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Il fotovoltaico integrato come componente edilizio

Un’opportunità di innovazione fra tecnologia e architettura. Il passaggio dei sistemi fotovoltaici da elemento tecnico per la produzione energetica a componente edilizio

1. Involucro edilizio oggi: innovazione tecnologica e sostenibilità[1] 

«… tra disciplina e libertà, memoria e invenzione, tra natura e tecnologia»[2]. E’ forse da qualche tempo iniziata una nuova era del costruire. La «machine à habiter» e, più in generale, l'architettura tenta oggi di ritrovare quella sensibilità, quel senso di appartenenza e quell'intimo rapporto con le risorse e con i luoghi che, in passato, hanno sempre caratterizzato l’evoluzione del costruire. L'involucro edilizio contemporaneo, oggetto di profondi mutamenti metaforici e prestazionali, è ormai passato dal sistema scatolare costituito dagli elementi di fabbrica tradizionali, ad un evoluto organismo tecnologico sempre più intelligente, adattivo ed efficiente. La riflessione intorno a nuovi paradigmi e strategie operative circa la questione ambientale costituisce oggi uno dei fattori decisivi per l’innovazione in architettura, chiamando in causa inedite dimensioni concettuali e conoscitive del progetto sostenibile: dall’introduzione della variabile tempo (ciclo di vita, durata, temporaneità, reversibilità, adattività), all’integrazione di prescrizioni normative e di qualità sempre più specifiche (LCA, certificazioni energetiche, certificazioni ambientali, di prodotto … ) fino alla necessità di orientarsi criticamente all’interno di una serie di materiali, tecniche e tecnologie innovative rese disponibili all’interno del processo edilizio. Riguardo al problema del contenimento dei consumi energetici, i sistemi per lo sfruttamento delle energie rinnovabili offrono ormai la concreta opportunità di compiere quel salto di qualità, oggi già messo in atto in diversi edifici pionieristici, fatto di costruzioni a consumo zero o, addirittura, plus-energy che grazie ad una evoluta sintesi fra involucro ed impianti saranno auto-produttori di energia e avranno nella natura l’unico fornitore. A volte tuttavia, pur di fronte ai tangibili segni di questa rivoluzione, la progettualità a scala diffusa è ancora frenata dalla complessità del settore, a volte distratto da slogan e condizionato dalle logiche di profitto. Il progetto e la ricerca invece necessitano più che mai di portare avanti, con consapevolezza critica e competenza scientifica, quel percorso di riflessione interdisciplinare intrapreso, tanto nel processo ideativo, quanto nei nuovi paradigmi concettuali, estetico-morfologici e tecnico-costruttivi dell’organismo edilizio.

 

2. BIPV, integrazione del fotovoltaico nell’edificioUna sfida al confine fra tecnica e architettura

I temi dell'efficienza energetica e, più in generale, dell'eco-sostenibilità costituiscono oggi degli irrinunciabili paradigmi di qualità del costruire. In un settore edilizio europeo che divora il 40% dei consumi finali di energia, la messa in atto di una politica di eco-compatibilità non può prescindere dal problema energetico. La strategia generale, in tale ambito, è comunemente oggi basata su due approcci complementari ed indispensabili: la riduzione della domanda energetica, ossia la strategia di risparmio, della razionalizzazione e dell’efficienza degli usi finali e l’autoproduzione di energia pulita attraverso l’impiego delle fonti rinnovabili. In questa ricerca di modelli “zero emission” si è affermata, ormai da diverso tempo, l’elevata potenzialità del fotovoltaico, come è evidente dal trend di crescita esponenziale del settore negli ultimi anni e dalle numerose politiche nei diversi paesi. Affinché l’innovazione del costruire possa procedere al passo della rapida innovazione tecnologica di base in questo settore, è essenziale portare avanti un parallelo processo di trasferimento tecnologico nel campo della costruzione e della tecnologia edilizia, con una progressiva spinta all’innovazione dell’involucro e dei suoi requisiti tecnologici e progettuali.

Nel corrente impiego del fotovoltaico in edilizia è invece ancora spesso necessario parlare di "applicazione" più che di "integrazione”. In molti casi infatti i “pannelli solari”, sovrapposti all'involucro o applicati indipendentemente da esso, non svolgono alcun requisito tecnologico previsto per gli elementi di fabbrica edilizi ma, nei migliori casi, si adattano esclusivamente alla configurazione dell'edificio secondo alcune prassi di installazioni-tipo diffuse sul mercato. Dunque non risulta ancora avvenuto, in tali casi, il passaggio da elemento tecnico per la mera produzione energetica a componente edilizio (sia in termini funzionali che progettuali). Meno ricorrenti sono i casi in cui i sistemi fotovoltaici risultano realmente integrati nell'organismo edilizio svolgendo cioè, oltre a quelle strettamente energetiche, anche talune o tutte le funzioni riferibili agli elementi di fabbrica dell’edificio. In tale ambito applicativo, di seguito definito come BIPV (Building Integrated Photovoltaics), la produzione industriale rende oggi già disponibili numerosi sistemi che tendono verso tale concetto d’integrazione. Questo avviene attraverso un duplice approccio: da un lato perfezionando i sistemi di connessione/integrazione dei pannelli solari convenzionali all’interno degli strati funzionali dell’involucro edilizio tradizionale (coperture e facciate); dall’altro spingendo la ricerca verso sistemi integrati polivalenti nei quali il fotovoltaico è ripensato all'interno di un elemento costruttivo base (tegole solari, guaine fotovoltaiche...), di un elemento costruttivo funzionale (lastre di copertura, finestre energetiche… ) o di un innovativo elemento di fabbrica (facciate o coperture multiperformanti). È in questa ricerca di sintesi dei requisiti energetici con quelli architettonici e tecnologico-edilizi che si disegna il quadro del trasferimento tecnologico, o meglio, dell’innovazione edilizia connessa al fotovoltaico nell'ambito della quale è incentrata la ricerca in corso.

 

L’acronimo BIPV, ormai noto all’interno del settore delle costruzioni e delle energie rinnovabili, si riferisce a sistemi solari fotovoltaici che, oltre alla funzione di produrre elettricità, assumono il ruolo di elemento da costruzione. Con questo ruolo di elemento edilizio, un sistema BIPV diviene un componente parte dell’involucro dell'edificio (come rivestimento di facciata o di copertura), un dispositivo di protezione solare o un elemento architettonico “accessorio” necessario al buon funzionamento dell’organismo costruito. La definizione esclude quindi gli impianti “indipendenti” o “sovrapposti” all’edificio, semplicemente appoggiati o fissati a coperture esistenti che non assumono altra funzione oltre alla produzione di elettricità. E’ evidente come il concetto di BIPV coinvolga due aspetti complementari: la multifunzionalità del componente solare, in termini costruttivo-funzionali, e l’aspetto dell’integrazione architettonica, ossia della qualità dell’impianto ai fini della caratterizzazione linguistica e figurativa dell’organismo edilizio. Una progressiva attenzione al BIPV sta ormai interessando il settore e una crescente riflessione è attesa nei prossimi anni alla luce delle diverse strategie energetiche ormai vigenti su scala internazionale ed europea (Direttiva CE 31/2010 sui nearly-Zero Energy Buildings) e nazionale/locale (nel caso svizzero il riferimento è alla Strategia Energetica 2050, oltre che al sistema federale/cantonale di incentivazione sugli impianti integrati). Il ruolo del fotovoltaico, dunque, sta progressivamente entrando a far parte dei “fundamentals” dell’architettura contemporanea, al pari degli altri materiali da costruzione, ed esige una crescente capacità di sintesi interdisciplinare fra gli aspetti energetici, architettonici e tecnologici della costruzione all’interno dello scenario del progetto sostenibile. Numerose realizzazioni su scala globale dimostrano la possibilità di coniugare produzione energetica e elevata qualità architettonica, con una totale integrazione del fotovoltaico all’interno dei componenti e dei sistemi edilizi, dal punto di vista sia funzionale che costruttivo. La ricerca sull’ottimizzazione di questa “convivenza” tra fotovoltaico e organismo edilizio è tuttavia ancora aperta a ulteriori scenari di innovazione, dal design agli aspetti tecnologici, normativi energetici ed economici, rispetto ai quali una sinergica collaborazione fra progetto, ricerca e industria sembra essere la via più proficua per sostenere la sfida.

 

3. Il ruolo del centro di competenza sul fotovoltaico integrato della SUPSI[3]

In tale ambito opera dal 2005 il Centro Svizzero di Competenza sul BIPV, creato in seno all'Istituto di Sostenibilità applicata all'Ambiente Costruito (ISAAC) della SUPSI (Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana). Il suo scopo è di combinare le competenze in chiave interdisciplinare e creare sinergie tra architetti, esperti della costruzione e specialisti del settore fotovoltaico. La ricerca applicata, la consulenza e la formazione sono i tre pilastri sui quali si basano le attività del team. Il sito www.bipv.ch è la piattaforma di comunicazione, gestita in collaborazione con l’Ufficio Federale dell’Energia e Svizzera Energia, all’interno del quale si possono trovare le informazioni essenziali riguardo l'integrazione della tecnologia fotovoltaica negli edifici oltre ad ampie banche dati dei principali prodotti BIPV presenti sul mercato e degli esempi più famosi realizzati sia in Svizzera che all'estero. Il sito è tra le più note piattaforme web sul BIPV, riconosciuta a livello internazionale, ed è pensato oltre che come un mezzo divulgativo, anche come un sistema aperto all’interazione con architetti, produttori, utenti e altri soggetti della filiera reale, che hanno la possibilità di aggiungere loro referenze all’interno delle banche-dati e di mettersi in contatto con i responsabili del gruppo per la condivisione delle proprie esperienze, la richiesta di informazioni e di un eventuale supporto. Il gruppo BIPV della SUPSI è coinvolto in diversi progetti europei e federali sul BIPV, con attività che spaziano dallo sviluppo tecnologico di sistemi costruttivi innovativi per l’involucro edilizio, allo sviluppo di piattaforme software per il BIPV, alla definizione di nuove procedure per la qualificazione, il test e il monitoraggio indoor/outdoor di sistemi integrati. Il team è inoltre in prima linea nella campagna di comunicazione e sensibilizzazione a livello federale sull’integrazione di sistemi solari in architettura ed è attivo all’interno di diversi Task dell’Agenzia Internazionale dell’Energia e di alcune commissioni tecniche di normazione.

 

Il fotovoltaico diviene la nuova “veste” dell’involucro edilizio,  elemento architettonico e tecnologico con cui l’intervento di recupero diviene l’occasione per ri-conferire una nuova immagine all’edificio oltre che a rendere operativa una potenza elettrica di oltre 50 kWp su tutte le 4 facciate, compresi balconi. Palazzo Positivo a Chiasso, Gasser AG (foto: SUPSI) 

 

4. Un esempio di innovazione di prodotto e di processo nel progetto europeo Construct PV[4]

Nel contesto sopra delineato, si inquadra anche la partecipazione al progetto europeo Construct-PV. Il progetto di ricerca, iniziato nel 2013 nell’ambito del VII Programma Quadro dell’Unione Europea per la ricerca e lo sviluppo tecnologico e con una durata di 4 anni, ha l’obiettivo di sviluppare e dimostrare l’uso di sistemi fotovoltaici integrati (BIPV) per le superfici opache dell’involucro edilizio, come riassunto nell’acronimo, contraddistinti da caratteristiche personalizzabili, efficienti e a basso costo. Il progetto, che durerà fino al 2017, coinvolge diversi partner leader nei settori dell’energia, della ricerca e della costruzione. La SUPSI con il suo Centro di Competenza sul BIPV, è fra i partner coinvolti e partecipa attivamente alle diverse attività del progetto finalizzate a definire un approccio innovativo e integrato dalla scala dell’elemento costruttivo all’intero processo della catena di valore. Le tematiche oggetto della ricerca e i risultati saranno presentati attraverso installazioni dimostrative, alcune delle quali presso il Campus Trevano della SUPSI a Canobbio, installazioni su edifici reali in Europa ed eventi aperti al pubblico su scala nazionale ed internazionale. 

 

Stand dimostrativi per sistemi BIPV di copertura installati presso il Campus Trevano della SUPSI sviluppati all’interno del progetto Construct-PV (foto: SUPSI)


Fra gli obiettivi del progetto vi è quello di sviluppare sistemi costruttivi per copertura e facciata caratterizzati, al contempo, dal requisito della multifunzionalità (funzione di produzione energetica e di rivestimento edilizio), dall’integrazione delle più promettenti tecnologie sia a scala di cella solare che di modulo, e da una spiccata attrattività sia per il mercato edilizio che fotovoltaico. Il soddisfacimento integrato dei requisiti di personalizzazione del componente (flessibilità produttiva che offrirà all’architetto diverse alternative in fase di design), di alta efficienza energetica (elevata produzione) e di costo sostenibile, si prefigge dunque di superare alcune delle barriere usualmente imputate al BIPV (appunto la “omologazione” architettonica e funzionale dei componenti ed i costi elevati) e di rappresentare uno dei punti di forza del progetto. Fra le tecnologie del progetto, il partner Meyer Burger è responsabile sia della produzione di moduli personalizzabili basati sulla tecnologia di cella ad etero-giunzione che di un sistema innovativo di connessione per le celle solari. La tecnologia di cella ad eterogiunzione (HJT) combina le caratteristiche del silicio amorfo con quelle del silicio cristallino per realizzare celle con efficienza superiore al 22%. Il sistema di connessione delle celle solari denominato SmartWire Connection Technology (SWCT), invece, sostituisce ai tradizionali connettori (ribbons, busbars) un foglio con una matrice di numerosi contatti molto sottili, che garantisce un miglioramento in termini di efficienza e la riduzione degli effetti negativi dovuti a possibili micro-rotture o piccoli ombreggiamenti. Il Fraunhofer ISE di Freiburg i.Br. propone invece l’uso di una tecnologia di cella denominata Metal Wrap Through (MWT) che, a differenza di celle standard, risultano interconnesse sul retro tramite fogli conduttivi, riducendo l’ombreggiamento sul fronte anteriore e migliorando l’efficienza. Questa tecnologia offre anche la possibilità di disporre le celle in modo non uniforme sul pannello. Passando alla scala del componente edilizio BIPV, in giugno 2015 un primo prototipo funzionante di tegola solare fotovoltaica, realizzato con celle cristalline HJT e SWCT disposte all’interno di un laminato vetro-vetro incollato su base bituminosa, è stato messo a punto da Tegola Canadese e Meyer Burger con il supporto della SUPSI. Tale particolarità consente una semplice posa in opera tramite un sistema di chiodatura a secco su un supporto continuo della copertura e la possibilità di tagliare in opera il supporto per adeguarlo ad eventuali particolari situazioni. Oltre alla scala “di prodotto”, altro obiettivo del progetto è la ricerca di una innovazione “di processo” incentrata sull’approccio integrato che coinvolge la filiera produttiva, la progettazione e la costruzione. L’intero progetto, in tal senso, si fonda sull’introduzione del Building Information Modeling (BIM) come metodologia di gestione avanzata, ottimizzata e condivisa del processo edilizio. SUPSI si è occupata, in questo ambito, dello sviluppo di strumenti e oggetti software basati sulla tecnologia BIM per il progetto di componenti BIPV personalizzati.

 

Nell’ambito della parte dimostrativa del progetto, alcuni stand dimostrativi a piccola scala per i sistemi di copertura sono stati installati in agosto 2015 presso il campus della SUPSI a Trevano e la sede di Tegola Canadese in Italia. Queste costruzioni, sviluppate in collaborazione con gli architetti olandesi di UNStudio e l’industria svizzera Meyer Burger, mostreranno le diverse possibilità in termini di design/produzione/installazione dei sistemi costruttivi sviluppati oltre alle potenzialità dal punto di vista architettonico e tecnologico/costruttivo per l’involucro edilizio. Le performance energetiche saranno monitorate e confrontate con altri sistemi esistenti.

Una estesa presentazione del progetto Construct PV si è tenuta dal 03 al 05 Novembre 2015, durante l’Energy Forum on Advanced Building Skins che si è tenuto a Berna, con la partecipazione di persone provenienti da oltre 50 paesi. L’evento, alla sua decima edizione, ha fra i principali obiettivi quello di contribuire ad un approccio multidisciplinare fra architetti, ingegneri, ricercatori, produttori e industria edilizia con il fine di proporre soluzioni innovative e competitive per ridurre i consumi energetici negli edifici e di produrre energia rinnovabile. All’interno di questo evento ha avuto luogo la sessione speciale “Building Integrated Photovoltaics from design concepts to real buildings in different stakeholders, organizzata dalla SUPSI e da ENEA, incentrata sul progetto di ricerca Construct-PV. Una prima parte è stata dedicata alla presentazione dei principali risultati del progetto da parte dei diversi partner e di altri esperti del settore BIPV ed edilizio. La seconda parte, invece, aperta al pubblico con una panel discussion finalizzata a identificare possibili nuovi interessi e tematiche di ricerca per i prossimi anni. Da qui ha preso anche avvio la prima tappa del tour di un prototipo itinerante del progetto Construct PV: un mock-up in scala reale dei sistemi per facciata, progettato da Un Studio e realizzato da Ed. Züblin AG. Il prototipo, costituito da un piccolo box per ufficio al quale è montato un sistema di facciata alta 6 m, è costituito da 4 principali sezioni dimostrative che riportano diversi prototipi di moduli vetrati BIPV con uno speciale design per diversi sistemi costruttivi: una facciata vetrata isolante verticale con sistema di montaggio a supporti lineari continui del tipo curtain wall (sezione 1); facciata strutturale senza ritegni meccanici del tipo Structural Sealant Glazing (sezione 2); moduli volumetrici inclinati per ottimizzare l’ombreggiamento, il potenziale solare e il controllo dell’illuminazione (sezione 3); moduli pre-assemblati unitari e autoportanti del tipo unitized curtain-wall (sezione 4).



Prototipo itinerante del progetto Construct PV: il mock-up in scala reale dei sistemi per facciata, progettato da Un Studio e realizzato da Ed. Züblin AG 


A partire dal 2016 è inoltre prevista la sperimentazione alla scala reale del progetto, con la costruzione di sistemi integrati su due edifici dimostrativi ad Atene e Stoccarda, rispettivamente la sede della National Technical University e l’edificio amministrativo Z3 di Ed. Züblin AG.

 
Render della struttura dimostrativa del progetto Construct-PV sulla copertura dell’edificio sede della National Technical University di Atene (fonte: Construct PV, UNStudio)

 

Render della struttura dimostrativa del progetto Construct-PV nella facciata dell’edificio sede della Züblin a Stoccarda (fonte: Construct PV, UNStudio)

 

5. BIPV come un’opportunità di innovazione in architettura[5]
«Un tempo, essere architetto comportava il fatto d'essere costruttore... La conoscenza dei principi costruttivi doveva essere così profonda, da consentire all'architetto quell'invenzione formale che sempre precede il fatto costruttivo in sé... Paradossalmente, è la flessibilità tecnica ciò che dà agli architetti la possibilità di dimenticare la presenza della tecnica. Oggi alle tecniche, grazie alla loro flessibilità, è consentito di scomparire... ciò rappresenta qualcosa di nuovo... Ma quando l'arbitrarietà diviene così chiaramente visibile negli edifici, l'architettura è morta… ». Così Rafael Moneo nel discorso alla Harvard University (The solitude of Buildings, 9 Marzo 1985) illustrava il paradosso insito nel contesto della disponibilità tecnologica contemporanea.

 

L'involucro edilizio è oggi il luogo materico e metaforico sul quale si concentrano l’innovazione tecnologica ed espressiva dell’architettura e della società. Sempre più la fama e la simbolicità di un edificio (o del suo progettista) sono relegate alla particolarità del suo involucro, divenuto veicolo d’immagine e riconoscibilità. L’innovazione dell’organismo costruito, insieme alla mera “causa formale”, è oggi inevitabilmente correlata all’utilizzo di strumenti tecnici innovativi, sia a livello di prodotto che di processo, grazie anche al “trasferimento tecnologico” di conoscenze provenienti da altri settori. L’aspetto cruciale dell’odierno quadro di innovazione tecnologica in architettura, può essere tuttavia forse riconosciuto nel tema della sostenibilità ambientale. In particolare, con il tema dell’integrazione degli impianti per la produzione energetica da fonti rinnovabili, un nuovo tema entra al centro del discorso architettonico, riprendendo quella variabile progettuale che ha sempre accompagnato la particolare convivenza tra tecnologia e architettura sin dagli albori dell’affermazione impiantistica alla fine dell'800. Con il trasferimento in architettura del fotovoltaico, l’organismo edilizio si trova così ad assolvere, oltre ai requisiti tradizionali, anche quello di captazione dell’energia solare, che si pone in maniera sinergica e complementare alle strategie passive di progettazione bioclimatica, delineando al tempo stesso nuovi paradigmi progettuali e innovative potenzialità agli operatori del progetto coinvolti da questa nuova sfida.

Il trasferimento tecnologico in architettura del fotovoltaico, così come è stato in passato per i nuovi materiali e gli impianti meccanici, può rileggersi attraverso quel lento e fisiologico processo di progressiva innovazione fraseologica e costruttiva dell’edificio. Durante la fase primordiale dell'innovazione, l'introduzione del "nuovo" avviene generalmente con applicazioni ricadenti all'interno di archetipi linguistici, tipologici e costruttivi già noti nella tradizione e nel repertorio costruttivo, attraverso una sorta di forzato adattamento della nuova tecnologia alla prassi e alle sue regole; diversi esempi nel settore fotovoltaico, dalla scala del prodotto a quella dell’edificio, ne sono la dimostrazione e testimoniano la progressiva evoluzione dai sistemi standard fino a diverse forme di sperimentazione del fotovoltaico nei sub-componenti dell’apparecchiatura costruttiva. A rigore, si potrebbe considerare compiuto e maturo il processo di “innovazione” nel momento in cui l’esito linguistico e la concezione costruttiva del componente, dell'elemento di fabbrica e dell'intero edificio, divengono la sintesi di requisiti innovativi e liberi da schemi archetipici. Diversi prodotti e progetti a livello internazionale dimostrano la tendenza ad un uso architettonicamente e tecnologicamente avanzato del fotovoltaico a fronte invece di un’applicazione a scala diffusa ove il concetto di integrazione è a volte stato contraddittoriamente declinato in applicazione “dissimulata” (considerandosi la presenza del fotovoltaico come un fattore negativo da attenuare e nascondere) o, peggio, forzato ad una sorta di indulgente “tolleranza” alla bassa qualità estetica subordinata al preminente imperativo impiantistico.


Ruolo e opportunità della ricerca sul BIPV (intesa sia in termini scientifici che progettuali) sembra dunque oggi quello di creare l’anello di congiunzione fra il settore energetico/fotovoltaico e quello architettonico/edilizio, non come mera unione fra discipline separate ma come vero e proprio approccio metodologico e potenziale innovativo fondato su una conoscenza interdisciplinare. Tale filosofia di integrazione, rimanda alla più ampia questione disciplinare dell’integrazione fra architettura e tecnologia e alla conseguente necessità di sintesi fra le diverse istanze come fine di ogni orizzonte operativo e valore indispensabile di un “costruire correttamente”. Una ricerca mirata a individuare, dal livello metodologico a quello più applicativo, quali sono le relazioni che s’instaurano fra le forme fraseologiche e semantiche di espressione del linguaggio, le prestazioni e i caratteri tecnologico-costruttivi dell’involucro e dell’intero organismo edilizio, attraverso la declinazione di “integrazione” in “innovazione”, sulla messa in atto di un reale “approccio unitario” e sull’ambizione di ri-conferire all’aspetto tecnico in architettura la propria autenticità semantica ed etimologica insita nel concetto di téchne.

 

Contatti:
Dr. Pierluigi Bonomo, pierluigi.bonomo@supsi.ch
Dr. Francesco Frontini, francesco.frontini@supsi.ch
Scuola Unitaria Professionale della Svizzera Italiana (SUPSI)
Centro di Competenza sul BIPV Campus Trevano CH-6952 Canobbio –Svizzera

 

[1] Bonomo, Pierluigi (2012) Integrazione di sistemi fotovoltaici nell'involucro edilizio. Sviluppo di un metodo di valutazione per applicazioni di BiPV. Ph.D. thesis, Università di Pavia.
[2] da “Elogio della costruzione”, di R.Piano, discorso per il Premio Pritzker, 17/06/1998 (http://www.repubblica.it/online/cultura_scienze/renzopiano/premio/premio.html)
[3] Per maggiori informazioni: www.bipv.ch
[4] Per maggiori informazioni: www.constructpv.eu
[5] Bonomo, Pierluigi (2012) Integrazione di sistemi fotovoltaici nell'involucro edilizio. Sviluppo di un metodo di valutazione per applicazioni di BiPV. Ph.D. thesis, Università di Pavia.

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