Advertisement Advertisement



Isola di Calore: cause, conseguenze e strategie per ridurre il surriscaldamento urbano

Nei centri urbani in estate spesso si verifica un fenomeno microclimatico, detto effetto isola di calore, che comporta un surriscaldamento locale con un aumento delle temperature fino a 4- 5° rispetto alle zone periferiche o alle campagne. Le superfici asfaltate, i materiali edili assorbenti e la riduzione delle aree verdi contribuiscono a questo surriscaldamento, aggravato dall’intensa attività umana. E’ però possibile intervenire scegliendo materiali adeguati e valorizzando il verde urbano.

A cura di:

Isola di calore: come ridurre l'effetto del surriscaldamento urbano

Come purtroppo sappiamo il 2024 è stato l’anno più caldo di sempre secondo i dati di Copernicus e certamente il 2025 non fa sperare nulla di meglio .

Il timore di ricercatori e scienziati è che queste ondate di calore estremo di inizio stagione si ripeteranno, e in forma sempre più aggressiva, anche nei prossimi anni, a causa del cambiamento climatico. Una delle conseguenze nelle città è nota come effetto isola di calore, un fenomeno microclimatico che comporta un innalzamento della temperatura in corrispondenza delle aree urbanizzate metropolitane.

Cos’è l’isola di calore?

L’isola di calore è un fenomeno microclimatico che si verifica quando le temperature in una città o in un’area urbanizzata sono significativamente più alte rispetto alle zone rurali circostanti. Questo surriscaldamento localizzato è causato dall’assorbimento del calore da parte di superfici artificiali, come strade, edifici e pavimentazioni. Infatti, le superfici pavimentate con asfalto scuro e costruite in cemento assorbono calore e non permettono adeguata traspirazione ed evaporazione del terreno.

In questo contesto, le aree urbane, con la loro alta densità di costruzioni e la ridotta presenza di vegetazione, contribuiscono a intensificare questo effetto, aumentando il divario termico tra le città e le aree limitrofe.

Cos'è l'isola di calore?

Il fenomeno è particolarmente evidente durante i mesi estivi, quando l’assorbimento del calore solare è più intenso e prolungato, portando a temperature superiori che possono variare di 4-5°C rispetto alle zone periurbane o rurali. Questo incremento termico ha effetti diretti sulla qualità della vita urbana, causando disagi e impatti sul benessere umano, sull’ambiente e sulle infrastrutture.

Isola di calore, un fenomeno microclimatico

L’effetto isola di calore è un fenomeno che si manifesta in modo particolarmente evidente nelle grandi città e metropoli. Si tratta di un incremento della temperatura in un’area urbana rispetto alle aree circostanti, con valori che possono arrivare a essere significativamente più alti, specialmente durante le ore diurne. Questa situazione è il risultato dell’interazione tra fattori naturali e antropici, che vanno dalla configurazione urbana alla densità di traffico e attività industriali. Per molto tempo nei centri urbani si è costruito senza tener conto dei criteri di sostenibilità e oggi le conseguenze sono evidenti. Contemporaneamente, proprio nei centri urbani si concentrano un maggior numero di attività che producono calore.

Isola di calore, un fenomeno microclimatico

Le città, a causa della loro superficie prevalentemente impermeabile, come strade asfaltate, tetti di edifici e pavimentazioni in cemento, trattengono il calore solare per lunghi periodi. La mancanza di vegetazione, che naturalmente contribuisce a dissipare il calore attraverso l’evapotraspirazione, intensifica il problema. Di notte, queste superfici non si raffreddano come avviene in ambienti rurali, ma emettono lentamente il calore accumulato, mantenendo le temperature elevate. Così, il fenomeno diventa un vero e proprio “microclima urbano” che altera le condizioni ambientali naturali.
Il traffico e le emissioni delle automobili, le industrie, i sistemi di riscaldamento e raffrescamento degli edifici sprigionano una grande quantità di calore che non viene adeguatamente dispersa, ma si accumula nelle isole urbane.

Anche l’effetto del vento, che favorisce un ricambio d’aria e un conseguente raffrescamento, è spesso smorzato a causa dell’elevata densità di edifici, che schermano molte aree dai moti ventosi.

Con l’aumento della popolazione urbana e la continua espansione delle città, il problema del surriscaldamento urbano diventa sempre più rilevante, influenzando negativamente la qualità della vita, la salute pubblica e il consumo energetico.

Differenze di temperatura tra aree urbane e rurali

Le aree urbane, a causa della loro infrastruttura densa e della presenza di superfici artificiali, accumulano calore in modo molto più efficiente rispetto alle zone rurali, dove il terreno è prevalentemente permeabile e la vegetazione abbonda. Il contrasto termico tra questi due ambienti è molto evidente durante le ondate di calore.

Differenze di temperatura tra aree urbane e rurali

In città, la temperatura può essere fino a 5°C più alta rispetto alle zone rurali circostanti, con picchi che si manifestano soprattutto durante la notte, quando l’ambiente urbano non riesce a disperdere il calore accumulato durante il giorno. Questo è il risultato dell’effetto combinato delle superfici rigide che riflettono e assorbono radiazioni solari (come asfalto e cemento), della scarsità di spazi verdi e della presenza di attività antropiche come il traffico, l’industria e la climatizzazione degli edifici.

In contrasto, nelle aree rurali, la vegetazione gioca un ruolo chiave nel raffreddare l’ambiente, grazie all’evaporazione e all’ombra naturale prodotta dagli alberi e dalle piante. Inoltre, il suolo permeabile in queste zone favorisce un’efficace dispersione del calore verso gli strati più profondi, riducendo l’effetto di riscaldamento superficiale. La differenza termica tra città e campagna è quindi non solo una questione di temperatura, ma anche di interazione tra la natura e l’ambiente costruito.

Le cause dell’isola di calore

Come abbiamo visto l’effetto isola di calore è causato da una combinazione di fattori legati alla struttura urbana, alla riduzione degli spazi verdi e all’attività umana. Questi fattori contribuiscono all’accumulo e al trattenimento del calore all’interno delle città, creando un microclima più caldo rispetto alle aree circostanti.

Superfici asfaltate e materiali edili – le superfici asfaltate e i materiali edili tipici delle città, come il cemento e l’asfalto, sono tra i principali responsabili dell’effetto isola di calore. Questi materiali assorbono e immagazzinano il calore solare durante il giorno, per poi rilasciarlo lentamente durante la notte, impedendo il raffreddamento naturale del suolo. Le superfici scure, in particolare, hanno un elevato indice di assorbimento della radiazione solare, aumentando notevolmente la temperatura nelle zone urbane. Le città, con la loro vasta rete di strade, parcheggi e edifici, sono quindi luoghi in cui il calore viene intrappolato, accentuando il fenomeno.

La riduzione delle aree verdi – le aree verdi, come parchi, giardini e alberature stradali, svolgono un ruolo fondamentale nel bilanciamento del microclima urbano, contribuendo al raffreddamento attraverso l’evapotraspirazione e la riflessione solare. Tuttavia, con l’espansione delle aree urbanizzate, molte di queste superfici naturali sono state sostituite da costruzioni e infrastrutture artificiali. La diminuzione delle aree verdi riduce la capacità della città di dissipare il calore e favorisce il surriscaldamento.

Attività umane e surriscaldamento –  le attività umane, come il traffico veicolare, l’industria e i sistemi di riscaldamento e climatizzazione degli edifici, sono fattori che aggravano ulteriormente l’isola di calore. Il traffico, in particolare, emette enormi quantità di calore e inquinamento, mentre le emissioni di gas dai veicoli e dalle industrie contribuiscono a creare un ambiente più caldo e meno salutare. Inoltre, l’uso di aria condizionata negli edifici genera calore residuo, che non viene adeguatamente disperso, ma contribuisce a mantenere alte le temperature nelle aree urbane.

Le isole di calore continuano ad aumentare, le evidenze scientifiche

Negli ultimi anni abbiamo assistito a un aumento di intensità, frequenza e durata delle ondate di calore in tutto il mondo,  soprattutto nelle città e si prevede che queste tendenze peggioreranno con l’aumento del riscaldamento globale, che probabilmente produrrà impatti più gravi e forse irreversibili in alcuni settori.

Le isole di calore continuano ad aumentare, le evidenze scientifiche

Un Studio del 2024 pubblicato su Nature Cities, a cui per l’Italia ha partecipato il Cnr, e che ha esaminato quattordici grandi aree urbane europee ( tra cui Firenze e Roma), segnala che in Europa le ondate di calore negli ultimi anni sono aumentate e colpiscono maggiormente le persone più vulnerabili, che hanno minor accesso ad aree verdi. Rispetto al decennio 2000-2009 c’è stato un aumento del 57% delle persone esposte alle ondate di calore. Lo Studio parla di “ingiustizia ambientale”, perché i cittadini con redditi bassi sono quelli che hanno minori accesso alle infrastrutture verdi urbane “a causa della sfavorevole conformazione urbanistica e sociale di molte città europee”, spiega Giacomo Nicolini coautore dello studio. Per il futuro è indispensabile pianificare interventi mitigativi, basati sulle Nature Based Solutions, che tengano conto della dimensione sociale oltre a quella ambientale.

Lo strumento della Stazione Spaziale Internazionale, Ecostress, nel luglio del 2022 ha misurato gli estremi di temperatura della superficie terrestre di alcune città europee, tra cui Milano, Parigi e Praga. Si tratta di immagini che certamente non possono che preoccupare, ma rappresentano anche un’occasione per ripensare la pianificazione urbana, attraverso una gestione più efficiente delle risorse.  Glynn Hulley, uno dei ricercatori, ha dichiarato: “ECOSTRESS fotografa l’impatto del caldo estremo nelle città di tutto il mondo, considerando le recenti ondate di calore che hanno infranto i record sia in Europa che negli Stati Uniti. Questi dati possono essere utilizzati per identificare i punti più caldi, le regioni vulnerabili e valutare l’impatto di raffreddamento degli approcci di mitigazione del calore”.

La ricerca “Global long-term mapping of surface temperature shows intensified intra-city urban heat island extremes” pubblicata su ScienzeDirect sempre nel 2022 e firmata da un Gruppo di ricercatori guidati da Lorenzo Mentaschi del Dipartimento di fisica e astronomia “Augusto Righi” (DIFA) dell’università di Bologna, ha analizzato la differenza tra le temperature nelle città con problemi di isole di calore e con una popolazione di più di 50.000 persone rispetto alle zone rurali. I risultati sono stupefacenti: nelle aree urbane di tutto il mondo, nel periodo 2003-2020 le temperature medie sono state fino a 10 – 15° C più alte rispetto a quelle delle zone rurali.

Un altro studio pubblicato Nature Communications nel luglio 2020 evidenzia che in quasi tutto il mondo il fenomeno sia peggiorato in maniera rapida negli ultimi anni: nell’area del Mediterraneo, dagli anni 80 ad oggi, ogni decennio ci sono state 6,4 giornate di caldo estremo in più.

Uno studio coordinato dal Cnr-Ibe di Firenze realizzato in collaborazione con Ispra e pubblicato nel 2020 su Science of the Total Environment, ha rivelato che le isole di calore sono molto più frequenti e intense nelle città metropolitane dell’entroterra e peggiorano all’aumentare del nucleo centrale della città e dove c’è meno verde. Nella ricerca si spiega che l’ecosistema urbano è caratterizzato da superfici vegetate e impermeabili e la “quantità di questi due elementi influenza la composizione del paesaggio urbano, modificando anche il microclima e favorendo il fenomeno dell’isola di calore”. Lo studio, condotto nel periodo estivo in 10 metropoli della penisola, ha analizzato quanto le coperture arboree e il consumo di suolo influenzino le isole di calore. Sono stati tenuti in considerazione anche altri aspetti, tra cui la distanza dal mare e la dimensione delle città. I ricercatori hanno sviluppato un nuovo strumento, l’“Urban Surface Landscape layer”, in grado di valutare la copertura superficiale del paesaggio urbano e individuare le zone con alte temperature superficiali, in cui sono necessari interventi di mitigazione e intensificazione della copertura arborea. “Le isole di calore più intense sono state osservate nelle città dell’entroterra e di maggiori dimensioni: a Torino un aumento del 10% nel nucleo centrale di aree con elevato consumo di suolo e bassa copertura arborea, è associato a un aumento dell’intensità dell’isola di calore media estiva di 4 °C”.

Isola di calore, l'effetto in 10 città metropolitane italiane
Le 10 città metropolitane studiate (Fig. a dx) e un esempio di isola di calore estiva relativa alla città metropolitana di Torino (Fig. in alto a sx). Credit CNR

Ci sono molte implicazioni critiche e impatti negativi delle ondate di calore sulla salute umana, sull’agricoltura, sulla produttività del posto di lavoro, sulla frequenza e intensità degli incendi e anche sulle infrastrutture pubbliche.

Gli effetti del surriscaldamento urbano

La conseguenza diretta dell’effetto isola di calore è l’innalzamento delle temperature, sia in estate che in inverno.
Il surriscaldamento urbano causato dall’effetto isola di calore ha ripercussioni devastanti su vari aspetti della vita in città. I cambiamenti microclimatici provocati da temperature più alte non solo alterano l’ambiente urbano, ma influenzano anche la salute della popolazione e le dinamiche economiche e sociali. Analizzare gli effetti di questo fenomeno è fondamentale per comprendere la necessità di interventi di mitigazione efficaci.

Impatti ambientali

Il surriscaldamento urbano ha impatti diretti sull’ambiente, alterando i microclimi urbani e riducendo la biodiversità locale. Le temperature elevate, infatti, stressano gli ecosistemi urbani, facendo soffrire la vegetazione che non riesce a sopportare il caldo estremo. Inoltre, l’aumento della temperatura superficiale contribuisce all’intensificazione dell’inquinamento atmosferico. In particolare, l’ozono, che si forma in condizioni di calore e sole intenso, peggiora la qualità dell’aria, rendendo l’ambiente meno salubre. L’effetto combinato di inquinamento e surriscaldamento danneggia la flora e la fauna urbana, riducendo la capacità delle città di adattarsi ai cambiamenti climatici.

Conseguenze sulla salute pubblica

Le ondate di calore indotte dall’effetto isola di calore hanno un forte impatto sulla salute pubblica, con effetti particolarmente gravi sulle persone vulnerabili, come anziani, bambini e soggetti con malattie croniche. Le temperature elevate possono causare stress termico, che aumenta il rischio di colpi di calore, disidratazione, e malattie cardiovascolari e respiratorie. Le persone che vivono in zone densamente urbanizzate, con scarsa ventilazione naturale e poche aree verdi, sono particolarmente esposte a questi rischi. Le ondate di calore prolungate possono anche aggravare condizioni preesistenti come asma e malattie respiratorie, peggiorando la qualità della vita e aumentando la mortalità in periodi di caldo estremo.

Ripercussioni economiche e sociali

Il surriscaldamento urbano ha anche notevoli conseguenze economiche. Più caldo significherà maggior lavoro di condizionatori, climatizzatori e ventilazione meccanica per raffrescare gli ambienti interni e garantire comfort. L’uso intensivo di aria condizionata e sistemi di raffreddamento porta a un maggiore carico sulle reti elettriche, aumentando i costi energetici e le emissioni inquinanti sia per i consumatori che per le imprese. Inoltre, il caldo estremo può ridurre la produttività lavorativa, con conseguenti perdite economiche a livello locale. I settori più colpiti includono l’agricoltura, l’edilizia e i servizi, dove le alte temperature compromettono il rendimento delle persone e la qualità delle produzioni. Socialmente, l’effetto isola di calore può accentuare le disuguaglianze, poiché le aree più povere e meno verdi delle città sono spesso quelle più vulnerabili, amplificando il divario tra le diverse classi sociali.

Strategie per ridurre l’effetto isola di calore

La popolazione che risiede nei centri urbani è in notevole crescita, oggi supera la metà della popolazione mondiale (solo in Italia il 70% circa), e si attende un’intensificazione del fenomeno per il futuro, motivo per cui nei prossimi anni è atteso un peggioramento dell’effetto isola di calore urbana, correlato al surriscaldamento globale.

Proprio per la grande diffusione del problema, in tutto il mondo le città si stanno organizzando per  cercare soluzioni, partendo da una progettazione più attenta al microclima locale.

Le università, i centri di ricerca e le case produttrici dei materiali edili stanno lavorando per offrire un ventaglio di soluzioni sempre più ampio ed efficace.

Una delle soluzioni più efficaci per combattere l’effetto isola di calore è adottare una progettazione urbana sostenibile, che tenga conto delle condizioni microclimatiche locali. La pianificazione delle città dovrebbe privilegiare la ventilazione naturale, la creazione di spazi verdi e l’orientamento strategico degli edifici per massimizzare l’ombra e minimizzare l’esposizione al sole. Studi sul microclima urbano dovrebbero precedere la costruzione per identificare le aree critiche e suggerire soluzioni progettuali mirate, come l’uso di volumi edilizi che favoriscano il ricircolo dell’aria e la riduzione della radiazione solare diretta. Un’adeguata distribuzione del verde urbano, come giardini, parchi e alberature lungo le strade, è essenziale per garantire il raffrescamento naturale delle città.

Una volta fatto ciò, è possibile ragionare sul tipo di superfici e di materiali e sulle modalità di inserimento del verde urbano.

Il verde diminuisce l'effetto isola di calore in città

Materiali riflettenti e tetti verdi

Le coperture, molto spesso grigie o di colori scuri, sono tra gli elementi che causano l’effetto isola di calore.

L’utilizzo di materiali riflettenti è una delle strategie più efficaci per ridurre il riscaldamento delle superfici urbane. Materiali come vernici riflettenti o membrane speciali applicate sui tetti e sulle pavimentazioni possono riflettere una parte significativa della radiazione solare, impedendo che il calore venga assorbito.

I cosiddetti “Cool Roofs“, ovvero tetti realizzati con materiali chiari o trattati con vernici ad alta riflettanza solare, sono in grado di riflettere fino all’80% della radiazione solare, riducendo notevolmente la temperatura degli edifici e dei dintorni.

Parallelamente, la creazione di tetti verdi e giardini verticali può aiutare a isolare termicamente gli edifici e contribuisce anche al raffreddamento dell’ambiente circostante grazie all’evaporazione e all’ombreggiamento naturale. Questo tipo di intervento offre anche benefici ecologici, migliorando la qualità dell’aria e aumentando la biodiversità urbana, mentre favorisce il benessere psicologico dei cittadini, offrendo spazi verdi aggiuntivi.

Come combattere l'effetto isola di calore urbano

Pavimentazioni a bassa riflettanza solare 

Anche le pavimentazioni gioca un ruolo importante nella gestione dell’isola di calore. Materiali tradizionali come asfalto e cemento, che tendono ad assorbire il calore, sono una delle principali cause del surriscaldamento nelle aree urbane. Una soluzione semplice ma efficace è l’adozione di pavimentazioni a bassa riflettanza solare, come i masselli autobloccanti e le superfici in materiale chiaro. Questi materiali riflettono una maggiore quantità di radiazione solare, contribuendo a ridurre l’accumulo di calore. Inoltre, le pavimentazioni permeabili o drenanti possono essere utilizzate per ridurre il riscaldamento superficiale e favorire il raffreddamento del suolo attraverso l’evaporazione dell’acqua piovana, contrastando così l’effetto isola di calore.

E’ importante che le pavimentazioni siano ad alta riflettanza, realizzate con materiali naturali, permeabili e con proprietà di riflessione solare.

Un valore alto SRI (Solar Reflectance Index) limita l’accumulo di calore e dunque il  surriscaldamento cittadino.

Masselli Ferrari BK in grado di ridurre l'effetto Isola di Calore
Ferrari BK, azienda specializzata nella produzione di pavimentazioni in masselli autobloccanti, propone specifiche pavimentazioni in grado di ridurre l’isola di calore. Tali masselli realizzati con materiali naturali e caratterizzati da colorazioni chiare, hanno elevati valori di SRI che garantiscono una maggiore riflessione solare e di conseguenza un minor accumulo di calore.

Infine, è scontata la necessità di bilanciare sempre le superfici costruite con la realizzazione di aree verdi urbane, inserendo parchi e aree dedicate alla vegetazione, con benefici sia per la riduzione del surriscaldamento urbano, che dell’inquinamento dell’aria, senza contare il valore per la qualità della vita e la socialità degli abitanti delle nostre città.

L’effetto dei materiali sul surriscaldamento

Nel precedente paragrafo si è parlato di assorbimento solare ed emissività, due proprietà dei materiali che incidono sulla loro temperatura. Il fattore di assorbimento solare indica la capacità di un materiale ad assorbire la radiazione solare, può essere compreso tra valori di 0 e 1, che corrisponde agli oggetti neri.

Importanza del verde urbano per ridurre l'effetto isola di calore

L’emissività, invece, è un valore che esprime quanto un materiale sia in grado di irraggiare energia ad una determinata temperatura.

L’emittanza quindi indica il grado di dissipazione di calore, mentre la riflettanza la capacità di riflettere la radiazione solare e questo parametro dipende dal colore delle superfici.

Per poter definire un comportamento del materiale che combini le caratteristiche sopra citate è stato sviluppato un metodo di calcolo (standard ASTM E1980) il cui risultato è il valore SRI (Solar Reflectance Index), che si esprime in percentuale e si basa su valori relativi a superfici di riferimento.

Il valore SRI, ad esempio, è utilizzato dal Protocollo LEED (un sistema a punteggio per misurare la sostenibilità ambientale di un intervento, sia esso un edificio o un quartiere) per valutare il raggiungimento di standard minimi di riduzione dell’effetto isola di calore.

A livello normativo il DM 11/10/2017 CAM – Criteri Ambientali Minimi in edilizia, fa riferimento alle prestazioni di riflessione solare.

Nel caso di pavimentazioni ad uso pedonale o ciclabile, strade carrabili e parcheggi, stabilisce come “criteri minimi” l’utilizzo di materiali permeabili e di materiali con un indice SRI almeno pari a 0.29 (29%). Diventa “criterio premiante” l’uso di materiali con valori SRI superiori al minimo previsto.

Per quanto riguarda la progettazione ci sono 2 protocolli di cui tener conto:

  • LEED v4: dà diritto al credito relativo alla riduzione dell’isola di calore l’utilizzo di una pavimentazione che assicuri una riflessione solare a tre anni pari a ρ≥0.28 (28%) oppure ρ≥0.33 e (33%) in fase di installazione.
  • ITACA: per ottenere un credito è necessario un valore di SRI che può variare a seconda della Regione dove il progetto è localizzato, da 0.30 (30%) a 0.78 (78%).

Case history di successo nella mitigazione dell’isola di calore

Diversi progetti in tutto il mondo hanno mostrato come è possibile ridurre l’effetto isola di calore nelle aree urbane attraverso soluzioni innovative e pratiche. Ecco alcuni esempi di successo che hanno contribuito a migliorare il microclima urbano e a mitigare l’impatto del surriscaldamento nelle città.

Ad esempio, a Londra, il “London Heat Map” integra dati provenienti da sensori e satelliti per identificare le zone più calde e pianificare interventi di raffreddamento.

In Asia, la città di Tokyo, una delle metropoli più densamente popolate al mondo, ha implementato un sistema di monitoraggio su larga scala, utilizzando droni e satelliti per raccogliere dati dettagliati e sviluppare soluzioni innovative come i tetti verdi e le superfici riflettenti; la metropoli ha inoltre introdotto il progetto “Green Tokyo” che prevede l’installazione di superfici riflettenti e l’ampliamento delle aree verdi, con particolare attenzione alla piantumazione di alberi lungo le strade e nei parchi urbani.

A Singapore, il programma “Skyrise Greenery” promuove la creazione di giardini verticali e tetti verdi, trasformando gli edifici in vere e proprie oasi urbane che, oltre ad abbassare le temperature locali, migliorano anche la qualità dell’aria e offrono spazi verdi ai cittadini.

A New York, il programma “Cool Roofs” incentiva la copertura dei tetti con materiali riflettenti e vernici bianche che riducono significativamente l’assorbimento di calore.  Questo progetto ha visto un’ampia partecipazione di residenti, imprese e istituzioni locali, con più di 6 milioni di metri quadrati di tetti riflettenti già installati. Il successo di questo programma è stato evidente, con una significativa riduzione delle temperature urbane e un miglioramento dell’efficienza energetica negli edifici. Inoltre, il progetto “MillionTreesNYC” ha visto la piantumazione di un milione di alberi in tutta la città, contribuendo a raffreddare l’ambiente urbano e a migliorare la salute pubblica.

Monitoraggio e tecnologie per la gestione dell’Isola di Calore

La gestione dell’isola di calore nelle aree urbane richiede un monitoraggio costante e l’utilizzo di tecnologie avanzate per raccogliere dati, analizzare il fenomeno e implementare soluzioni efficaci. Le tecnologie moderne consentono alle città di mappare le aree più critiche e sviluppare interventi mirati per contrastare il surriscaldamento.

Tra le principali tecnologie utilizzate vi sono i sensori di temperatura: posizionati su diversi punti strategici della città, questi sensori possono raccogliere dati dettagliati sulla temperatura superficiale e atmosferica, permettendo di individuare le aree con maggiori criticità termiche. I dati ottenuti dai sensori possono essere utilizzati per creare mappe termiche ad alta risoluzione, essenziali per pianificare interventi mirati di mitigazione. Le immagini satellitari offrono una visione più ampia e dettagliata dell’andamento delle temperature urbane su scala globale e locale. Progetti come il programma ECOSTRESS della NASA, che utilizza sensori satellitari per misurare la temperatura delle superfici terrestri, hanno contribuito a rilevare gli estremi di temperatura in città metropolitane come Milano, Parigi e New York. Le immagini satellitari permettono di monitorare le differenze di temperatura tra aree urbane e rurali e identificare i punti caldi in cui intervenire. Questo approccio consente alle autorità locali di implementare politiche più informate e tempestive. Inoltre, i modelli climatici urbani, che simulano le condizioni atmosferiche e termiche, sono strumenti fondamentali per prevedere l’evoluzione del fenomeno e valutare l’efficacia delle strategie di mitigazione.

FAQ Isole di calore

Cos’è l’effetto isola di calore?

L’effetto isola di calore si verifica quando le temperature in un’area urbana sono significativamente più alte rispetto alle zone circostanti a causa dell’assorbimento e della conservazione del calore da parte di superfici artificiali come asfalto e cemento.

Come posso ridurre l’effetto isola di calore in città?

Per ridurre l’effetto isola di calore, puoi utilizzare materiali con alta riflettanza solare per pavimentazioni e tetti, installare giardini verticali, tetti verdi, e aumentare la quantità di vegetazione in città.

Quali sono i materiali più efficaci per combattere l’isola di calore?

Materiali ad alta riflettanza come i “Cool Roofs”, che riflettono fino all’80% della radiazione solare, e pavimentazioni permeabili e naturali con un alto indice di riflettanza solare (SRI) sono tra le soluzioni più efficaci.

Come monitorare l’effetto isola di calore nelle città?

Le città possono utilizzare sensori di temperatura distribuiti, immagini satellitari e droni termici per mappare le aree più calde e identificare le zone da raffreddare.

Quali sono gli impatti del surriscaldamento urbano sulla salute?

Le ondate di calore estremo possono portare a colpi di calore, aggravare malattie respiratorie e cardiovascolari e aumentare lo stress termico nelle persone vulnerabili come anziani e bambini.


Articolo aggiornato

Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici

Commenta questo approfondimento



Tema Tecnico

Le ultime notizie sull’argomento