Tetti verdi: Turf house islandesi possibili patrimonio dell’Unesco

L’Islanda, come la maggioranza dei paesi nordici, ha sviluppato nel corso dei secoli edifici peculiari caratterizzati dalla presenza di manto erboso in copertura: le cosiddette Turf house con tetto verde, letteralmente case di torba.

A cura di Fabiana Murgia

Turf House

 

Indice:

La diffusione di questa tipologia di abitazione in tutto il territorio islandese è strettamente legata alla sorprendente capacità isolante acquisita dalla copertura trattata per divenire un tetto verde; funzione fondamentale in un luogo in cui il clima freddo domina il corso di tutte le stagioni e che risulta essere più soddisfacente rispetto all’isolamento fornito da edifici in legno o in pietra.

La peculiarità di queste abitazioni con tetto verde, rispetto a edifici simili presenti in altre regioni nordiche, risiede nella destinazione d’uso degli stessi; infatti, mentre altrove questo tipo di costruzioni era destinato alle fasce meno abbienti della popolazione, in Islanda le Turf house assumono le più svariate funzioni, quali, ad esempio, abitazioni ad uso privato, chiese o stalle.

Proprio per il loro aspetto caratteristico e per la varietà delle destinazioni d’uso le Turf house si sono meritate la candidatura per diventare Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO in quanto “espressione dei valori culturali della società, in grado di adattarsi ai cambiamenti sociali e tecnologici che hanno avuto luogo attraverso i secoli”.

Secondo il World Heritage List dell’UNESCO, infatti, la tecnica del tappeto erboso è unica in quanto impiegata per poter essere fruita da tutte le classi economiche e per tutti i tipi di edifici, ricoprendo il ruolo di architettura vernacolare tipicamente islandese.

La storia delle Turf house

La nascita delle Turf house risale al 9° secolo e a partire da questo periodo la tendenza a ricoprire le case con un tappeto erboso diviene una vera e propria tradizione.

 Edifici con tetti verdi islandesi

 

I tetti verdi delle Turf house vengono da sempre ricoperti con un manto costituito in gran parte da torba, il cui utilizzo prende piede con i coloni nordici, con lo scopo di rendere gli edifici più accoglienti e confortevoli durante i periodi caratterizzati da una crescente rigidità del clima.

La scelta della torba non è casuale. Questo materiale, a differenza di molti altri, risultava essere decisamente più facile da trovare e assieme al legname ricavato dalle betulle, la cui presenza sul territorio islandese equivale al 30%, originava materiale da costruzione primario, utile soprattutto nelle zone più remote.

La tradizione delle Turf house risiedeva nella realizzazione di fondamenta fatte di rocce piatte a sostegno di un telaio in legno al quale era affidata la funzione di supportare il tetto pensile.

Le uniche parti lignee visibili risultavano, quindi, essere le porte, spesso decorate, e la pavimentazione qualora non fosse realizzata in pietra o terra, a seconda dello scopo dell’edificio.

Nel corso dei secoli questi edifici hanno subito molteplici cambiamenti e a partire dal XIV secolo le tradizionali costruzioni vennero abbandonate dai Vichinghi che prediligevano edifici più piccoli, collegati tra loro e dotati di una specifica funzione ciascuno.

Nel XVIII secolo si vide la nascita di un nuovo stile, detto burstabær, coincidente con la moderna versione delle case di torba, uno stile che proseguì per tutto il XX secolo fino ad arrivare alla concezione di edificio moderno realizzato in legno e rivestito in ferro ondulato, poi sostituito con l’uso del cemento armato.

Composizione delle Turf house

Le Turf house sono edifici di dimensioni limitate la cui struttura lignea veniva tamponata mediante pareti spesse realizzate principalmente con la torba, materiale che interessava anche la realizzazione della copertura.

 Case ecologiche con copertura verde

 

Nel corso dei secoli, mentre i materiali da costruzione sono rimasti fondamentalmente gli stessi, la copertura di questi edifici ha cambiato la forma del tappeto erboso per adattarsi di volta in volta al contesto mutevole.

Nonostante le Turf house siano ottime costruzioni e riescano a trasmettere un buon isolamento è necessario fare attenzione alla durata delle pareti e del manto erboso che, a seconda della composizione dei materiali, della qualità di lavorazione e dei cambiamenti climatici, può essere più o meno estesa.

Ad oggi molte Turf house non risultano essere più abitate, assumendo una mera funzione di testimonianza diretta della storia passata del luogo in cui sono ubicate, sia in modo isolato che raggruppate in veri e propri villaggi di torba.

È possibile, comunque, trovare diversi di questi edifici tradizionali con tetto verde ancora utilizzati, sottolineando un ruolo all’interno del paesaggio agrario in continua evoluzione.

Consiglia questa notizia ai tuoi amici

Commenta questa notizia

Tema Tecnico

Architettura sostenibile, Sostenibilità e Ambiente

Le ultime notizie sull’argomento