Costruzioni in terra cruda: una scelta sostenibile

L’argilla è un materiale utilizzato da sempre nel mondo delle costruzioni, ma oggi, grazie alla diffusione della bioedilizia, è tornato ad attirare molta attenzione. Si tratta di un materiale naturale e performante, generalmente utilizzato per la costruzione con le tecniche dell’Adobe e del Pisé. Ecco vantaggi e fragilità della terra cruda, un materiale che potrebbe rappresentare una valida soluzione al raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda 2030. È tornata in primo piano alla Cop26 di Glasgow, ma sono molti i progettisti che la amano e realizzano disegni in funzione di questo materiale sostenibile e biocompatibile. Ciò che conta è rispettare le risorse locali e non importare la materia prima. Alcuni esempi di case in terra cruda

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Costruire in terra cruda, Moschea di Djenné
Moschea di Djenné, il più grande edificio realizzato in Adobe

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L’utilizzo della terra nel mondo delle costruzioni ha origini molto antiche. Si tratta di un materiale naturale, ottimo per costruire e facilmente reperibile a bassi costi.

Con terra cruda, si intende terra argillosa, non cotta, utilizzata in edilizia. È possibile fare una distinzione tra argilla grassa e argilla magra, la prima molto plastica e con proprietà leganti, la seconda con un maggior contenuto di sabbia.

La terra che viene utilizzata si trova al di sotto del primo strato superficiale di terreno e contiene argilla, sabbia, ghiaia e limo, il risultato della disgregazione delle rocce che ha ottime proprietà leganti. Il colore di questa terra dipende dalla sua provenienza e offre informazioni sul tipo di materiale estratto.

Esistono diverse tecniche costruttive e la terra cruda permette di ottenere risultati soddisfacenti, lasciando libera espressione in termini di forme e dimensioni. Qualsiasi soluzione si scelga, l’argilla viene sempre fatta stagionare per un certo tempo e, a seconda dei casi, può essere impastata con altri materiali, come sabbia e paglia.

Ladiri terra cruda
Muratura in Ladiri, la tecnica tradizionale sarda per le costruzioni in terra cruda

La terra cruda oggi è tornata a richiamare attenzioni grazie allo sviluppo del filone architettonico legato ad ecologia e sostenibilità, in quanto è un ottimo materiale per le costruzioni in bioedilizia.

Tra le più recenti innovazioni che utilizzano i sistemi di costruzione in terra cruda c’è il progetto TECLA, una sorprendente architettura a base circolare firmata da Mario Cucinella Architects e WASP che per adesso è solo un prototipo stampato in 3D (si può vedere a Massa Lombarda, in provincia di Ravenna), ma che, se le innumerevoli ricadute a favore dello sviluppo sostenibile verranno davvero colte, potrebbe diventare una delle realtà abitative del futuro.

Casa in 3D Tecla
Casa in 3D Tecla

Alla Cop26 di Glasgow l’opera è stata il veicolo di una riflessione da parte del suo autore, l’architetto Mario Cucinella che non crede nella definizione di “architetto ecologista” ma è a favore di un diverso approccio all’architettura e di un nuovo modo di concepire le abitazioni, specialmente quelle di periferia.

Terra cruda, le principali caratteristiche

La terra cruda è innanzitutto un materiale naturale e biocompatibile. Il suo impatto sull’ambiente è minimo, in quanto è una risorsa abbondante, non viene successivamente lavorata con sostanze chimiche o con procedimenti che producono scarti inquinanti e, infine, al termine del suo ciclo di vita può essere restituito alla natura senza particolari trattamenti. Le case in terra cruda, quindi, sono completamente naturali.

Oltre alla sostenibilità, le costruzioni in terra cruda possiedono altre interessanti caratteristiche, quali la considerevole massa e, di conseguenza, l’inerzia termica.

I muri, generalmente spessi circa mezzo metro, hanno ottime capacità di accumulo termico e sono in grado di trattenere l’umidità presente nell’aria. Sia il calore, che l’umidità vengono rilasciati nell’ambiente solo quando necessario.

Anche le proprietà fonoisolanti sono buone, grazie anche alla porosità dell’argilla. Positiva anche la resistenza al fuoco.

Da un punto di vista costruttivo, i muri in terra cruda hanno una buona resistenza e ottime capacità strutturali, oltre al fatto che l’argilla è un materiale plasmabile, duttile e particolarmente legante. Queste proprietà la rendono adatta a costruzioni di diverse forme e dimensioni.case in terra crudaTra i punti di debolezza c’è sicuramente la sua sensibilità all’acqua, che potrebbe comprometterne le prestazioni e la resistenza, se non con le giuste attenzioni.

Per questo motivo è necessario valutare sempre un adeguato rivestimento, ad esempio con della calce, che protegga i muri dagli agenti atmosferici.

Per fermare l’umidità di risalita, invece, è opportuno predisporre delle barriere orizzontali. L’argilla è un materiale facilmente plasmabile, versatile, che richiede poco spreco di energia in fase di lavorazione.

Il progettista austriaco Martin Rauch (Lehm Ton Erde) dopo aver lavorato molti mesi in Africa e aver osservato da vicino le tecniche di costruzione primitive ha sposato la terra cruda per i suoi lavori più significativi. Quindi utilizza la tecnica Pisé per erigere mura non stuccate, “a strati”, in cui la struttura pura, il colore e la texture del materiale rimangono inalterati nel processo di compressione.

Un’abitazione privata realizzata in terra cruda con tecnica Pisé.
Lehm Ton Erde – Haus Rauch – Un’abitazione privata realizzata con tecnica Pisé.

Un’abitazione privata realizzata in terra cruda con tecnica Pisé.

Nella nuova sede di Alnatura Campus a Darmstadt, in Germania, sono state immaginate facciate innovative che alternano finestre verticali a tutta altezza a sezioni di massicce pareti in adobe.

Nuova sede del gruppo Alnatura con facciata in terra cruda
La nuova sede del gruppo Alnatura (specializzato in alimenti biologici) è un grande edificio per uffici con la facciata in argilla e ha vinto il German Sustainability Award 2020. Le facciate nord e sud sono composte da elementi in pisé autoportanti alti 12 m. La climatizzazione interna e le prestazioni acustiche sfruttano le superfici porose delle pareti e gli elementi in legno del soffitto. Oltre alla nuova sede aziendale, il Campus Alnatura comprende un asilo nido pubblico, il ristorante biologico vegetariano Tibits e numerosi orti scolastici.
Nuova sede del gruppo Alnatura con facciata in terra cruda
Photocredit: ©Roland Halbe

Le pareti in adobe, composte di blocchi di terra di 3,5×1 m ciascuno e peso di 4,5 tonnellate, formano sedici conci autoportanti alti 12 m e spessi 69 cm, che inglobano un’anima isolante, un aggregato di vetro multicellulare proveniente da raccolta differenziata. Per arginare l’erosione superficiale del terreno, ogni 30-60 cm vengono inserite nella massa delle barriere orizzontali in argilla e calcare.

Una grande innovazione in questo progetto è la presenza di un sistema di riscaldamento a parete, per la prima volta integrato in un muro di terra a secco. Scale e passerelle dalle linee curve collegano i diversi livelli dello spazio interno. La temperatura interna e il livello di umidità sono perfettamente regolate dalle pareti porose, senza bisogno di raffreddamento meccanico.

Tecniche di costruzione

Si può costruire con i mattoni in terra cruda, la cosiddetta tecnica dell’Adobe, utilizzando quindi mattoni sia industriali, sia ottenuti artigianalmente pressando l’argilla all’interno di telai dalla forma rettangolare e lasciandoli essiccare.

Quando realizzati artigianalmente, si utilizzano piccole casseforme delle dimensioni dei mattoni, in cui si comprime l’impasto per poi farlo essiccare al sole.

In ogni caso, sono mattoni crudi, composti da un impasto di argilla, sabbia e talvolta una piccola percentuale di paglia. In base al contenuto di sabbia e alla leggerezza del mattone, i blocchi possono essere utilizzati per realizzare pareti portanti o di tamponamento.

I mattoni sono tra loro legati grazie all’uso di malta, che può essere a sua volta in argilla oppure di calce.

In alternativa si può utilizzare la tecnica del Pisé, componendo moduli di terra cruda pressata in apposite casseforme. Con il Pisé è possibile realizzare sia murature portanti, che di tamponamento e si utilizza generalmente argilla magra.

Dopo la stagionatura, l’impasto di terra cruda per il Pisé prevede generalmente l’aggiunta di paglia. Il composto viene poi versato nelle casseforme, dove ogni strato – di massimo 15 cm – viene battuto, a mano o meccanicamente.

Nei nodi tecnologici in cui è necessario armare la struttura, ad esempio in corrispondenza delle aperture, è possibile utilizzare dei listelli di legno.

Non possiamo dire che una sia migliore dell’altra, dipende dalle caratteristiche della terra e quindi dal contesto geografico in cui operiamo: una terra grassa e sabbiosa è preferibile per la realizzazione dei mattoni, mentre una consistenza più magra e ghiaiosa è indicata per il Pisé. Se la terra ha una percentuale di argilla superiore al 50%, è consigliabile integrarla con altri materiali quali sabbia o paglia.

Un’altra tecnica, oggi meno utilizzata, è il Bauge, che prevede l’uso di una miscela in terra e paglia lavorata in loco senza casseformi, per poi definire e lisciare le murature con delle vanghe.

Il Torchis è un composto di argilla e fibre naturali, tra cui la paglia, adatto al tamponamento di pareti a graticcio o al riempimento di strutture in legno.

In generale è indicato realizzare le muratura in terra cruda partendo da una base in pietra di alcune decine di centimetri.

Il parere dell’esperto: intervista all’architetto Pietro Andres Melloni di PS:Studio

Qual è la tecnica più vantaggiosa per realizzare abitazioni in terra cruda? 

Dipende moltissimo dal luogo in cui ci trova. L’architettura è stata per millenni fortemente legata ai materiali reperibili in loco, poi il processo industriale ha standardizzato tutto. Si parte sempre da un’analisi del terreno e del clima locale per scegliere il metodo più adatto.

Certo ci sono metodi più universalmente validi, come i mattoni pressati crudi o le murature monolitiche in terrapaglia, ed altri più specifici e complessi da realizzare come il Pisé o il Bauge.

Quali sono i principali fattori di rischio e come secondo lei si possono superare in questo tipo di architettura?

Tutti i problemi posso essere risolti coinvolgendo sin da subito il materiale costruttivo nel progetto, rendendolo un progetto incentrato sull’utilizzo della terra. Questo risolve i problemi costruttivi, ma restano tutti quelli burocratici e normativi, che in Italia non sono pochi.

Quali sono i vantaggi di questa tecnica? 

Ogni edificio nuovo lascia un’impronta ecologica gravissima.

Noi umani ricchi abbiamo il vizio di costruirci degli alloggi confortevoli, spesso usati solo alcuni mesi all’anno, e per farlo inquiniamo tantissimo.

Costruire in terra ci permette di minimizzare questo impatto negativo e di creare uno spazio abitativo molto salubre e piacevole.

Quali sono i costi dell’edilizia in terra cruda, possiamo dare una cifra anche molto approssimativa al mq?

Impossibile rispondere, troppe variabili: luogo, metodo, tipologia, dimensione, manodopera. I costi sono molto simili a quelli delle altre tecniche sostenibili.

Vi sono territori in cui queste costruzioni sono più indicate?

Certo. Dove si trovi della buona terra contenente una parte di argilla.

A New York, per intenderci, devi scavare sotto alla strada, sotto ai garage, sotto alla metropolitana, sotto alle fognature: non è un luogo ideoneo. In Europa è quasi ovunque adatto. Ogni regione ha la sua tecnica. La peggior assurdità per la terra è importarla, trasferirla, metterla in sacchi e spedirla su camion attraverso le autostrade, questo va assolutamente evitato.

Più architetti, committenti, giornalisti, professori parleranno scriveranno e costruiranno in terra e più questa tecnica potrà tornare valida e concorrenziale. Finché, pochi la utilizzano realmente, non sarà mai facile, perché si dovrà sempre ricominciare da zero.

* Architetto Pietro Andres Melloni di PS:Studio


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