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Climatizzazione efficiente in edilizia: presupposti necessari in abitazioni sostenibili

C’è sempre più bisogno di puntare, nel residenziale, su soluzioni impiantistiche capaci di ridurre i consumi e di elevare prestazioni, comfort e benessere. Le tecnologie di climatizzazione efficiente in edilizia possono dare il loro contributo, specie all’interno di una pianificazione progettuale attenta. Di questo si è parlato in un recente convegno organizzato da Prospecta Formazione / Infoweb

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Climatizzazione efficiente in edilizia: presupposti necessari in abitazioni sostenibili

In Italia occorre intervenire già oggi per creare le condizioni di una maggiore penetrazione di soluzioni di climatizzazione efficiente in edilizia.

Oltre alla necessità di decarbonizzare il riscaldamento, occorrerà puntare su tecnologie di raffrescamento sempre più attente a ridurre l’impatto energetico. Secondo quanto emerge dal Journal of Environmental Economics and Management, il consumo totale per raffrescamento passerà da 6,6 TWh nel 2020 a un intervallo compreso tra 12,3 e 18,2 TWh nel 2050. Non è solo una necessità legata al caldo, complice l’aumento progressivo delle temperature, ma ci sarà bisogno di riscaldare in maniera altrettanto efficiente le abitazioni. È un tema di sostenibilità ambientale ed economica, oltre che di equità, se si considera che la povertà energetica riguarda circa 5,3 milioni di italiani.

Migliorare le prestazioni degli edifici a partire dalla progettazione

Prima ancora di contare su una climatizzazione efficiente si devono migliorare le prestazioni energetiche degli edifici: questo raccomanda la EPBD, che l’Italia deve ancora recepire. La Direttiva Case Green ricorda la necessità di puntare sull’efficienza energetica e sulla crescita dell’impiego di energia da fonti rinnovabili, considerando che i due terzi dell’energia tuttora consumata per riscaldare e raffrescare gli edifici proviene ancora da combustibili fossili.

Secondo quanto riporta la stessa Direttiva, nei piani nazionali di ristrutturazione degli edifici gli Stati membri dovrebbero indicare le rispettive politiche e misure nazionali per eliminare in maniera graduale i combustibili fossili nel riscaldamento e nel raffrescamento.

Le tecnologie sono certamente importanti, ma è bene partire da un’attenta progettazione, dei nuovi edifici, ma anche degli interventi di ristrutturazione edilizia sul patrimonio esistente.

I relatori del convegno Climatizzazione invernale ed estiva efficiente e sostenibile: la tecnologia garantisce prestazioni e comfort”, organizzato da Prospecta Formazione – Infoweb
I relatori del convegno

Quanto incida la progettazione, la pianificazione nel migliorare le condizioni anche climatiche, in termini di efficienza e di sostenibilità lo ha chiarito Mauro Rivolta, architetto titolare dello studio Ecoarch durante il convegno “Climatizzazione invernale ed estiva efficiente e sostenibile: la tecnologia garantisce prestazioni e comfort”, organizzato da Prospecta Formazione – Infoweb.

Si tratta di «una premessa fondamentale, il primo passo che l’architetto può mettere a disposizione con la propria competenza dal punto di vista della sostenibilità. Un edificio, se ben progettato dal punto di vista architettonico, considerando gli elementi della bioclimatica».

Mauro Rivolta, architetto titolare dello studio Ecoarch al convegno sulla climatizzazione efficiente organizzato da Prospecta - Infoweb

Dell’attenzione all’insieme fa parte integrante l‘involucro: «più si investe nella qualità isolante e nei materiali più si riduce il fabbisogno energetico», riducendo al minimo i consumi. La pianificazione architettonica, quindi, è decisiva per efficienza, sostenibilità e benessere, riducendo il fabbisogno energetico e semplificando l’apporto degli impianti.

Climatizzazione efficiente in edilizia e qualità degli ambienti interni

Resta però centrale la questione impiantistica di garantire una climatizzazione efficiente in edilizia. Sul tema è intervenuta Clara Peretti, ingegnere, libera professionista e Consulente presso Provincia autonoma di Bolzano, portando una visione operativa sull’interpretazione e l’applicazione della nuova EPBD nel contesto italiano.

lara Peretti, ingegnere, libera professionista al convegno sulla climatizzazione efficiente organizzato da Prospecta - Infoweb

In particolare, ha offerto una lettura ‘impiantistica’ della Direttiva, da cui si possono individuare sia le tecnologie pienamente compatibili con i suoi obiettivi sia quelle non più allineate al percorso di decarbonizzazione. Alla prima categoria appartengono i sistemi radianti idronici a bassa temperatura, le pompe di calore, la ventilazione meccanica controllata con recupero, solare termico e fotovoltaico, il teleriscaldamento efficiente, sistemi di automazione e controllo. Della seconda categoria fanno parte le caldaie stand-alone alimentate a combustibili fossili, i sistemi radianti elettrici a effetto Joule come unica fonte di riscaldamento, le biomasse stand-alone in contesti vincolati dalla qualità dell’aria.

La stessa esperta ha posto enfasi sulla qualità degli ambienti interni, su cui EPBD insiste fin dal passato, rilevando che già nel 2003 la qualità dell’ambiente interno era considerato tra i parametri essenziali nel calcolo del rendimento energetico degli edifici. L’attenzione alla qualità dell’aria, della salute e del benessere è rimasta una costante anche nelle varie versioni.

E se la legislazione vigente si focalizza sul risparmio energetico degli edifici, sia nuovi che da riqualificare, la Direttiva Case Green «integra tale obiettivo con la qualità degli ambienti interni».

Da qui l’importanza di un suo recepimento, su cui si è dichiarata profondamente ottimista.

«Il ritardo è dovuto alla necessità di capire quale strategia di finanziamento possiamo mettere in atto nel valorizzare anche le esperienze pregresse, in primis il Superbonus», ha rilevato Peretti. Sotto il profilo delle strategie anche a livello nazionale è in fase di discussione. «Dal mio punto di vista, oltre che contare su tecnologie efficienti, spero che venga fatto uno sforzo aggiuntivo nel scegliere tecnologie locali».

Il ruolo delle pompe di calore

Tra le tecnologie su cui contare per una climatizzazione efficiente in edilizia, le pompe di calore rivestono un’importanza considerevole. Oltre a essere più efficienti delle caldaie a gas, contando anche sulla possibilità non solo di provvedere al riscaldamento, ma anche al raffrescamento, le pompe di calore sono un fattore premiante anche dal punto di vista economico e occupazionale. Il 60-70% delle pompe di calore vendute in Europa è prodotto a livello nazionale.

Raniero Trinchieri, ricercatore Enea, al convegno sulla climatizzazione efficiente organizzato da Prospecta - Infoweb

La Direttiva EPBD IV «promuove le pompe di calore come tecnologia chiave per la decarbonizzazione del settore del riscaldamento degli edifici», ma anche come »principali soluzioni per l’elettrificazione del riscaldamento degli edifici e per l’efficientamento energetico degli edifici», hanno ricordato Raniero Trinchieri e Maurizio Pieve, ricercatori ENEA.

Gli stessi hanno portato evidenze scientifiche sul fatto che questa tecnologia consente sempre un risparmio consistente in termini energetici. Inoltre, la pompa di calore può assumere diverse configurazioni tecniche in base alle sorgenti termiche impiegate e all’abbinamento con altre tecnologie, come i sistemi di accumulo, il fotovoltaico, i sistemi avanzati di regolazione e gestione.

PdC elettriche e geotermiche: i pregi per efficienza e sostenibilità

Il potenziale di efficientamento delle pompe di calore può essere accresciuto dall’integrazione con altre tecnologie, richiedendo un accurato dimensionamento. L’incremento di complessità richiede competenze avanzate riguardanti numerosi aspetti tecnici.

Per questo, «si rendono necessarie iniziative di reskilling per la formazione degli installatori e dei progettisti specializzati», hanno spiegato Pieve e Trinchieri. A tale proposito i due hanno ricordato che ENEA, insieme a EURAC Research, Assoclima, AICARR e Centro Studi Galileo hanno avviato il Centro di Competenza sulle pompe di calore elettriche, che vede entrambi attivamente coinvolti. Obiettivo del Centro è diffondere la cultura tecnologica, offrendo formazione, supporto normativo e informazioni agli utenti e ai professionisti del settore (installatori e progettisti).

Raniero Trinchieri, ricercatore Enea, al convegno sulla climatizzazione efficiente organizzato da Prospecta - Infoweb

Per garantire una climatizzazione efficiente in edilizia vanno ricordate anche le pompe di calore geotermiche, «soluzioni impiantistiche applicabili nel contesto dell’edilizia residenziale e industriale», ha affermato Eugenio Andorno, ingegnere attivo in Geonovis, realtà specializzata in soluzioni geotermiche. Lo stesso ha messo in luce le varie proprietà di questa tecnologia il cui unico limite è rappresentato dall’investimento iniziale necessario per la sua installazione e realizzazione. Servirebbero incentivi fiscali a supporto di impianti come questi, capaci di contribuire al raggiungimento dei target fissati al 2030 e al 2050.

Progettazione e impianti uniti su comfort, efficienza e benessere: l’esempio H.O.M.E

Conciliare progettazione, che contempli pianificazione, scelta dei materiali, attenzione alla sostenibilità, e la giusta tecnologia capace di garantire una climatizzazione efficiente in edilizia sono componenti essenziali della visione che ha originato e caratterizzato il progetto ed ecosistema H.O.M.E. visto a KEY 2026, progetto pionieristico coordinato e presentato dall’architetto e divulgatore Gianni Terenzi. In H.O.M.E. «l’idea di un abitare efficiente, salubre e circolare si è tradotta in alcuni principi operativi: salubrità degli ambienti; ottimizzazione delle risorse; misurabilità delle prestazioni; efficienza energetica».

ecosistema H.O.M.E. visto a KEY 2026

La qualità dell’abitare «non è quindi legata solo alla riduzione dei consumi, ma all’equilibrio tra comfort indoor, qualità dell’aria, materiali utilizzati» e capacità di monitorare nel tempo il comportamento energetico dell’edificio.

Da questa ideale alchimia si può elevare l’efficienza energetica in edilizia, combinando salubrità, comfort e benessere.

Per questo lavora anche la ricerca. È esemplare, in tal senso, quanto messo a punto dalla startup italiana RapCO2, illustrato dal fondatore e CTO, Cristian Torri, professore di chimica dell’Università di Bologna. La soluzione su cui si sono concentrati punta alla qualità dell’aria indoor attraverso la cattura della CO2, abbinando le proprietà tipiche di una foresta e compattandola in una soluzione tecnologica che è parte di un sistema – sviluppato dalla stessa startup – che intende impiegare la stessa anidride carbonica catturata per creare composti green utili sia per prodotti chimici per l’industria, sia per realizzare e-Fuel per il settore navale e del trasporto pesante. L’idea è già avanzata e la roadmap fissata dallo stesso team è di arrivare a tradurre a livello commerciale/industriale le soluzioni per la fine del 2027.

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