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Indice degli argomenti Toggle Che cos’è un edificio nZEBPerché è necessario andare oltre il concetto di nZEBQuali sono i criteri progettuali per gli edifici di oggi e del futuroFondamentale la valutazione del ciclo di vitaFAQ nZEBGli NZEB sono obbligatori anche per le ristrutturazioni?Quanto incide l’involucro sull’efficienza energetica?È possibile realizzare un edificio nZEB senza impianti costosi?Il fotovoltaico è sempre necessario per un nZEB?Perché oggi si parla di ciclo di vita dell’edificio? Oggi, progettare un edificio richiede di integrare competenze e conoscenze differenti al fine di ottenere immobili che assicurino il minimo dispendio energetico, ma il massimo comfort. Infatti, negli ultimi anni il concetto di efficienza energetica in edilizia ha assunto un ruolo centrale nel dibattito tecnico, normativo e ambientale. Con gli nZEB (Nearly Zero Energy Buildings), l’Europa ha fissato un nuovo standard minimo per gli edifici di nuova costruzione – e non solo. Ma un edificio nZEB non è considerato un punto di arrivo, anzi: alla luce delle sfide climatiche, dell’evoluzione tecnologica e delle nuove direttive europee recentemente entrate in vigore, progettare edifici efficienti significa andare oltre il semplice rispetto dei requisiti nZEB. Che cos’è un edificio nZEB Un nZEB è un edificio ad altissime prestazioni, il cui fabbisogno energetico risulta essere estremamente basso o quasi nullo ed è coperto in gran parte da fonti rinnovabili, preferibilmente prodotte in loco. Il nome stesso, quindi, ne racconta l’essenza. In Italia questo standard è obbligatorio per tutte le nuove costruzioni, sia pubbliche, che private. Negli ultimi 10 anni, gli nZEB sono stati una delle principali novità che possono essere considerate vere e proprie svolte, con impatto significativo sia sulla progettazione, che sulla realizzazione degli edifici. Per realizzare un nZEB si integrano strategie per l’involucro, impianti efficienti, soluzioni passive e fonti rinnovabili, dando vita ad un vero e proprio sistema in cui ogni elemento concorre al risultato finale. In pochi anni, però, si è passati dal vedere gli edifici a energia quasi zero come un importante obiettivo, ad essere solo una base di partenza. Ridurre i consumi energetici e sfruttare le rinnovabili non è più sufficiente e l’asticella si alza ulteriormente. Perché è necessario andare oltre il concetto di nZEB Lotta ai cambiamenti climatici, transizione ecologica, decarbonizzazione entro il 2050 e tutte le nuove normative che ne derivano richiedono al mercato edilizio e al mondo della progettazione di fare un ulteriore cambio di paradigma. Difatti, si parla ormai di “emergenza climatica” e la priorità non è più quella di ridurre semplicemente i consumi energetici, ma di contenere quanto possibile – fino ad eliminare – le emissioni di CO2 lungo l’intero ciclo di vita dell’edificio. La stessa EPBD, recentemente revisionata e nota come Direttiva “Case Green”, parla esplicitamente di edifici a emissioni zero e di un’edilizia neutrale, quindi decarbonizzata, entro il 2050. Può sembrare un traguardo lontano, ma si tratta di domani. Tutto ciò in un contesto culturale in cui l’uomo e il benessere sono stati riposizionati al centro, con particolare attenzione allo studio e alla progettazione degli ambienti interni, di elevatissima qualità. È chiaro, quindi, che il superamento del concetto di nZEB dipende sostanzialmente dalla necessità di rispondere a un contesto sempre più complesso, che richiede una risposta un po’ più articolata e dallo sguardo ampio. Permangono l’obbligo e la necessità di progettare edifici a energia quasi zero, ma è fondamentale approcciare la materia integrando ulteriori obiettivi. Quali sono i criteri progettuali per gli edifici di oggi e del futuro Si è parlato finora di andare oltre gli nZEB, ma cosa significa? In sostanza si tratta di adottare un approccio integrato e multidimensionale, che tenga conto di diversi aspetti, visto che l’edificio è un sistema complesso da studiare su più fronti. Il punto di partenza rimane indubbiamente quanto fatto finora per la costruzione degli nZEB, per cui i progettisti vedono nell’involucro il primo elemento chiave per un progetto riuscito. Isolamento termico avanzato, eliminazione dei ponti termici, tenuta all’aria, controllo dell’irraggiamento solare sono alla base di qualsiasi tipo di progetto contemporaneo. Proprio come avviene in un essere vivente, la pelle dell’edificio deve essere capace di regolare gli scambi con l’esterno, proteggere, ma mettere in relazione con il contesto. Si estende questo lavoro con l’applicazione delle strategie proprie della progettazione bioclimatica, basata sull’orientamento, sulla forma dell’edificio e sull’uso intelligente delle masse e delle schermature, così da ridurre i fabbisogni prima ancora di intervenire sugli impianti. Ci si sposta, poi, sulla scelta dell’ecosistema impiantistico, quindi della tecnologia responsabile del funzionamento dell’edificio, assicurando climatizzazione, illuminazione, ventilazione e alimentazione per tutto quanto avviene al suo interno. La direzione è quella del full-electric, con pompe di calore, sistemi VMC e soluzioni evolute per la regolazione e il monitoraggio. L’obiettivo, non è solo ridurre il consumo, ma eliminare l’uso dei combustibili fossili, integrando impianti e involucro in modo coerente. Proprio per questo l’energia rinnovabile non è più un’opzione, ma uno standard. Tendenzialmente si opta per il fotovoltaico, flessibile e semplice da integrare negli edifici, ma si accostano anche sistemi di accumulo, solare termico, mini e micro eolico, soluzioni geotermiche. In aggiunta, i sistemi domotici e opportunità come la nascita delle comunità energetiche, permettono una gestione dell’energia sempre più intelligente. L’edificio non è più solo un consumatore, ma un nodo attivo della rete energetica. Fondamentale la valutazione del ciclo di vita Come detto più volte, progettare edifici oggi significa andare oltre la sola progettazione di edifici energeticamente efficienti. Oltre a favorire l’indipendenza dalle fonti fossili, infatti, è importante considerare fin dalla fase progettuale l’energia e le emissioni incorporate nell’edificio. Lo studio stesso dei materiali e delle soluzioni edilizie, quindi, dipende dall’impatto ambientale che questa scelta avrà. Si opta per materiali a basso impatto ambientale e certificati, che utilizzano materiali riciclati e riciclabili, con particolare attenzione anche alla durabilità e alla loro gestione a fine vita. L’efficienza non si misura più solo in kWh/m², ma in impatto ambientale complessivo, tenendo conto delle emissioni risparmiate. Per fare ciò in modo accurato e concreto, si può applicare uno studio LCA, che prende in considerazione ogni elemento dell’edificio e ogni fase del suo ciclo di vita. In questo modo è possibile compiere le scelte progettuali in modo consapevole. FAQ nZEB Gli NZEB sono obbligatori anche per le ristrutturazioni? I criteri da applicare quando si ristruttura non sono esattamente uguali a quelli delle nuove costruzioni. Nelle ristrutturazioni si applicano in ogni caso dei requisiti minimi di prestazione, ma al momento non c’è l’obbligo di trasformare gli edifici esistenti in nZEB. Questo obbligo è in vigore dal 2021 solo per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni che prevedono demolizione e ricostruzione. Quanto incide l’involucro sull’efficienza energetica? L’involucro è fondamentale per l’efficienza energetica dell’edificio perché, se adeguatamente progettato, riduce i fabbisogni in modo significativo. Un buon isolamento e la tenuta all’aria permettono di dimensionare impianti più efficienti e ridurre le potenze necessarie. È possibile realizzare un edificio nZEB senza impianti costosi? La realizzazione di un nZEB non necessariamente richiede impianti costosi. Si parte, infatti, dalla progettazione passiva, che è molto efficace per ridurre fin dal principio il fabbisogno energetico. Tuttavia, è vero che per garantire comfort e continuità prestazionale, sono necessari impianti efficienti e ben integrati, in parte più costosi di soluzioni tradizionali. Questo investimento iniziale, però, assicura un importante risparmio nel tempo, rendendo queste soluzioni vantaggiose sul lungo periodo. Il fotovoltaico è sempre necessario per un nZEB? Nella maggior parte dei casi il fotovoltaico è necessario per realizzare un nZEB, che deve obbligatoriamente integrare dei sistemi di produzione di energia pulita. Le fonti rinnovabili sono essenziali per coprire il fabbisogno residuo e rispettare i requisiti normativi e il fotovoltaico è l’impianto più flessibile e accessibile al momento. Perché oggi si parla di ciclo di vita dell’edificio? Parlare di ciclo di vita dell’edificio è una necessità per valutare l’impatto ambientale globale, che non dipende solo dai consumi energetici in esercizio, ma anche dai materiali, dalla costruzione, dalla manutenzione e dalla dismissione finale. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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