Case di legno, una tradizione costruttiva proiettata nel futuro

Veloci da realizzare, sostenibili, economiche, le case di legno reinterpretano in chiave attuale tecniche costruttive tradizionali, diventando una alternativa futuribile.

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Case di legno, una tradizione costruttiva proiettata nel futuro

Le case di legno sono una interessante alternativa alle costruzioni di laterizio o di altri materiali, soprattutto grazie a tempistica e pulizia di un cantiere totalmente a secco, sostenibilità dei materiali e dei processi, certezza dell’impegno economico necessario. Oltre che libertà progettuale e stilistica.

Molte case di legno attuali sono infatti praticamente indistinguibili dalle altre, poiché l’industrializzazione dei sistemi costruttivi permette composizioni architettoniche o distributive e finiture assolutamente contemporanee. Abbandonata la tipica estetica dello chalet – a meno che non ci si trovi proprio in montagna – la flessibilità tecnica permette così una varietà tipologica pressoché illimitata, tra l’altro applicabile anche ad edifici multipiano.

Abitare in una casa di legno

Un involucro architettonico di legno garantisce sempre un elevato grado di comfort, per via delle proprietà del materiale stesso – naturale, isolante ma traspirante – unito allo studio sempre più sofisticato delle stratigrafie dei vari componenti costruttivi industrializzati.

Abitare in una casa di legno

Il clima negli ambienti interni resta costantemente equilibrato, sia in inverno sia in estate (senza il fastidio dell’umidità e di conseguenza della muffa), e ciò porta a un sensibile risparmio del consumo energetico. Non per nulla ormai numerose sono le case di legno certificate KlimaHaus-CasaClima e quelle annualmente premiate con i CasaClima Awards (in particolare il Wood Architecture Prize KlimaHaus, alla prima edizione nel 2023).

Sicure dal punto di vista sismico, sfatano un mito risultando anche resistenti al fuoco: in caso di incendio infatti la carbonizzazione delle superfici esterne del legno rallenta il progredire delle fiamme, isolando le parti non ancora bruciate, e il collasso della struttura (al contrario di quanto accade con il calcestruzzo o con l’acciaio) avviene per progressiva riduzione della sezione, non per veloce deterioramento meccanico.

Inoltre, il legno funziona ottimamente per l’isolamento acustico, sia tra le stanze di una stessa casa sia tra diverse unità abitative, sia tra esterno e interno.

Legno sostenibile

I pregi isolanti del legno riducono il consumo energetico per riscaldamento e raffrescamento degli ambienti interni, rendendo le case realizzate con questo materiale – sia massello sia industrializzato ovvero prefabbricato – in linea con le istanze della sostenibilità ambientale. Priorità sempre più sentita nel comparto dell’edilizia, a causa anche della nuova direttiva EPBD (Energy Performance of Building Directive) per le “case green” approvata dal Parlamento Europeo, che per gli edifici residenziali fissa già al 2030 i primi paletti in fatto di riduzione dei consumi e delle emissioni.

Legno sostenibile per case efficienti e ad alto comfort

Sostenibili sono poi anche i processi di approvvigionamento e di trasformazione del legno stesso. Gran parte delle aziende produttrici sfruttano ormai essenze certificate FSC® (Forest Stewardship Council), provenienti da foreste controllate, e la loro lavorazione richiede un minor utilizzo di combustibili fossili e di risorse (come l’acqua), rispetto ad altri materiali per la costruzione degli edifici.

Ogni albero, durante la crescita, assorbe anidride carbonica – addirittura una tonnellata per ogni metro cubo – che rimane imprigionata nel legno sotto forma di carbonio anche quando viene lavorato e trasformato. Pertanto scegliere questo materiale e farlo durare il più a lungo possibile, riciclandolo nel tempo secondo modalità di economia circolare, sottrae gas nocivo all’atmosfera contribuendo alla decarbonizzazione. Una efficacia, nel bilancio ambientale, ulteriormente potenziata dai nuovi alberi piantati al posto di quelli tagliati, che ricominciano il processo di sottrazione di CO2.

Quali sono i principali sistemi costruttivi in legno?

I principali sistemi costruttivi in legno sono sostanzialmente di tre tipi, differenziabili in base alla struttura portante a cui concorrono: a tronchi o blocchi sovrapposti (blockbau), a pannelli portanti multistrato (X-lam), a telaio (timber frame).

Case di legno: i diversi metodi costruttivi

  • a tronchi o blocchi sovrapposti (blockbau)

È il sistema più tradizionale, che sfrutta componenti solidi, come i tronchi appunto, assemblandoli orizzontalmente uno sull’altro a formare l’involucro di una costruzione. Tecnica tipica di molti edifici rurali delle zone montane europee o nordamericane, richiede una particolare sapienza da parte dei carpentieri nel trattamento degli spigoli e dei giunti, che vanno risolti con appositi intagli e soluzioni di connessione.

  • a pannelli portanti multistrato (X-lam)

I componenti principali sono pannelli multistrato portanti, assimilabili strutturalmente a lastre o a piastre, ottenuti incollando diversi strati sottili incrociati di legno fino a raggiungere lo spessore necessario (dai 10 cm circa in su, a seconda delle sollecitazioni e delle luci della struttura da realizzare). Prodotti in stabilimento in dimensioni sia standard sia customizzate, vengono posti in opera a secco in cantiere, in modo veloce e pulito, senza scarti.

  • a telaio (timber frame)

La struttura portante della costruzione è realizzata con un sistema solidale di elementi portanti e di tamponamenti: montanti di legno a debita distanza uno dall’altro, rivestiti da pannelli lignei con diverse finiture superficiali a formare una lastra. In tal modo si ottengono componenti irrigiditi utili a dare vita non solo a setti verticali, ma anche a solai o a coperture, per costruzioni di più piani fuori terra.

Case di legno pluripiano

In Norvegia, a Brumunddal, sorge l’edificio di legno per ora più alto al mondo: la Mjøsa Tower, 18 piani per quasi 86 metri eretti con una struttura portante di travi e pilastri lamellari dal cuore di pannelli strutturali X-lam (scelti per il vano scale e ascensore, oltre che per i balconi). Anche se gli ultimi sette piani sono in realtà di calcestruzzo – per appesantire il tutto ed evitare oscillazioni strutturali –, si tratta di un esempio interessante dell’avanzamento della tecnica costruttiva.

Mjøsa Tower in Norvegia, l'edificio in legno più alto del mondo

Oggi infatti l’innovazione produttiva degli elementi di legno per l’edilizia ha raggiunto un eccellente grado qualitativo e prestazionale, che apre inedite prospettive progettuali e alla possibilità di realizzare edifici in legno alti. E sono già diversi gli esempi di case di legno pluripiano, che, senza arrivare alle altezze della torre norvegese (o anche solo della Brock Commons Tallwood House a Vancouver, trenta metri più bassa), dimostrano le possibilità di una tecnica che deriva dal passato ma è evidentemente proiettata nel futuro.

Edificio residenziale di legno a più piani – holzius   

In Baviera, nel centro storico prevalentemente rococò della cittadina di Bayreuth, VIDA HolsProject e holzius hanno realizzato un edificio residenziale interamente di legno alto 19 metri. I cui componenti sono stati assemblati in sole tre settimane di tempo.

Un progetto di bioedilizia in legno realizzato a Bayreuth in Baviera e firmato da Holzius
Img by Holzius

Il complesso, composto da due volumi di 3 e 5 piani, si distingue per un rivestimento esterno di elementi di massello, che lo differenziano dalle costruzioni vicine di pietra arenaria. Il sistema strutturale, anch’esso di legno massello (a parte vano ascensore e scale e piano interrato destinato ai garage, di cemento armato), sfrutta un brevetto holzius che esclude colle e parti metalliche a favore di tasselli di legno, bordi a coda di rondine, giunzioni a pettine e a incastri, avvitature con cavicchi filettati di legno. Nel segno di questo estremo rispetto per la naturalità del materiale, anche le travi della copertura sono accoppiate con dentature scanalate a pettine, collegate stabilmente mediante viti di legno di faggio.

Il risultato è un edificio residenziale di classe 5, esempio di bioedilizia innovativa di gusto contemporaneo, che si distingue anche per la sostenibilità energetica. Elettricità e calore vengono infatti prodotti da impianti atti a rendere il complesso autosufficiente: sistema geotermico a pompa di calore, sistema di accumulo centrale a bassa temperatura, tecnologia heat boost (che sfrutta un impianto fotovoltaico tradizionale e uno a mattoni fotovoltaici) per l’acqua calda sanitaria.

Speciale poi la tecnica per il riscaldamento degli ambienti interni: speciali tubi intonacati di argilla e nascosti internamente all’involucro esterno del complesso convogliano acqua calda e irradiano calore, generando nel contempo una corrente convettiva nei pressi della parete. Una soluzione semplice e salutare, che tra l’altro evita turbolenze d’aria e di conseguenza movimentazione della polvere interna.

Che permessi servono per una casa di legno?

Innanzitutto, dato il livello di innovazione tecnica dei componenti e il ventaglio di possibilità progettuali e compositive degli attuali sistemi industrializzati per le case di legno, la posizione geografica non è vincolante. In ogni contesto ambientale, qualsiasi terreno (non agricolo) o lotto urbano con gli indispensabili valori di edificabilità può accogliere un edificio di legno. Tra l’altro la flessibilità e la duttilità del materiale stesso si prestano a scegliere questa modalità costruttiva anche per ampliamenti o soprelevazioni di architetture preesistenti.

Che permessi servono per una casa di legno?

Però le normative urbanistiche e sanitarie da rispettare per costruire una casa di legno sono le stesse di una abitazione realizzata in modo tradizionale: il comune di riferimento acquisisce e visiona il progetto del professionista incaricato – o del tecnico dell’azienda fornitrice dei moduli architettonici prefabbricati – e ne consente la realizzazione. Previo parere positivo di altri enti eventualmente coinvolti, in caso sussistano dei vincoli territoriali (ad esempio quello paesaggistico).

Quanto costa una casa prefabbricata di legno?

Il costo delle case di legno, se si opta per soluzioni prefabbricate particolarmente avanzate e performanti, è sostanzialmente paragonabile a quello degli edifici tradizionali.

Quanto costa una casa prefabbricata di legno?

Tuttavia esistono delle variabili che rendono l’impegno economico minore per certe voci di spesa. In primis la velocità di realizzazione – tutti gli elementi sono industrializzati in stabilimento e vengono assemblati in situ in modo preciso e pulito, senza scarti –, che riduce sensibilmente il costo di cantiere. Altro parametro, da valutare però sul lungo periodo, è il risparmio energetico offerto da un involucro termoisolante e salubre come quello di una casa di legno: bollette più leggere sia per riscaldamento sia per raffrescamento, senza contare la possibilità di rendersi addirittura indipendenti grazie a propri impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.

Inoltre, sempre su lungo periodo, con le agevolazioni e i bonus attualmente dedicati all’acquisto di case green (in classe energetica elevata) è possibile accedere a particolari detrazioni fiscali.

Quanti anni dura una casa di legno?

Nonostante la vita media di un edificio di laterizio possa sembrare più lunga, una casa di legno può durare diverse decine di anni e praticamente per sempre se sottoposta a una manutenzione accurata e regolare.

La resistenza nel tempo delle strutture lignee dipende soprattutto dalla qualità della progettazione iniziale, del sistema scelto per la loro messa in opera e del materiale stesso, ma anche da una programmazione sistematica di controllo dello stato al passare del tempo.

Da sottolineare che, mentre per le realizzazioni di latero-cemento la garanzia da vizi costruttivi dura dieci anni, per le case di legno a telaio o a sistema X-lam è estesa da molti produttori a trent’anni, in uniformità con le regole adottate dai paesi nordeuropei. Una ulteriore conferma della resistenza nel tempo di questo tipo di edilizia.

Realizzazioni

Casa di legno bifamiliare a telaio – Rubner Haus

In provincia di Cremona Rubner Haus ha realizzato una casa di legno bifamiliare per una coppia e i genitori della moglie. Dal carattere rigoroso esternamente, ma accogliente all’interno, l’abitazione è stata realizzata dall’azienda altoatesina con sistema a telaio.

Casa di legno bifamiliare a telaio realizzata da Rubner Haus in provincia di Cremona
Credit img Alberto Franceschi

Le due unità abitative, definite da volumi essenziali, sobri nella composizione e candidi nella finitura architettonica, si sviluppano su un solo piano fuori terra, ad eccezione di uno spazio dedicato a studio per il marito, situato al livello superiore. Una scelta distributiva votata alla comodità e alla accessibilità, che permette a ogni componente della famiglia di muoversi liberamente nelle stanze, senza alcuna barriera.

La cucina della casa di legno bifamiliare a telaio realizzata da Rubner Haus in provincia di Cremona
Credit img Alberto Franceschi

L’affaccio degli ambienti su giardino e piscina grazie alla presenza di ampie vetrate permette percorsi senza soluzione di continuità tra interno ed esterno e nel contempo lascia entrare molta luce naturale.

Villa Maravilla – Wolf Haus

Questa villa di legno, progettata dall’architetto Marta Leni e realizzata da Wolf Haus, è stata costruita su un terreno degradante e panoramico, affacciato sul lago di Pusiano, tra le province lombarde di Como e di Lecco. La committenza – una famiglia numerosa – ha voluto una abitazione di impronta moderna, dal layout distributivo fluido ma funzionale.

La cucina è il centro della casa, attorno a cui ruotano sia gli ambienti interni che il portico esterno, separati solo da grandi porte scorrevoli trasparenti. Un desiderio di convivialità e di condivisione, ma nel contempo di privacy quando necessario, tradotto in una pianta articolata seppure senza vere e proprie partizioni fisiche. Sfruttando il dislivello del terreno gli ambienti sono infatti distribuiti su piani anche solo leggermente differenti – ad esempio al piano terra, in cui la zona giorno è di poco più bassa dell’ingresso e dell’area gioco dei bambini – per non perdere mai una visione completa dello spazio.

Villa Maravilla in legno firmata Wolf Haus
Credit img Olivier Jaist

Data la presenza di un vincolo paesaggistico per il sito, la scelta formale si è indirizzata su un volume tradizionale con copertura a doppia falda in coppi e fronti sia intonacati sia rivestiti di pietra locale. Il tutto però riletto in chiave assolutamente contemporanea.

Strutturalmente il progetto ha richiesto un mix di sistemi costruttivi. Le pareti perimetrali sono realizzate con sistema a telaio di abete massiccio, controventato su entrambi i lati da pannelli di OSB e isolato tra i montanti con uno strato di lane minerali.  Il setto centrale è invece di X-lam, per sostenere il peso della scala con gradini a sbalzo e i carichi del ballatoio di collegamento alla zona notte del primo piano. Diverse travature di acciaio rinforzano poi la struttura a telaio
zioni della struttura a telaio, mentre solai e copertura sono costituiti con elementi prefabbricati sempre a telaio, ma industrializzati per lavorare in orizzontale.

Interno di Villa Maravilla, realizzazione in legno firmata Wolf Haus
Credit img Olivier Jaist

La produzione in stabilimento degli elementi strutturali di legno ha permesso di accoppiarvi a seconda delle necessità barriera al vapore, cappotto di fibra di legno e lastre di gesso naturale a finitura interna. Le superfici esterne rivestite di pietra hanno invece previsto una contro-parete di montanti di legno con interposto termoisolante (protetto da barriera antivento), chiusa da listelli ai quali è fissata una lastra porta intonaco appositamente studiata. L’ultimo strato di pietra naturale si è così potuto fissare in modo semplice e sicuro, assicurando inoltre il perfetto rendimento dell’involucro architettonico.

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