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Indice degli argomenti Toggle Isolamento termico inadeguato e ponti termiciInfissi e serramenti datati, che non isolano e sono causa di infiltrazioniImpianti per il riscaldamento e il raffrescamento non performantiAltri impianti inefficienti e assenza di energia rinnovabileMancanza di manutenzione L’efficienza energetica degli edifici è un obiettivo di grande rilievo per affrontare in modo vincente le sfide legate ai cambiamenti climatici. Il comparto edile, infatti, è responsabile di una fetta sostanziosa dei consumi energetici totali, a causa di edifici costruiti decenni fa e altamente energivori. Con il passare degli anni e l’aumento dell’attenzione al tema si sono sviluppate tecnologie e soluzioni costruttive nuove, sempre più improntate al risparmio energetico. Gli edifici contemporanei, infatti, sono progettati e realizzati in modo da ridurre al massimo ogni spreco. Si parla addirittura di case passive e a energia zero. Nonostante i risultati incredibili che si sono raggiunti ora, però, rimane la grande questione del patrimonio esistente e della relativa riqualificazione. Le misure attuate per agevolare gli interventi di ristrutturazione e riqualificazione energetica sono varie, tra cui le diverse detrazioni fiscali oggi disponibili. Il lavoro da fare, però, è davvero molto e sono necessari ingenti investimenti. Un tema discusso ampiamente anche a seguito della proposta dell’Europa di imporre un target di classe energetica minimo entro i prossimi anni. La Direttiva Case Green, però, in Italia si scontra con una realtà esistente che rende difficile il raggiungimento degli obiettivi definiti. Ma quali sono le principali criticità che compromettono le performance di un edificio quando si parla di risparmio energetico? Dall’isolamento alla scelta degli impianti, di seguito i 5 principali problemi da risolvere per favorire l’efficienza energetica di un edificio. Isolamento termico inadeguato e ponti termici Un corretto isolamento termico è essenziale per garantire buone performance ed evitare inutili sprechi di energia, dovuti ad una eccessiva dispersione termica. La coibentazione dovrebbe essere continua e riguardante tutte le strutture dell’edificio. È necessario isolare il solaio contro terra, la copertura, le pareti perimetrali, ma in generale si dovrebbe intervenire su tutti quei componenti che delimitano ambienti riscaldati che confinano con l’esterno o con altri ambienti non riscaldati. Ne sono un esempio eventuali solai che sormontano un portico o pareti che dividono gli ambienti di casa da spazi quali il garage. Per risolvere questa criticità negli edifici esistenti, si procede posando uno strato di materiale isolante, ad esempio tramite l’installazione di un cappotto esterno. Le soluzioni e i materiali a disposizione, in realtà, sono diversi (basti pensare al cappotto interno o alle facciate ventilate) ed è opportuno affidarsi a un tecnico qualificato per valutare la miglior soluzione che fa al proprio caso. Parlare di isolamento porta ad un altro importante tema: quello della risoluzione dei ponti termici, ossia punti deboli dell’edificio, attraverso cui il passaggio del calore è più elevato rispetto al resto della struttura. Questo calo della resistenza al passaggio del calore è dovuto a discontinuità della struttura e dei materiali. Infatti, possono esserci ponti termici anche in un edificio isolato in modo errato. Si creano differenze di temperatura tra la superficie interna e l’esterno, causando problematiche anche in termini di condensa, umidità e muffa. Infissi e serramenti datati, che non isolano e sono causa di infiltrazioni Le caratteristiche dell’involucro incidono in modo molto significativo sulle prestazioni di efficienza energetica di un edificio. Questo vale per le strutture opache, come pareti e solai, ma anche per l’involucro trasparente. Gli infissi, infatti, possono compromettere le performance di un edificio, in quanto deboli sia da un punto di vista di isolamento termico, che di tenuta all’aria. Per quanto un serramento potesse essere di buona qualità al momento dell’installazione, il tempo è causa di forti deterioramenti e in un vecchio edificio le finestre possono diventare causa di elevate inefficienze. Per intervenire in un edificio esistente è possibile optare per la sostituzione di tutti i serramenti, installandone di nuovi e di più moderna tecnologia. Nella scelta del materiale e della tipologia di vetro, quindi, è fondamentale considerare parametri quali trasmittanza, di tutti i componenti. Oggi si trovano prodotti altamente performanti, con vetrocamera composte di vetri appositamente trattati e abbinate a gas che favoriscono l’isolamento. Impianti per il riscaldamento e il raffrescamento non performanti Un’altra grande criticità del patrimonio esistente, quando si parla di efficienza energetica, sono gli impianti installati per il riscaldamento e il raffrescamento, oltre alla produzione di acqua calda sanitaria. Molto spesso si trovano impianti molto vetusti e lontani dalle performance assicurate dalla tecnologia di oggi. È fondamentale procedere almeno con una sostituzione del generatore, ad esempio installando una nuova caldaia a condensazione o una moderna pompa di calore, ma se possibile è consigliabile andare ancora oltre. Andrebbero verificati e riqualificati anche il sistema di distribuzione e i terminali. Le tubazioni potrebbero non essere isolate o essere danneggiate e l’efficienza di una nuova caldaia può essere compromessa dall’uso di vecchi radiatori. È chiaro che, più è radicale il rinnovo degli impianti, maggiore è l’invasività dell’intervento, con ripercussioni su tempistiche e costi. Parlando di impianti, quindi, da un lato si ha la criticità di avere sistemi e dispositivi vetusti e inefficienti, dall’altro l’assenza di nuove tecnologie fondamentali per favorire l’efficienza energetica, come gli impianti per la produzione di energia rinnovabile. Nella maggior parte dei vecchi edifici, infatti, i consumi sono molto elevati e sono soddisfatti solo tramite l’acquisto di energia dalla rete. Sfruttare le energie rinnovabili, tramite il fotovoltaico o il solare termico, permette di aumentare la quota green di energia consumata, riducendo anche i costi di acquisto. Altri impianti inefficienti e assenza di energia rinnovabile Oltre al riscaldamento e al raffrescamento, possono essere causa di una scarsa efficienza energetica anche altri impianti presenti in casa, come ad esempio il sistema di illuminazione. Per questo motivo, una delle prime e semplici attività che si possono eseguire quando si vuole ridurre lo spreco energetico a casa o in azienda, è proprio quello di riqualificare l’impianto luci. Ciò significa intervenire con apposita manutenzione, soprattutto se sono passati anni dalla sua realizzazione, ma anche sostituire tutti i corpi illuminanti con nuove tecnologie e lampade led ad elevato risparmio energetico. Concorrono alla riduzione dei consumi anche tutti gli altri dispositivi elettronici presenti in casa. Mancanza di manutenzione Infine, i vecchi edifici peccano spesso di scarsa manutenzione. Si parla sia degli impianti, che delle strutture e dei componenti edilizi, che con il passare del tempo sono inevitabilmente oggetto di degrado. Conservare in buono stato l’edificio e i suoi impianti, però, è fondamentale per non comprometterne le prestazioni, che altrimenti calano in modo drastico. Una caldaia sporca o danneggiata consuma molto più di quanto necessario, così come un infisso trascurato permette un passaggio d’aria maggiore rispetto a quanto dovrebbe. Un tema che, del resto, richiama anche l’importanza del comportamento delle persone e della loro consapevolezza in merito all’efficienza energetica e al ruolo che possono giocare in questo processo. Soprattutto perché, anche in caso di un edificio nuovo ed efficiente, errati comportamenti possono compromettere tutti i risultati ottenuti con progettazione e costruzione. Consiglia questo approfondimento ai tuoi amici Commenta questo approfondimento
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