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Fotovoltaico nel Conto Termico 3.0: le possibilità aperte

Entra anche il fotovoltaico nel Conto Termico 3.0: è una possibilità contemplata, seppure in abbinamento con pompe di calore elettriche nella sostituzione di impianti di climatizzazione invernale. In ogni caso è una novità importante, che apre nuove possibilità. Ecco cosa c’è da sapere

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Fotovoltaico nel Conto Termico 3.0: le possibilità aperte

Tra le tecnologie incentivabili, compare anche il fotovoltaico nel Conto Termico 3.0. Nel nuovo meccanismo, che andrà a regime nel 2026, è prevista l’installazione di impianti fotovoltaici e – volendo – relativi sistemi di accumulo, ma “a condizione che l’intervento sia realizzato congiuntamente alla sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti di climatizzazione invernale dotati di pompe di calore elettriche”, prescrive il documento.

Posto questo, che opportunità si aprono per cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche col nuovo Conto Termico?

Fotovoltaico nel Conto Termico 3.0: cosa occorre considerare

Nicola Baggio, direttore tecnico di FuturaSun, nonché fondatore e amministratore di OffgridSunLa presenza del fotovoltaico nel Conto Termico 3.0 è una novità. «Per la prima volta in assoluto, in un Conto Termico è prevista la possibilità di installare il fotovoltaico, anche se come intervento trainato», specifica Nicola Baggio, direttore tecnico di FuturaSun, nonché fondatore e amministratore di OffgridSun.

Ci sono diversi aspetti tecnici interessanti. Partiamo dall’entità del beneficio incentivante, pari al 20% di un costo massimo ammissibile pari a 1500 euro/kW (a decrescere fino a 1.050 €/kW per impianti oltre 600 kW e fino a 1.000 kW) per un modulo extra UE, che cresce fino al 25-30-35% se il pannello è prodotto in UE con determinate caratteristiche (che riportiamo nelle FAQnda) analoghe a quelle già indicate nel Piano Transizione 5.0. «È rilevante il fatto di considerare un provvedimento che incentivi sia prodotti UE sia non UE, un elemento di interesse anche per future norme che possano prevedere incentivi, anche se diversi a seconda dell’origine del prodotto», sottolinea Baggio, che rileva il punto più critico riguardante il fotovoltaico nel Conto Termico 3.0: il vincolo per i privati cittadini, che non possono accedere a questo specifico intervento per il residenziale.

«Ci sono anche aspetti tecnici da considerare. Uno di questi riguarda la richiesta di pannelli con una resistenza al carico meccanico minima pari a 5.400 Pascal. Pare che chi ha scritto la norma non si sia aggiornato sulle caratteristiche attuali dei pannelli fotovoltaici. La maggior parte delle soluzioni oggi sul mercato sono certificate ufficialmente a 2400 o 3600 Pa, quindi con carichi meccanici inferiori. Occorre, quindi, che gli installatori prestino attenzione sul tipo di pannello da scegliere e che abbia tale caratteristica per accedere ai benefici del Conto Termico 3.0».

Una valida possibilità per la PA e per Pmi e micro imprese

Quali opportunità apre, lato fotovoltaico, il Conto Termico 3.0? «Di sicuro, per le piccole e medie imprese offre una valida alternativa a Transizione 5.0, misura legata a una finalità di efficienza energetica oggettivamente più complessa per soggetti di medio-piccola dimensione. Nel caso di piccole realtà imprenditoriali, alle prese con la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale, per esempio, Conto Termico 3.0 è più semplice da utilizzare. Ciò permetterà di ampliare molto la platea di soggetti potenzialmente coinvolti».

Conto termico 3.0: Una valida possibilità per la PA e per Pmi e micro imprese

Per la PA, viene facilitato l’accesso agli incentivi previsti dal conto termico per i Comuni fino a 15mila abitanti attraverso l’erogazione dell’incentivo fino al 100% delle spese ammissibili per gli interventi, valido anche per strutture di particolare rilevanza sociale come scuole, ospedali e RSA.

Gli aspetti da considerare

Uno degli elementi da tenere presente per accedere al Conto Termico è legato alla gestione della pratica. «La parte burocratica differisce dal Conto Energia o da altre misure incentivanti – spiega il CTO di FuturaSun –. È consigliabile che venga gestita da persone competenti e che abbia esperienza specifica, dato che come meccanismo avrà analogie con i precedenti conti termici».

A livello tecnologico, dato che il fotovoltaico va abbinato – quale elemento trainato – con la pompa di calore «è bene scegliere quella più adatta per l’intervento da realizzare sullo stabile. Quindi, occorre considerare i suoi consumi, le possibilità di programmazione, laddove convenga stoccare energia sotto forma di accumulo termico (sotto forma di acqua calda) oppure energetico (batteria). Da qui, si può ragionare come dimensionare opportunamente il fotovoltaico, anche considerando l’impiego della pompa di calore sia per soddisfare le esigenze invernali sia per quelle estive».

Un esempio: se il dimensionamento termotecnico porta ad avere la necessità di una pompa di calore da 10 kW, è meglio adeguare la fornitura a 10 kW, installando un impianto fotovoltaico commisurato. «Occorre tenere presente che il contributo economico della parte fotovoltaica non può eccedere quello della parte termica della parte pompa di calore. Meglio prevedere una spesa maggiore per l’acquisto di quest’ultima».

Un’altra possibilità potrebbe essere quella di combinare fotovoltaico, pompa di calore e solare termico. Quest’ultimo potrebbe contribuire a soddisfare il fabbisogno di acqua calda sanitaria.

«Ingegneristicamente parlando è una combinazione ideale, eliminando l’esigenza di produrre acs dalla pompa di calore per buona parte dell’anno. Certo, richiede una certa complessità a livello installativo, oltre a essere economicamente impegnativo, ma idealmente è la soluzione ottimale».

Altri incentivi validi

Oltre all’abbinamento del fotovoltaico col Conto Termico 3.0 quali altre misure incentivanti possono essere prese in considerazione per chi decide di puntare sui pannelli solari?

«A oggi, e fino alla fine del 2025, la detrazione del 50% è valida. Per le imprese, l’opzione Transizione 5.0 è un’opportunità importante per fare investimenti. Inoltre, è partito il FER X anche per gli impianti sotto 1 MW. Offre incentivi tutto sommato interessanti, anche volendo prevedere impianti in sostituzione di amianto. In ogni caso, l’opportunità più vantaggiosa oggi – specie per chi intende realizzare un impianto fotovoltaico sotto il megawatt – è quella fornita dal Decreto CACER», tra l’altro anche con la modifica che anche ai Comuni fino a 50mila abitanti viene offerta la possibilità di contare sul contributo a fondo perduto fino a un massimo del 40% delle spese ammissibili.

FAQ Fotovoltaico nel Conto Termico 3.0

Dove entra il fotovoltaico nel Conto Termico 3.0?

Per la produzione di energia termica da fonti rinnovabili, il decreto incentiva la sostituzione di impianti di climatizzazione esistenti con pompe di calore elettriche o a gas. Nel caso di sostituzione degli impianti di climatizzazione esistenti con nuove pompe di calore elettriche, è possibile considerare come elemento “trainato” l’installazione di fotovoltaico e relativi sistemi di accumulo.

Fotovoltaico nel Conto Termico 3.0: quali sono le caratteristiche richieste per i moduli fotovoltaici?

I moduli fotovoltaici e gli inverter costituenti l’impianto devono essere “di nuova costruzione, dotati di marcatura CE in conformità alla Direttiva 2014/35/UE e aventi tolleranza solo positiva, resistenza al carico minima pari a 5.400 Pa, coefficiente di perdita di potenza con la temperatura non inferiore a -0,37 %/°C e garanzia di prodotto pari ad almeno 10 anni”.

Com’è calcolato l’incentivo previsto per il fotovoltaico nel Conto Termico 3.0?

L’incentivo è calcolato nel limite del 20% del costo massimo ammissibile pari a 1.500 €/kW per impianti fino a 20 kW, con un incentivo a discendere fino a 1.050 €/kW per impianti oltre 600 kW e fino a 1.000 kW.

L’incentivo è incrementato: del 5% se si tratta di moduli fotovoltaici prodotti in UE con un’efficienza a livello di modulo almeno pari al 21,5%; del 10% se i moduli fotovoltaici con celle prodotte in UE con un’efficienza a livello di cella almeno pari al 23,5%; del 15% se i moduli prodotti in UE sono composti da celle bifacciali ad eterogiunzione di silicio o tandem prodotte in UE con un’efficienza di cella almeno pari al 24%.


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