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Stufe e caldaie a pellet: il riscaldamento ecologico

Un combustibile green, i pellet, e impianti di nuova generazione garantiscono percentuali di efficienza molto alte e un impatto sull’ambiente particolarmente contenuto

A cura di: Antonia Solari

 

Ad oggi, le foreste in Italia occupano quasi 11 milioni di ettari, poco meno di un terzo del territorio nazionale, e la superficie continua ad aumentare. Di conseguenza, anche il “capitale legnoso” depositato nei boschi italiani aumenta di circa 24 milioni di metri cubi l’anno, rendendo immediatamente disponibile la materia prima per la produzione di pellet.

Ma i pellet cosa sono, nello specifico? Il legno di pellet è un combustibile che si ricava dalla segatura essiccata; nel dettaglio, la norma UNI EN 14588 lo definisce come “biocombustibile addensato, generalmente di forma cilindrica, di lunghezza casuale tipicamente fra 5 mm e 30 mm, e con estremità interrotte, prodotto da biomassa polverizzata con o senza additivi di pressatura”.

I vantaggi

L’uso di stufe a pellet rappresenta l’avanguardia del riscaldamento sotto diversi punti di vista, considerando vantaggi legati all’ecologia e all’economia. A parità di volume, il potere calorifero del pellet è circa il doppio di quello del legno. Un altro vantaggio è l’energia necessaria per la produzione e la distribuzione di pellet è rappresenta circa il 2,7% rispetto all’energia finale, mentre per metano e gasolio si registrano percentuali superiori, rispettivamente il 10% e il 12%. Si tratta di fattori che concorrono nel rendere particolarmente competitivi, dal punto di vista economico, i sistemi di riscaldamento che utilizzano questa specifica tipologia di biomassa.


A seguire, alcuni altri dati, registrati dall’European Pellet Council.

  • Emissioni di CO2
  • Olio combustibile: 310 g/kWh
  • Gas naturali: 242 g/kWh
  • Carbone nero: 335 g/kWh
  • Carbone marrone: 403 g/kWh
  • Wood Pellet: 31 g/kWh

Utilizzo Pellet

  • Uso domestico: da 5 a 15 kW
  • Caldaia per villa unifamiliare: 10-30 kW
  • Caldaie per condomini: da 50 a 5.000 kW
  • Grandi centrali energetiche: da 1 a 1.000 MWel

Consumo

Il primo Paese consumatore è il Regno Unito, seguito da Italia, Svezia e Germania. Si è passati da un consumo di meno di 2 mln di tonnellate del 2001 ai quasi 20 mln del 2013 (50% riscaldamento di ambienti e 50 per alimentare le centrali elettriche).

I sistemi

Una volta stabiliti i punti di forza del pellet, dunque, non resta che scoprire il mercato di stufe e caldaie che usano questo combustibile green. Collegate alla rete elettrica come ogni altro elettrodomestico, le stufe a pellet si accendono attraverso una resistenza elettrica e hanno un’autonomia di funzionamento che varia in funzione della capacità del serbatoio. Dal serbatoio stesso il sistema preleva i pellet lasciandoli cadere all’interno del focolare e, da lì, l’aria forzata permette di produrre calore. I fumi prodotti vengono immediatamente espulsi attraverso un ventilatore, garantendo il controllo della qualità dell’aria.

Le tipologie di stufe variano in base al tipo di rivestimento scelto e si può scegliere fra:

  • Stufe a pellet in ceramica, spesso scelte sia per le caratteristiche estetiche del materiale sia per il vantaggio tecnico di mantenere a lungo il calore;
  • Stufe a pellet in ghisa: materiale composto da una lega ferro-carbone in grado di disperdere molto lentamente il calore nell’ambiente;
  • Stufe a pellet in acciaio: raggiungono molto velocemente la temperatura richiesta;
  • Stufe a pellet in pietra ollare: legate alla tradizione e in grado di accumulare rapidamente una grande quantità di calore che viene rilasciata lentamente.

La classificazione, inoltre, si può fare anche in base alla funzionalità, che può distinguersi fra solo aria calda o aria e acqua calda sanitaria.

 

Le caldaie a pellet sono collegata all’impianto termoidraulico domestico e vanno a sostituire le classiche caldaie a metano. Dispongono di un serbatoio di accumulo che può essere più o meno capiente e in alcuni casi di un sistema di alimentazione completamente automatico.

 

Hoval propone la caldaia BioLyt, soluzione particolarmente indicata per riscaldare a emissioni zero i nuovi edifici e per il risanamento di grandi impianti, beneficiando comunque di un elevato coefficiente di rendimento. La caldaia dalla struttura compatta, può essere posizionata nel locale riscaldamento. L'efficienza può essere ulteriormente migliorata se la caldaia viene combinata a un impianto ad energia solare.

 

 BIOLYT, caldaia a pellet di Hoval

 

Posa in opera

In base al loro posizionamento, le caldaie a pellet possono essere da incasso o libere, richiedendo solo una piccola canna fumaria e una presa d’aria. Un’altra possibilità riguarda l’installazione all’interno di un classico camino, per abbinare tradizione e innovazione.

La Caldaia a pellet P4 di Froling è completamente automatica, si cartterizza per l'ingombro ridotto e tutti i componenti che sono già cablati. La P4 Pellet è disponibile in dieci diverse versioni e, con la sua vasta gamma di potenza e il funzionamento modulante, può essere utilizzata sia nelle case a basso consumo di energia sia negli edifici a forte fabbisogno termico. È possibile anche l'integrazione nell'ambiente di riscaldamento esistente.

 

Caldaia a pellet P4 di Froling

Considerando che si tratta di impianti particolarmente tecnologici, è meglio se l’installazione viene seguita da personale specializzato, seguendo le direttive di legge e fornendo la dichiarazione di conformità dove richiesto, anche se i modelli più semplici vengono proposti anche per il “fai da te”.

 

TEMA TECNICO:

Biomasse

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