentazione dell’abitazione e alla risoluzione dei ponti termici, al fine di ridurre le dispersioni termiche tra l’edificio e l’esterno.

Il compito dell’isolamento è quello di migliorare il comfort termoigrometrico interno, proteggendo dal freddo invernale e dal caldo estivo. Tutto ciò è possibile grazie all’impiego di materiali isolanti, tali perché possiedono precise caratteristiche, come una bassa conducibilità termica, un’elevata resistenza termica e alla diffusione del vapore.Come isolare termicamente un edificio

L’isolante può essere posizionato all’interno, all’esterno o in corrispondenza dell’intercapedine, ma l’importante è che venga isolato tutto l’involucro opaco.

Coibentazione tetto: perché è importante

Uno dei punti a cui prestare attenzione è la copertura, che rappresenta una facile via di dispersione del calore, riducendo il comfort e aumentando i consumi energetici per il riscaldamento, con conseguenze anche sui costi in bolletta.

Intervenire sulle coperture esistenti, quindi, è importante e richiede sempre un adeguato studio delle condizioni della struttura e dei materiali presenti.

Solo con la giusta consapevolezza sullo stato di fatto è possibile scegliere l’intervento migliore, verificando sempre anche l’impermeabilizzazione della copertura, che se non adeguato deve essere ripristinato prima della posa dell’isolamento.

Isolamento tetto a falda esistente

La maggior parte degli edifici esistenti ha un tetto a falda e, se non è stato costruito negli ultimi anni, mancherà sicuramente un adeguato strato di isolamento.

Le possibilità per intervenire sulle coperture esistenti sono principalmente 3:

  • Isolare a estradosso della copertura esistente
  •  Isolare la copertura dall’interno, a ridosso dell’ultimo solaio piano non praticabile
  • Isolare a intradosso della copertura

Isolare a estradosso della copertura esistente

È una soluzione invasiva, che richiede la rimozione del manto di copertura, la posa di uno strato di impermeabilizzazione (se necessario in quanto assente), la realizzazione dello strato isolante e infine la posa di un nuovo manto di copertura.

Le spese di questo intervento riguardano sia il costo dei materiali e della posa, che il cantiere necessario allo svolgimento dei lavori, tra cui quello dei ponteggi.

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Per questi motivi, la scelta di isolare dall’esterno un tetto a falda è consigliata nel caso sia in corso una ristrutturazione generale dell’edificio, così da ammortizzare l’impegno richiesto per questo intervento.

Rimane, in ogni caso, una scelta molto vantaggiosa nel caso di clima molto caldo, in quanto si può contare sia sull’isolamento, che sull’inerzia termica della struttura.

Isolare la copertura dall’interno, a ridosso dell’ultimo solaio piano non praticabile

Quando il sottotetto non è praticabile è possibile porre l’isolamento direttamente sull’ultimo solaio, riducendo notevolmente i costi dell’intervento.

Isolando il solaio, da un punto di vista energetico, si ha il vantaggio di ridurre il volume riscaldato, lasciando freddo il sottotetto.

Allo stesso tempo, vanno risolti attentamente i ponti termici rappresentati dall’innesto del solaio nella parete verticale.

Inoltre, va sempre posta la giusta attenzione al tema dell’inerzia termica e alla facilità con cui si smaltisce eventuale calore estivo.

Isolare a intradosso della copertura

Questa soluzione viene applicata quando il sottotetto è abitabile o comunque praticabile e non si vuole intervenire all’esterno della copertura.

Si applica il materiale isolante direttamente sul lato interno delle falde, tramite incollaggio o fissaggio meccanico.

Si può anche valutare un controsoffitto, con l’isolante incluso. Anche in questo caso, si rinuncia all’inerzia termica garantita dalla massa della struttura, poiché l’isolante è verso l’interno rispetto la struttura da isolare.

Inoltre, prima di procedere è necessario verificare che siano garantite le altezze minime dei locali.

Isolamento tetto piano esistente

Nel caso di coperture piane, come per quelle a falda, è possibile decidere di realizzare un isolamento dall’interno o dall’esterno.

Isolare dall’esterno: tetto rovescio e tetto caldo

Lo strato isolante viene posto al di sopra della struttura di copertura e, a seconda di dove viene posizionato, si può realizzare un tetto rovescio o un tetto caldo.

Nel primo caso, l’isolante è al di sopra dello strato impermeabilizzante, mentre nel secondo caso si trova al di sotto.

Il tetto rovescio è lo soluzione ideale nei casi in cui l’impermeabilizzazione sia in buono stato e la si voglia mantenere.

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Per realizzare un tetto caldo, infatti, lo strato impermeabile andrebbe realizzato nuovamente sopra l’isolante, posato dopo una barriera al vapore.

Il pacchetto del solaio viene concluso con uno strato filtrante ed uno di pavimentazione, composto generalmente da ghiaia o da un pavimento.

La posa di ogni componente deve essere effettuata con molta attenzione e per questo è importante rivolgersi ad operai specializzati.

Isolare tetto dall’interno: la scelta del controsoffitto

Quando si decide di intervenire dall’interno si procede inserendo uno strato isolante e un controsoffitto.

Sarà necessario realizzare una struttura di sostegno e verificare che non vi siano già impianti alloggiati a soffitto.

In generale, comunque, i vantaggi e gli svantaggi sono gli stessi anticipati parlando del tetto a falda.

Coibentazione tetto: quali materiali utilizzare?

I materiali isolanti adatti allo scopo sono diversi e andrebbero sempre scelti a seconda delle esigenze dello specifico caso.

Per ogni intervento, è importante considerare attentamente il potere isolante e la naturalezza dei prodotti scelti, mentre possono cambiare le esigenze relative al grado di resistenza al vapore, piuttosto che di resistenza meccanica.

Tra i materiali più utilizzati e idonei all’isolamento delle coperture, comunque, ci sono la fibra di legno o il sughero, distribuiti anche in pannelli rigidi.

Si usano, invece, materiali come la lana di pecora, la lana di roccia la fibra di cellulosa per isolare a estradosso dell’ultimo solaio, quando non serve garantire la calpestabilità.

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