Caldaia a idrogeno? Ora è realtà

BAXI

L’idrogeno contribuisce alla decarbonizzazione e apre a nuove opportunità nell’industria, mobilità e riscaldamento residenziale. Baxi presenta la prima caldaia a idrogeno per il residenziale, soluzione a basso costo e sostenibile.

Il tetto fotovoltaico in copertura di Baxi a Bassano del Grappa
Sede Baxi a Bassano del Grappa con 3675 pannelli fotovoltaici

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Change with energy”, questo il motto che guida Baxi, azienda specializzata nel settore del riscaldamento, impegnata da molto tempo nella transizione verso una green factory.

Un percorso partito da molto tempo e concretizzato con una serie di attività che hanno garantito una forte diminuzione dei consumi idrici – passati da 119.000 m3 del 200 ai 19.000 m3 odierni – grazie al ricircolo delle acque di processo che vengono purificate e un’attenzione assoluta a economia circolare e riciclabilità, tanto che oggi la produzione dei rifiuti è molto bassa, solo il 7% sono conferiti come rifiuti speciali quindi non riciclabili.

l’Ing. Alberto Favero direttore Generale di Baxi presenta la nuova caldaia a idrogeno
L’Ing. Alberto Favero direttore Generale di Baxi in un momento della presentazione della nuova caldaia a idrogeno

Inoltre l’Ing. Alberto Favero direttore Generale di Baxi ci spiega che lo stabilimento di Bassano del Grappa, headquarter dell’azienda (in provincia di Vicenza) è un sito storico che è stato riqualificato nel tempo, per esempio dopo aver bonificato 15.000 mq di copertura, da luglio 2018 è attivo sul tetto un impianto fotovoltaico con 3675 pannelli che coprono una superficie complessiva di 6000 mq e che, con circa 1 MW di potenza, soddisfa il 25% del fabbisogno di energia elettrica dell’azienda e il 100% del fabbisogno per la fabbricazione delle caldaie. 

Dalla sua attivazione ha permesso di risparmiare 400 tonnellate di CO2 in atmosfera.

Perché l’idrogeno?

Sono molte le ragioni per cui BAXI S.p.A., su incarico del Gruppo BDR Thermea, ha deciso, ormai tre anni fa, di investire forti risorse economiche e del reparto R&S nella realizzazione della prima caldaia a idrogeno.

Prima di tutto la necessità di sviluppare soluzioni sostenibili e a basso impatto ambientale, in grado di combattere realmente il surriscaldamento climatico rispondendo agli obiettivi fissati dalla COP21 di Parigi, attraverso un maggior utilizzo di rinnovabili (32% del consumo totale di energia), aumento di efficienza energetica (32,5%) e minore produzione di gas ad effetto serra entro il 2030 (-40%). E poi l’innovazione green è da sempre nel DNA di Baxi.

L’idrogeno si caratterizza per ottime opportunità di stoccaggio e ci possono essere interessanti applicazioni nell’industria, mobilità, riscaldamento e riconversione in energia elettrica. Senza dimenticare che le emissioni nel caso di idrogeno puro possono essere abbattute al 100%.

Andrea Manini Innovation Director BDR Thermea Group a questo proposito ha spiegato che a livello globale sta aumentando moltissimo l’utilizzo di idrogeno. Per esempio il Giappone sta diventando un esempio mondiale e in vista delle Olimpiadi di Tokyo del prossimo anno, sarà la prima nazione “hydrogen society” al mondo: tutti gli appartamenti degli atleti saranno supportati per il riscaldamento ed elettricità da energia prodotta da idrogeno. Il Giappone ha inoltre deciso di trasformare tutta la produzione di gas naturale in idrogeno dal 2030 al 2050.

Inoltre esiste già nel nostro paese l’infrastruttura che è quella su cui viaggia attualmente il gas naturale. A questo proposito Baxi sta facendo un’analisi, in collaborazione con Snam, su progetti legati all’utilizzo dell’idrogeno in combinazione con il gas naturale.

A partire da questa consapevolezza Baxi ha realizzato la prima caldaia a gas a condensazione progettata per il riscaldamento e la produzione di acqua calda sanitaria nel residenziale, che utilizza come combustibile idrogeno puro o miscelato con gas naturale.Baxi presenta la prima caldaia a idrogenoNaturalmente è ora indispensabile uno sviluppo a livello normativo che tenga conto degli elementi di sicurezza e crescita di questa tecnologia.

Caldaia a idrogeno: il progetto di Baxi

La caldaia a idrogeno di Baxi, la prima disponibile sul mercato e naturalmente coperta da brevetto, può funzionare con puro idrogeno o in mix con natural gas e ha già ricevuto lo scorso maggio la certificazione dall’ente tedesco DVGW che ne ha confermato la conformità al regolamento EU 2016/426.

Con una potenza termica resa di 28 kW si caratterizza per la medesima efficienza termica delle caldaie a condensazione a gas naturale e lavora secondo l’attuale standard di mercato in termini di potenze, prestazioni, dimensioni, peso, metodologia di installazione, uso e manutenzione.

Installazione e messa in servizio sono le stesse di quella delle tradizionali caldaie ma, grazie alla scelta dell’idrogeno, sono del tutto eliminate le emissioni di CO2 in ambiente, con bassissimi valori di NOX.Baxi presenta la prima caldaia a idrogenoUna prima sperimentazione è già in atto in Olanda dove dal 25 giugno 2019 è stata messa in funzione sul campo in un edificio residenziale a Rozenburg (NL). Una prossima realizzazione sarà nell’ambito progetto Hy4Heat nel Regno Unito.

Il team di lavoro e il laboratorio certificato

Per la realizzazione della caldaia a idrogeno è stato creato un team in cui sono state coinvolte molte delle 50 persone che lavorano nel dipartimento R&S, gestito principalmente da 5 tecnici, 2 ingegneri con 30 anni di esperienza in azienda e 3 giovani neolaureati che hanno avuto l’incredibile opportunità di partecipare a un’innovazione tanto all’avanguardia.

Perché Baxi crede profondamente nella formazione e nei giovani come risorse indispendabili da coinvolgere per le innovazioni di oggi e domani.

Prima di tutto il team di lavoro ha studiato le tecniche di combustione dell’idrogeno e le possibili soluzioni per lo sviluppo della caldaia, considerando le differenze tra caratteristiche dell’H2 rispetto al gas metano.

E’ stato quindi attrezzato il laboratorio di ricerca qualificato e certificato da importanti enti internazionali per lavorare in sicurezza con miscele di metano/idrogeno e idrogeno puro dove ancora oggi continuano a essere effettuati test di sicurezza in modo da poter certificare la caldaia anche in assenza di una norma di prodotto.

Baxi ha poi cercato e coinvolto, con una certa difficoltà considerando che si tratta di una tecnologia non ancora consolidata, partner tecnici tra i costruttori di componenti interessati allo sviluppo di questo prodotto.

L’azienda prevede che dal 2021 le caldaie a idrogeno saranno disponibili sul mercato.

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